Se ne parla tanto, si fa troppo poco. Valorizzare il capitale culturale: Il Sole 24 Ore convoca tutto l’artworld per il secondo Summit Arte e Cultura

Aziende che investono in cultura: i risultati della ricerca Astarea-The Round Table. Beni pubblici culturali: colloquio con il Sottosegretario Cecchi. Investire in arte: strategie di diversificazione del portafoglio in ottica di difesa degli investimenti. Valorizzare il capitale culturale: le case history dei musei italiani più innovativi. Temi caldi che più caldi non si può, non […]

Il Presidente ICOM-Italia Alberto Garlandini, uno dei relatori

Aziende che investono in cultura: i risultati della ricerca Astarea-The Round Table. Beni pubblici culturali: colloquio con il Sottosegretario Cecchi. Investire in arte: strategie di diversificazione del portafoglio in ottica di difesa degli investimenti. Valorizzare il capitale culturale: le case history dei musei italiani più innovativi. Temi caldi che più caldi non si può, non serve essere degli addetti per comprenderlo: e sono i temi del secondo Summit Arte e Cultura promosso a Milano nella sede de Il Sole 24 Ore, importante focus annuale per il quale è già partito un robusto battage su tutti i media.
Un’occasione di confronto e di aggiornamento sulla situazione del patrimonio culturale nazionale, di musei e collezioni private, attraverso significative testimonianze del mondo della Cultura e dell’Impresa. Con ospiti – moderati dal Vice Direttore del Sole 24 Ore Alberto Orioli – del calibro di Patrizia Asproni, Presidente Fondazione Industria e Cultura, Franco Duc, Responsabile Direzione Comunicazione Cariparma Crédit Agricole, Davide Rampello, Alberto Fiz, il gallerista David Nahmad, Albino Ruberti, Segretario Generale Associazione Civita, Cristina Acidini, Sandrina Bandera, il Presidente di ICOM Italia Alberto Garlandini. E per chi non potrà esserci, live twitting della giornata su #summitcultura…

  • Marica Magni

    ma quando?

  • patrizia

    leggo accanto le voci del sondaggio, tutti luoghi fisici, materiali, comprendo il taglio, la solida materia, non potrebbe essere altrimenti in un giornale che si occupa di economia e finanza, però sommessamente vorrei suggerire che il patrimonio culturale più trascurato in Italia sono le risorse umane, i giovani talenti, la ricerca, l’innovazione