Nuovi episodi da mettere nella casella “cose patetiche”. A Roma fa una nevicatina e chiudono tutti i musei per giorni. Ma per fortuna nella capitale non ci sono solo istituzioni italiane, a Villa Medici infatti…

C’è qualche cosa che va oltre alla patetica reazione dei romani all’arrivo – ormai per la verità sempre più frequente – della neve in città. Qualcosa che riguarda più l’antropologia sociale che il folklore. Ma finché si resta lì, siamo nel campo del ridicolo, nel campo delle Smart, terribili, che sfrecciano agli ottanta all’ora o […]

C’è qualche cosa che va oltre alla patetica reazione dei romani all’arrivo – ormai per la verità sempre più frequente – della neve in città. Qualcosa che riguarda più l’antropologia sociale che il folklore. Ma finché si resta lì, siamo nel campo del ridicolo, nel campo delle Smart, terribili, che sfrecciano agli ottanta all’ora o nel campo dei suv con ruote termiche e catene che, invece, incespicano a passo d’uomo; nel campo della corsa ai viveri nei supermarket con i doposci ai piedi. Purtroppo però l’aspetto etnologico tracima nelle scelte istituzionali. Che non riguardano solo le dichiarazioni di un sindaco per il quale ormai non ci si meraviglia più (quando dice ai senzatetto di restare… a casa; quando spiega che le scuole restano aperte ma le lezioni sono sospese), ma anche le strategie comunali (e statali) di gestione delle criticità.
Prendete le nostre istituzioni culturali. In questi giorni di difficoltà meteorologiche ci hanno fatto capire una cosa: quando c’è un problema, scappare! Chiudere! Sbarrare! Vietare! Il Macro e tutti i musei comunali chiusi, addirittura fino a tutto lunedì. Il Maxxi annulla gli appuntamenti. La Gnam chiude. Per 10 centimetri di neve. E a causa di un grande malinteso che esiste ormai solo a Roma: spostarsi significa prendere l’auto, se questo non è possibile o non è sicuro, allora tanto vale non spostarsi. Anzi vietare qualsivoglia spostamento. Poco importa che tutto sia raggiungibile abbastanza agevolmente con bus, tram, metropolitane o a piedi: si chiude.
Era inevitabile? È stato prudente fare così? Se questo è vero, allora i francesi sono stati degli imprudenti criminali… Jean-Marc Bustamante, la cui lecture per i 10 cm di neve di cui sopra era stata zelantemente annullata dal Macro, ha portato a termine la sua inaugurazione a Villa Medici con grande successo. Tutti gli ospiti, appassionati, addetti ai lavori, nobildonne e presenzialisti, si sono presentati puntuali alle 19 nell’istituzione che, essendo francese, non ha dovuto sottostare alle prudenti ordinanze capitoline di chiusura. C’erano tutti: il notaio Giovanni Giuliani, Antonio Galdo, Bartolomeo Pietromarchi, Paoletta Ugolini, Mario D’Urso, Marco Delogu, Mauro Nicoletti e molti altri (c’è la gallery di Artribune a testimoniare, li riconoscete?). Sono arrivati chi a piedi, chi trovando un taxi, chi in metropolitana. Hanno visto la mostra e poi sono stati ricevuti a cena dal direttore della Villa Eric de Chassey. Non si ha notizia di morti, feriti, scomparsi.
L’unica istituzione a ritenere che la vita culturale della città non dovesse essere soppressa e sospesa per una nevicatina è stata una istituzione straniera. Forse più abituata ad affrontare e governare le criticità, non a fuggirvi. Un altro tassello nel ricco mosaico delle cose che debbono farci riflettere?

  • Angelov

    Purtroppo il sindaco Alemanno e la sua Giunta sono un Relitto lasciato dietro dopo il naufragio del..Governo Berlusconi.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      In Italia, il menefreghismo e la superficialità conviene agli uomini di potere perché è nella loro natura e racchiude il loro egoismo.

  • urrutigoechea

    Peccato che sia morto, sennò Monti avrebbe candidato Marcinkus. Un po’ (poco) cardinale, un po’ (molto) banchiere mondialista massone mafioso grigio, l’uomo perfetto. Anzi, mo che ci penso avrebbe avuto la strada spianata per il Quirinale

    • Angelov

      siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii abbasso i Complotti Plutocratomassonici di cui Monti, alias Mr. Nemoprofetainpatria, è il fulgido esponente. Alemanno, uno De’Noiatri, fa’ attenzione che te manda un gruppetto de CasaPound, che te rompono er grugno, se ce’ parli male de lui.

  • GalleryCrop

    Semplicemente insuperabile il colbacco di Pietromarchi

  • Cita

    Ennesima lezione dai francesci. Vergogna profonda vergogna.

  • ..per una calamità naturale come i 10 cm. di neve è giusto che in italia chiudano le scuole, i musei, gli aeroporti!!!!!!!!!!!!!

    • Fra.Gio.

      non erano dieci centimentri di neve, e se le scuole non fossero state chiuse si sarebbe parlato lo stesso.

