Non c’è graphic design, senza Bruno Munari. Arriva la classifica dei migliori testi per studenti, ma va decisamente aggiornata…

Dopo le tanto discusse classifiche sul miglior prodotto di design, ne arriva una che mette in ordine i libri – caldamente consigliati – per gli studenti di graphic design. È sul blog www.designer–daily.com del graphic designer svizzero Mirko Humbert, appassionato di tipografia, che abbiamo scovato la curiosa top ten di libri che non ripropone, come […]

Dopo le tanto discusse classifiche sul miglior prodotto di design, ne arriva una che mette in ordine i libri – caldamente consigliati – per gli studenti di graphic design. È sul blog www.designerdaily.com del graphic designer svizzero Mirko Humbert, appassionato di tipografia, che abbiamo scovato la curiosa top ten di libri che non ripropone, come al solito, i migliori best of, ma appunto i testi consigliati per gli studenti.
Il tema è la grafica, disciplina che si sta ritagliando uno spazio sempre più ampio all’interno del design, ed a riprova è in arrivo la quinta edizione del Triennale Design Musem The graphic Lanscape, che inaugurerà ad aprile. I volumi in elenco spaziano dalla tipografia tradizionale alla progettazione degli attuali font, dall’uso di una griglia al controllo dello spazio, dallo studio dei logotipi fino alle applicazioni di cancelleria e all’arte del colore.
La varietà dei testi è la riprova che le applicazioni e i campi in cui la grafica può spaziare sono pressochè infiniti. Un vulnus che ha del clamoroso? La mancanza, nella classifica di Humbert, di un grande autore come Bruno Munari. Voi invece quale libro consigliereste?

– Valia Barriello

La classifica completa

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
  • gian antonio garlaschi

    “amori”, Dossi, stampato a Milano, Dumolard, 1887; La copertina con impresso, gialloverde su nero, un simbolico ramo di mimosa pudica e con le indicazioni editoriali, in cartellini rossi riportati sui piatti, espresse (come lo stesso frontespizio e il titolo dei dieci capitoletti) in caratteri disegnati in modo da simulare fantasiosamente dei veri e propri ideogrammi; la legatura in filo di seta pure rosso, in vista sul dorso: peso di una copia (in formato piccolo, ma non minuscolo: cm. 16,4 x 11,4) solo trentacinque grammi. 585 esemplari, su carta, fatta arrivare espressamente da Parigi, una “carta giapponese – scrisse Dossi a Luigi Conconi – che sembra pelle di cipolla, ed è chiamata di seta benché in verità sia tratta non dalla bava del baco ma dal suo alimento, il gelso” (altrove è detta “leggera come ali di farfalla”, tanto da doversi impiegare a foglio doppio e stampare solo da un lato)