Milano Fashion Week, Pitti Immagine invade Zona Tortona. Tra le tante collezioni c’è anche The Green Closet, il trionfo dell’eco-fashion in salsa british

Non solo design in Zona Tortona. Ci pensa anche la moda a invadere una delle zone di spicco del trendy meneghino. Dal prossimo 28 febbraio al 2 marzo i saloni Touch!, NeoZone e Cloudnine ospitano 150 collezioni, di cui 56 new entry: è l’evento milanese di Pitti Immagine, presentato durante la settimana della moda. Tra […]

Ecoluxe - Izzy Lane

Non solo design in Zona Tortona. Ci pensa anche la moda a invadere una delle zone di spicco del trendy meneghino. Dal prossimo 28 febbraio al 2 marzo i saloni Touch!, NeoZone e Cloudnine ospitano 150 collezioni, di cui 56 new entry: è l’evento milanese di Pitti Immagine, presentato durante la settimana della moda.
Tra i vari protagonisti anche l’iniziativa britannica The Green Closet, quest’anno alla sua seconda edizione. L’intera operazione segue la campagna Great, lanciata da Cameron per l’anno dei Giochi Olimpici e Paraolimpici di Londra. Assonanza azzeccata per lo slogan: “green is great”. Un progetto di collezioni con etichetta “verde”, utili a per sottolineare quanto sia fondamentale, in tutti i campi della creatività e dell’impresa, ricorrere a processi di lavorazione naturali. Come sottolinea la responsabile moda&design del consolato Britannico Marina Iremonger “Nella moda qualità ed esclusività vanno di pari passo con materie prime naturali, processi produttivi puliti, valorizzazione dell’artigianalità e uso delle risorse locali”. Grande scelta tra dressing e accessori: abiti, borse, calzature e perfino articoli da toilette. Non mancheranno neanche le storiche Dr. Martens in versione eco, grazie all’utilizzo di lana pesante. E c’è pure la star internazionale, che dà il suo contributo doc. Sono di Vivienne Westwood le borse Handmade with Love in Nairobi del progetto Ethical Fashion Africa Programme. Quando l’eco-friendly si sposa col fashion d’eccellenza. Tendenze del futuro, tra etica ed estetica.

– Valia Barriello


 

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.