      Sempre perché in Italia occorre sempre parlare a vanvera, comunque sia la risposta del governo.

      andate a spalare, così riaprono anche il macro!

  • Fra.Gio.

    Ma ragazzi i francesi sono abituati a questo clima per noi è una cosa eccezionale. D’altra parte loro sanno bene cosa sia la neve ma non sanno dirici cosa esattamente sia il sole! e noi siamo il paese del sole e di chi continuamente ha qualcosa da ridire per sminuire il proprio stato, il proprio popolo.

    Se iniziassimo veramente a fare come i francesi ad adulare prima di tutto noi stessi vedremmo meno negatività, intanto… perché? pensate che in francia vada tutto bene perché tengono i musei aperti con la neve!?

    mi fate ridere!
    I nostri musei sono prevalentemente all’aperto e penso che se un turista avesse voluto vedere della storia, durante la neve a Roma, si sarebbe diretto verso il foro romano innevato, eccezionale evento perché non si vedeva coperto così da quasi 30 anni!

    E allora! Smorzate toni e fenesia di sminuire sempre l’Italia, l’arte italiana, la politica italiana, la neve italiana…ma perché ci vogliamo così male?
    i francesi gli inglesi i tedeschi… hanno quasi niente ma sanno vendere quel quasi niente in modo così preciso e professionale che noi li guardiamo e diciamo: loro hanno tutto! in realtà quelli che hanno tutto siamo noi, forse anche qualcosa di più… ma non ce ne accorgeremo mai se continueremo a sminuire tutto ciò che ci riguarda!

    Basta! se riuscite provate a fare della critica, quella vera però!

  • Urban

    Abbiamo imparato che d’inverno nevica… Uao.

  • zeusi

    Lavoro nella didattica di un museo, domenica sarei dovuta andare a lavoro, ma come?abito lontano dalla metropolitana, gli autubus non passavano e le strade erano ghiaggiate. Mi sarebbe piaciuto moltissimo andare all’Accademia di Francia, evidentemente ci sono riusciti un gruppo di privilegiati, tra cui anche chi ha scritto questo articolo, il quale chiaramente non ha avuto problemi di spostamenti…ben venga, ma non demonizziamo sempre e comunque i nostri musei, la maggior parte del personale non poteva arrivare a lavoro per ragioni pratiche.
    Per la cronaca: si, i francesi sono abituati alla neve, e a differenza nostra hanno le strutture per fronteggiarla. Ieri hanno aperto, e c’era molta gente…è vero, ma chi sarebbe voluto venire e non poteva arrivarci?La città non si è fermata per problemi “etnologici”, ma per serie ragioni pratiche. Non ho voglia di parlare di politica e del malfunzionamento delle nostre infrastrutture, vorrei solo invitare chi scrive questi articoli a contare fino a dieci prima di scrivere alcune cose.
    Dimenticavo:se le scuole non fossero state aperte venerdì, i genitori che lavorano come avrebbero fatto a organizzarsi all’ultimo momento per non lasciare i bambini soli in casa?

    • Redazione

      Sarebbe sufficiente pensare che esiste un mondo oltre al cofano della propria vettura. Comprendiamo la minoranza (minoranza!) che non ha alternative per spostarsi. Non comprendiamo la maggioranza che pur avendone sceglie per il mezzo più scomodo, inquinante, ingombrante, pericoloso che c’è…
      Chi ha scritto l’articolo è andato a Villa Medici in metrò.

  • zeusi

    Non si discute che Roma ci sia una buona parte di cittadini che non vede oltre il cofano della propria vettura, sono assolutamente d’accordo. Ricordo però che a Roma ci sono due sole linee di metropolitana che coprono una parte ristretta della città, dove non abita la maggioranza dei cittadini, ma una parte (lo scrivo per chi non è di Roma e forse non sa che la città si estende ben oltre la parte coperta dalla metropolitana).

    Chi ha scritto questa replica fa parte della maggioranza dei cittadini di Roma e provincia che non ha avuto alternative per spostarsi. Spero si comprenda anche la rabbia di chi non solo è stato costretto a rimanere in casa (non parlo di chi è rimasto bloccato per ore fuori casa, fortunatamente non è il mio caso), per alcuni giorni non ha potuto lavorare e quindi guadagnare, ma si trova anche a leggere articoli in cui si sente preso in giro.

  • monica

    sono basita da alcuni commenti….è evidente che nessuno di voi ha lavorato nei giorni della neve. I musei hanno chiuso giustamente, perchè devono tutelare anche i loro dipendenti che per andare a lavoro potevano rischiare. Ma per tutti voi era un week end libero, mentre per la povera gente che lavora in museo, sabato e domenica sono le giornate peggiori e per arrivare a lavoro, c’è chi ci ha impiegato anche un’ora e mezza andando a piedi. trovo assolutamente senza sensibilità i vostri commenti, di gente che voleva farsi una bella vacanza….beh mi spiace ma c’è chi non è riuscita a raggiungere il posto di lavoro!evidentemente all’ambasciata di francia gli assistenti non vengono pagati 5 euro all’ora.

