Sabato per mostre 1: dopo lo show alla Biennale, Sgarbi porta il “contemporaneo” Tintoretto alle Scuderie del Quirinale

È sabato, la neve ormai è un ricordo che sembra lontanissimo, e anzi in giro tira quasi aria di primavera anticipata: cosa di meglio che farsi un bel giro per le migliori mostre? Ce ne sono tante, ma si fa quel che si può, sempre con ampia documentazione fotografica: perché sia chiaro, l’invito è sempre […]

Sgarbi Cicerone alla mostra di Tintoretto

È sabato, la neve ormai è un ricordo che sembra lontanissimo, e anzi in giro tira quasi aria di primavera anticipata: cosa di meglio che farsi un bel giro per le migliori mostre? Ce ne sono tante, ma si fa quel che si può, sempre con ampia documentazione fotografica: perché sia chiaro, l’invito è sempre ad andare di persona, l’esperienza dell’arte richiede il contatto. Però avere una prima idea di quel che si troverà, non è così male: ed anche del clima creato da allestimenti, luci, dinamiche spaziali. Dunque, iniziamo dall’atteso appuntamento delle Scuderie del Quirinale, dove Vittorio Sgarbi ha portato una grande mostra di Tintoretto, il campione dell’”antica contemporaneità” predicata dal critico, e sperimentata in estate alla Biennale di Venezia versante Curiger. La mostra si è appena aperta: da non perdere la carrellata di immagini dell’opening, da accreditare – come le migliori gallery di Artribune, specie quelle romane – all’ormai mitico Luca Labanca…

  • Tintoretto alle Scuderie del Quirinale

    Tintoretto (1519 – 1594), soprannominato così per il mestiere di tintore di panni del padre, è stato un fondamentale protagonista della pittura italiana del Cinquecento, ed era considerato da Vasari “il più grande cervello che abbia avuto la pittura”.

    In mostra sono esposti anche “Apollo e Dafne”, “Deucalione e Pirra” di Casa Pisani, “Susanna fra i vecchioni” del Kunsthistorisches di Vienna“ e Gesù tra i dottori” (1542).
    L’artista, allontanandosi dai canoni della bellezza veneziana tipica della pittura di Tiziano, propose uno stile di realismo possente che fece scuola.

    Tintoretto, infatti, elaborò le sue opere con una particolare componente dinamica che approfondì nelle composizioni, ricorrendo a prospettive e a scorci arditi per l’epoca che esaltavano il dinamismo delle scene rappresentate. Vedere da vicino i grandi teleri, che di solito sono posizionati in alto sia nelle Chiese sia nei Musei, offre una visione dettagliata delle scelte stilistiche e cromatiche del Maestro suscitando una partecipata emozione.

  • Vivi

    Oh belle le immagini comunque. bravo La Banca