Marocco crocevia del contemporaneo. Parte la Biennale di Marrakech, fra i progetti a latere anche la piattaforma art-sciistica di Angelo Bellobono

“Pensare all’Africa in termini di neve e ghiaccio può sembrare eccentrico, ma i contrasti di un territorio come il Marocco sono in grado di ribaltare il modo di immaginare questo Paese”, afferma Angelo Bellobono. Sempre in transito tra Roma e New York, è da qualche mese presente in Marocco, dove ha concepito Atla(s)now, una piattaforma […]

Angelo Bellobono al lavoro nello studio residenza dell'Alto Atlas

Pensare all’Africa in termini di neve e ghiaccio può sembrare eccentrico, ma i contrasti di un territorio come il Marocco sono in grado di ribaltare il modo di immaginare questo Paese”, afferma Angelo Bellobono. Sempre in transito tra Roma e New York, è da qualche mese presente in Marocco, dove ha concepito Atla(s)now, una piattaforma creativa e formativa in cui l’arte e lo sci sono utilizzati come mezzo di sviluppo e condivisione sociale.
Ne avevamo accennato alla fine di dicembre, se ne parlerà anche sul prossimo Artribune Magazine, con un ricco reportage dal Marocco. Ma ora si giunge allo step nodale: sulle montagne di Imlil, nella Kasbah du Tubkal, l’artista ha creato un centro di residenze per artisti al fine di attivare corsi di formazione per maestri di sci e club per bambini. Il progetto Atla(s)now è stato inserito nel programma di studio dell’Ecole supérieure des arts visuels de Marrakech, ed è stato scelto tra i progetti paralleli ufficiali della Biennale di Marrakech, al via il 29 febbraio; si svilupperà successivamente con ulteriori iniziative che vedranno l’artista affiancato dal curatore Alessandro Facente. Durante la Biennale il progetto sarà visitabile come display espositivo all’ESAV, a Dar Toubkal e negli spazi della Maison des Associations d’Imlil.
Atla(s)now – precisa Bellobono – nasce come conseguenza della mia ricerca, legata ai cambiamenti geopolitici del pianeta (migrazioni, identità, dislocazioni). Il ghiaccio come elemento di esperienza personale (sono maestro e allenatore di sci, nonché freerider professionista) e come archivio del pianeta, un archivio che mescola i suoi dati alla rinfusa spiazzando le nostre fragili certezze, come la nevicata di Roma. ‘Afrika(n)ice’ è il titolo del progetto fatto l’anno scorso alla galleria Wunderkammern di Roma e ‘Atla(s)now’ ne è il sequel. Le opere realizzate in residenza nelle case dei berberi (foto, disegni, dipinti, sculture) costruiscono un percorso per un trekking del contemporaneo concepito in condivisione con la popolazione attraverso un processo formativo”.

– Lorenza Pignatti

A Marrakech è tempo di Biennale. Dalla politica all’arte contemporanea, il cambiamento è di casa in Marocco