  • Giulia

    Sono una di quelli che non è andata a lavorare contribuendo alla chiusura del museo in cui lavora. E sono nordica, abituata alla neve come i nostri cugini francesi.
    Purtroppo non abito abbastanza vicina al museo in cui lavoro per andare a piedi. Purtroppo non abito sopra la fermata della metropolitana.
    Purtroppo non posso permettermi di prendere un taxi.
    Purtroppo non sono una nobildonna, né una presenzialista, né un’ospite alla cena del direttore della Villa Eric de Chassey.
    Sono un’addetta ai lavori e un’appassionata che ringrazia il cielo di non essere nessuna delle categorie elencate sopra e che leggendo articoli di questo genere rimane sempre di più disgustata dal “popolo dell’arte”. E’ così facile suonarsela e cantarsela da soli, vero?
    Ah, visto che vogliamo fare i radical chic cosmopoliti: LONDRA SI E’ BLOCCATA CON DUE CENTIMETRI DI NEVE. LONDRA.

    • Ri Trattogi

      Giulia è possibile sapere con un po’ di approssimazione dove abiti e dove è il museo dove lavori? Così vediamo se REALMENTE non hai alternativa alcuna.

      Quanto al non permettersi il taxi (evidentemente a New York e a Londra son tutti ricchi sfondati visto che non posseggono l’auto e quando gli occorre pigliano il tassì) ti vorrei far notare che, anche se non te ne accorgi, la tua macchinetta amata ti costa 500 euro al mese. Circa seimila l’anno. Ammenoché non sia una macchina grande, perché in quel caso il costo sale.

      • Giulia

        Evidentemente a New York e Londra sono tutti ricchi sfondati? Evidentemente secondo quale principio? Tra l’altro io non ho parlato di New York perché non sono aggiornata sulle condizioni meteorologiche americane, quindi non posso discutere se New York è rimasta bloccata dalla neve o meno. Ti posso confermare che Londra è rimasta bloccata, considerando che ha un sistema di pubblico trasporto eccellente che viene pagato a caro prezzo (a settimana più di quanto noi paghiamo al mese) e che la neve è sicuramente più frequente che a Roma.
        La mia macchinetta amata? Io ho parlato forse di macchine? Secondo te il mio stipendio da museo mi consente di mantenere una stanza (STANZA!) e una macchina?
        Per andare a lavorare i prendo tre mezzi pubblici e ci metto un’ora in condizioni ottimali. Di questi tre, due erano bloccati. Oh tu, persona sconosciuta che si fa chiamare Ri Trattogi, sei in grado di trovare una soluzione a tale dilemma?
        Prima di puntare il dito contro chi si sbatte in questa città disorganizzata per cercare di mantenersi lavorando sei giorni a settimana, a Natale, Pasqua e Ferragosto perché per una volta non è riuscita a garantire la sua presenza sul posto di lavoro, occorrerebbe una maggiore apertura mentale. Prima di scrivere o commentare articoli del genere dovreste ripetervi NON SONO TUTTI UGUALI A ME E IO NON SONO MIGLIORE DEGLI ALTRI SOLO PERCHE’ HO AVUTO PIU’ PRIVILEGI NELLA VITA.
        Ti ricordo che l’autore di questo articolo (posto che non sia tu) non è andato a piedi per 3 km in ospedale per fare un turno di 24 ore, bensì si è recato allegramente a un’inaugurazione e poi a cena. Non ci vedo un gran merito in tutto ciò.

  • Mila

    Macchinetta amata??? ahuahuhauhauh
    Questa sì che è bella. Forse non si rende conto che non tutti possono permettersi una macchinetta amata. E sa perchè? Perchè non tutti guadagnano abbastanza.
    700 euro per la precisione, di cui 300 vanno all’affitto di una stanza in periferia e il resto in bollette e spesa varia.
    Per cui, in casi come quello di venerdì e sabato scorsi, non possiamo fare altro che affidarci agli unici mezzi che possiamo permetterci: QUELLI PUBBLICI (30euri al mese) che, se sono bloccati da neve, o ghiaccio o chicchessia, non ci portano a destinazione, seppur volendo.
    Non parlo a nome di Giulia, ma a nome mio: prendo ben 3 mezzi per arrivare a lavoro, di cui uno solo è la metro e dista non poco sia da casa mia che dal posto in cui lavoro, che è, per l’appunto, un museo.
    Sono contenta che a Villa Medici sia andato tutto per il meglio. La prossima volta che mi trovo in difficoltà dice che potrò fare affidamento al notaio Giovanni Giuliani, ad Antonio Galdo, Bartolomeo Pietromarchi, Paoletta Ugolini, Mario D’Urso, Marco Delogu, Mauro Nicoletti con i loro smoking, tailleurs e tacchi vertiginosi, così temerari da camminarvi sulla neve; e dice che potrò chiedere ospitalità al direttore della Villa Eric de Chassey se dovessi finire di lavorare alle 10 di sera e non dovesse esserci il maggiordomo Ambrogio ad aspettarmi con la limousine fuori dal museo perchè bloccato dalla strada ghiacciata?
    Grazie sempre di osservare tutte le facce della medaglia.
    Buona nevicata a tutti!