Obiettivo primavera. Phillips de Pury a New York sceglie la fotografia. Un corpus di grandi classici va all’incanto il prossimo aprile

Primavera photography oriented per Phillips de Pury & Company, che anticipa temi e opere della sua asta newyorchese programmata per il prossimo 4 aprile. The Face of Modernism: A Private West Coast Collection sarà incentrata tutta sulla fotografia e offrirà ai collezionisti la possibilità di accaparrarsi 28 lotti, provenienti da un singolo collezionista. Nomi importanti, […]

Edward Weston, Portrait of a Woman , 1916

Primavera photography oriented per Phillips de Pury & Company, che anticipa temi e opere della sua asta newyorchese programmata per il prossimo 4 aprile. The Face of Modernism: A Private West Coast Collection sarà incentrata tutta sulla fotografia e offrirà ai collezionisti la possibilità di accaparrarsi 28 lotti, provenienti da un singolo collezionista. Nomi importanti, tra cui Alfred Stieglitz, Edward Weston, Edward Steichen, André Kertész, Paul Strand, Walker Evans, August Sander e Dorothea Lange.
Highlight della collezione è di certo l’opera di Stieglitz del 1918che ritrae Georgia O’Keeffe, stimata $200-300mila.
E poi Weston con il romantico Portrait of a Woman del 1916 ($80-120.000) e Steichen con La Bella, 1904 ($60-80.000). Nel comparto del Modernismo e degli innovativi anni Venti e Trenta brillano il ritratto di Tristan Tzara di Man Ray, scattata nel 1924 e stimata $40-60.000, accanto a Fishermen Behind Notre Dame (1925) e Untitled, Paris (1932-1936) di Kertés stimate entrambe $30-50.000.
Infine, Paul Strand con Young Farmer, Po Valley, 1953, e The Mother, Luzzara, Italy, 1953, stimate $20-30.000, e Dorothea Lange che ritrae l’era della Grande Depressione nei volti dei suoi soggetti, come in Water Boy, Mississippi Delta del 1938.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.