Occupy architettura? C’è un nuovo movimento di stimolo e pressione, si incontra a Roma con una regola certa: badare al sodo. E svilupparsi in rete…

Non tanto un movimento architettonico, quanto un nuovo segnale di risveglio delle coscienze, l’ennesimo in questo momento storico, il che deve far riflettere. Amate l’architettura è un gruppo che si è dato un proprio manifesto, ma che non “manifesta”, in senso movimentista. Con un comportamento paradossalmente rivoluzionario per il periodo, si muove con civiltà ed […]

Non tanto un movimento architettonico, quanto un nuovo segnale di risveglio delle coscienze, l’ennesimo in questo momento storico, il che deve far riflettere. Amate l’architettura è un gruppo che si è dato un proprio manifesto, ma che non “manifesta”, in senso movimentista. Con un comportamento paradossalmente rivoluzionario per il periodo, si muove con civiltà ed intelligenza. Lancia un dibattito aperto a tutti e si organizza sfruttando le nuove tecnologie.
Ora l’invito rivolto a porsi delle domande – dieci per la precisione – arriva live, con l’assemblea aperta dal titolo 150 K Architetti, in programma a Roma alla Sala convegni della Città dell’altra economia. Domande che – come il manifesto – non riguardano uno stile, né nuovi canoni o concetti estetici, ma criticano il sistema attuale, auspicando un rinnovamento del linguaggio, che sia espressione del nostro tempo e una rivalutazione della figura dell’architetto in Italia, appellandosi a leggi che dovrebbero tutelare la professione ma che, “solo in Italia” sembrano dimenticate.
E poi un’altra piccola rivoluzione: non solo parole. L’assemblea si propone infatti di creare una piattaforma telematica, che sfruttando la tecnologia ThinkTag, per la condivisione di informazioni in rete, porterà avanti gli obbiettivi emersi dalle discussioni, suddivisi per aree tematiche tra cinque gruppi di lavoro.

– Beatrice Zaccaria

Mercoledì 8 febbraio 2012 – ore 17.00
Città dell’altra economia
Largo Dino Frisullo – Roma
www.amatelarchitettura.com