Mart in salsa british: al fianco del Postmodernismo, da Liverpool arriva la mostra che mette gli artisti davanti ad Alice nel paese delle meraviglie. Tutte le foto, su Artribune

Mart, United Kingdom. No, nessun annuncio clamoroso: il museo roveretano sta benissimo dove sta, non intende certo aprire una filiale di là dalla Manica. Eppure in questa fine inverno se ne respira, di aria british, dalle parti di Corso Bettini: della mostra sul Postmodernismo, organizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra, vi abbiamo già […]

Mart, Rovereto, inaugurazione Alice in Wonderland

Mart, United Kingdom. No, nessun annuncio clamoroso: il museo roveretano sta benissimo dove sta, non intende certo aprire una filiale di là dalla Manica. Eppure in questa fine inverno se ne respira, di aria british, dalle parti di Corso Bettini: della mostra sul Postmodernismo, organizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra, vi abbiamo già detto e mostrato assai. Ma in contemporanea al Mart si inaugurava un’altra esposizione ad alta caratura inglese, Alice in Wonderland, organizzata stavolta dalla Tate Liverpool: la prima mostra che affronta e analizza in modo completo l’influenza che i celebri racconti di Lewis Carroll hanno avuto sul mondo delle arti visive.
Dagli amici artisti come Dante Gabriel Rossetti, o Sir John Everett Millais, passando per Salvador Dalí, Max Ernst, Dorothea Tanning, fino alla contemporaneità, con gli influssi su artisti come Francesca Woodman, Douglas Gordon, Anna Gaskell, Annelies Štrba. Da vedere, sta in piedi fin quasi all’estate: magari dopo esservi fatti un’idea con la ricchissima fatogallery di Artribune

  • rita
  • PO-MO aka POSTMODERNISMO:
    il PO-MO della discordia

  • DSK

    Al Mart stanno accadendo fatti su cui riflettere: sono queste le distorsioni del sistema dell’arte italiano che bisognerebbe additare come negative, dannose, improduttive, e non certo, come fa Vettese, censurare le collettive Bevilacqua che sono limitate ad un territorio proprio per favorire un’idea di sviluppo e produzione culturale.

    Qui vediamo un’istituzione locale come il Mart bruciare risorse per divenire una specie di cinema di provincia dove vanno in scena i blockbuster delle culture anglofone. Una pratica (diffusissima in questo momento nelle istituzioni italiane) che disabitua alla logica dell’autentica produzione culturale. E gli effetti già si vedono… quelli del Mart evitano di rispondere alle email che gli artisti gli mandano…

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Bisogna disertare e uscire da questi mausolei del nulla. Bisogna tornare nelle viscere della vita. Lasciate quest’arte addomesticate al potere di turno, avida di cose banali. Nella vita si ritrovano le autenticità delle cose perdute dall’arte ufficiale.