Madrid Updates: todo sobre JustMad. A proposito: ma è proprio vero che la fiera collaterale più in forma d’Europa si sta divorando Arco come dicono alcuni?

Ehggià, ad andare a spigolare tra blog e magazine online spagnoli c’è di che divertirsi: “JustMad fa merenda con Arco”, scrivono alcuni. Noi, che JustMad l’abbiamo seguita fin dalla prima piccolissima edizione al Matadero, qualcosa possiamo dire. E se non è una conferma, beh, ci si avvicina. La fiera è in crescita. Vertiginosa. L’organizzazione è […]

Ehggià, ad andare a spigolare tra blog e magazine online spagnoli c’è di che divertirsi: “JustMad fa merenda con Arco”, scrivono alcuni. Noi, che JustMad l’abbiamo seguita fin dalla prima piccolissima edizione al Matadero, qualcosa possiamo dire. E se non è una conferma, beh, ci si avvicina. La fiera è in crescita. Vertiginosa. L’organizzazione è sempre stata eccellente fin dalla prima edizione, alla seconda si è confermata ed ampliata, questa terza edizione è ancora meglio a livello logistico. La qualità degli stand è buona, al di là dei lavori, proprio come allestimento, come ricchezza delle “infrastrutture” e spessore dei cartongessi. Dopo il Matadero ed un decadente palazzo a Salamanca, quest’anno la fiera si tiene nel parcheggio interrato di un famosissimo design hotel madrileno; ebbene chi ha seguito i nostri live su twitter (@artribune) se ne sarà reso conto: il garage ha cambiato faccia, gli stand sono credibili, il bar e la vip lounge sembrano veri e propri locali alla moda (anche grazie all’abilità degli organizzatori, questo fin dalla prima edizione, di saper dialogare con gli sponsor e le aziende partner). Solo il soffitto basso crea qualche problema. Il tutto con una formula che non è quella della fiera velleitaria che vuole ma non può, ne quello della collateral no frills sul modello di The Others a Torino. Qui a JustMad, ad esempio uno stand – hanno tutti dimensioni simili salvo poche eccezioni – sta sui 5mila euro. Certo non caro, ma neppure a prezzi stracciati. Il pubblico, già quello, è un dato di riscontro formidabile vista la fola che accalcava la bizzarra location di venerdì che dovrebbe essere un giorno tranquillo tanto più che c’è Arco a poche fermate di metro e che non siamo esattamente in zona turistica.
Ma bisogna venire al sodo: la qualità della proposta. E qui arrivano i problemi. Già, ma per Arco, mica per JustMad. La fiera-nel-garage ha un livello medio invidiabile. Poche sono le gallerie che viene voglia di tralasciare, molte quelle che invitano ad entrare, approfondire, informarsi. Si dice che JustMad non è in realtà una fiera internazionale perché le gallerie sono per la schiacciante maggioranza iberiche. Vero. Ma è anche vero che questo più che un limite può essere un vantaggio per la fiera. Un vantaggio che consente ai visitatori di focalizzare, in un luogo concentrato, tutte le novità e le tendenze dell’offerta spagnola e portoghese, con naturalmente alcuni inserimenti (anche italiani come si può ben vedere nel video qui sopra).
Finisce però che si va via da JustMad avendo scoperto qualcosa. Avendo imparato che in quella impensabile zona della periferia madrilena stanno aprendo delle gallerie, si scoprono spazi nuovissimi e già maturi, inaugurati magari alla fine del 2011. Insomma JustMad, così facendo, finisce anche per alimentare e fare da volano alla scena galleristica della capitale, selezionando in base alla qualità e mettendo a confronto le gallerie cittadine, spagnole e portoghesi con alcuni esempi internazionali.
Se le cose continueranno così, Arco finirà ad essere una fiera collaterale di JustMad? E’ un paradosso, per esercitare il pensiero. Anche perché se è vero che JustMad ha una allure fresca e di ricerca, andatevi a vedere come utilizza uno strumenti di comunicazione ormai strategico come Twitter: tutto fermo allo scorso 14 febbraio. In questo è Arco a sembrare la fiera giovane…

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  • Piero T

    Non avete detto che JustMad ha un’anima italiana…Dietro al suo successo c’è Giulietta Speranza, direttrice esecutiva che ha fatto diventare questa fiera ciò che è!