Madrid Updates: eccole, le attese videointerviste dei galleristi italiani ad Arco. Parlano Monitor, Prometeogallery e Jerome Zodo

Sono anni che Arco Madrid veleggia su correnti alternate. Tra volontà di rilancio e qualche delusione. Sta di fatto, tuttavia, che ogni anno, a dispetto di cambiamenti e rivoluzioni, l’immagine che la più grande fiera spagnola dà di se è quella di un evento assai professionale, sempre super frequentato (anche dai curatori di tutto il […]


Sono anni che Arco Madrid veleggia su correnti alternate. Tra volontà di rilancio e qualche delusione. Sta di fatto, tuttavia, che ogni anno, a dispetto di cambiamenti e rivoluzioni, l’immagine che la più grande fiera spagnola dà di se è quella di un evento assai professionale, sempre super frequentato (anche dai curatori di tutto il mondo le cui visite tanto piacere fanno ai galleristi, al di là delle vendite), organizzato con accuratezza e attenzione ai particolari. Dove “finalmente” ci hanno confessato i galleristi “ci sentiamo dei veri e propri clienti“.
Tutte le altre chiavi di lettura le abbiamo demandate ad alcuni dei galleristi presenti a Madrid durante questa lunghissima art week. Nel filmato le opinioni delle gallerie Jerome Zodo, Monitor e Prometeogallery.

  • bagno di realtà

    Per riassumere tutto in poche parole, non hanno venduto quasi nulla.
    Andare ad una fiera e farci solo le spese, significa perdere.
    Infatti ti togli opere dal magazzino ( e quindi impoverisci il tuo capitale ) solo per essere là ? E poi questa storia dei contatti e dei curatori, è la litania di sempre per giustificare un fallimento.

  • Lorena

    Insomma, purtroppo solo tanti confetti e pacche sulle spalle per i coraggiosi espositori intervistati, Monitor ci ha fatto capire schiettamente che non ha venduto nulla, la Pisani pure di meno, e il giovane Zodo invece ha preferito fare la parte del mercante soddisfatto e pieno di trattative chiuse alla grande….

  • Jerome

    Ma cosa ne sapete voi! Ma perche’ parlate senza sapere? Ma chi siete e come vi permettete di trarre conclusioni senza sapere nulla! Le vostre opinioni non hanno senso e non servono a nulla!
    Anziche’ essere orgogliosi o quanto meno contenti che ci sono gallerie italiane che partecipano a fiere internazionali e fare i complimenti anche solo per questo, si sentono sempre commenti negativi e senza fondamenta! Questi soono i tipici commenti di persone frustrate che non hanno meglio di fare ch eesprimere la loro negativita’ per sentirsi meglio! L’unico vostro scopo e’ creare poleimche senza un fine! Cio’ che conta nella vita sono i fatti non le chicchere!

  • G.

    Nella logica di mercato a cui si sottopongono le gallerie d’arte contemporanea, come in qualunque altro campo, è indispensabile tener presente diverse percentuali di rischio, tentando di limitarle e contenerle entro uno specifico raggio d’azione. I rischi e il calcolo di questi appartengono a svariati indici: dalla scelta di un’artista, dall’apparecchiatura di una medesima mostra, dalla partecipazione a specifiche fiere e via discorrendo.
    In un contesto, come quello italiano, in cui il raggio di rischio è aggirato o semplicemente ridotto a poco più di zero, dettato quindi da un mercato, forse per certi versi saturo o annoiato, diviene necessario il confronto con altri panorami economici. Orientarsi altrove, testare la propria attività, incorporando in questa la promozione dell’arte italiana quanto dell’arte all’italiana, diviene un buon imperativo del MADE IN ITALY. Il confronto è sinonimo di dinamismo, vitalità, operosità cognitiva e intelligentia.
    Avere e darsi nuove opportunità costituisce la fondamentale della sopravvivenza, spirituale ed intellettiva, l’approccio darwiniano cambiò radicalmente la consapevolezza dell’essere umano, rivoluzionando l’intero pensiero conoscitivo.
    Mi auguro che chi commenta con sgarbo e disincanto la temerarietà e le gioiose aspirazioni di certi galleristi coraggiosi, non assuma il medesimo atteggiamento in vita privata. Elogio agli intrepidi, ai liberi, all’evoluzione come costante d’animo. Chi non è in grado di cogliere delle banali logiche d’azione, e quindi di cambiamento sociale ed intellettuale, è ben che sia dia da fare…. Non vi è nulla di più contemporaneo che il cambiamento. E’ nei fenomeni del cambiamento, dell’ creatività, dell’innovazione che risiede il sentimento dello stupore, della meraviglia ed in senso più ampio dell’arte.
    Il precostituito, il confezionato, la stabilità, sono la radice dell’insoddisfazione, della depressione, morale, scientifica ed economica.