Lucien Freud inedito per Sotheby’s. All’asta cinque lavori su carta, usciti da caveau privati. Commemorazione a cinque zeri…

Cinque opere su carta, mai arrivate sul mercato, per decenni custodite dentro dimore private. Un tributo al gigante Lucien Freud, recentemente scomparso, che Sotheby’s propone per £1.5 milioni, in occasione dell’asta londinese del 15 febbraio. Di lavori su carta se ne erano venduti parecchio, e con ottimi risultati, durante il 2011: sempre Sotheby’s, e sempre […]

Lucian Freud, Reflection (self portrait), 1985

Cinque opere su carta, mai arrivate sul mercato, per decenni custodite dentro dimore private. Un tributo al gigante Lucien Freud, recentemente scomparso, che Sotheby’s propone per £1.5 milioni, in occasione dell’asta londinese del 15 febbraio. Di lavori su carta se ne erano venduti parecchio, e con ottimi risultati, durante il 2011: sempre Sotheby’s, e sempre sulla piazza londinese, aveva raggiunto il record di £2.3 milioni con l’opera Beach Scene with Boat, lo scorso giugno.
Highlight del nuovo corpus è un carboncino su carta che ritrae Lord Goodman, risalente al 1985, ottimo esempio delle doti ritrattistiche del maestro. Arnold Goodman era un uomo politico, divenuto figura di spicco in ambito artistico e culturale inglese. Presidente dell’Arts Council, direttore della Royal Opera House e del Royal Shakespeare Theatre, venne immortalato dalla sapiente mano di Freud, in un ritratto che oggi vale £400-600.000.
Opera giovanile è invece Cacti and Stuffed Bird, eseguita nel 1943 (£400-500.000), quando Freud aveva 20 anni: qui è introdotto il tema degli uccelli, ricorrente nella sua carriera.
Una chicca è Gorse Sprig, esposto nel 1944 in occasione primissima mostra dell’artista alla Lefevre Gallery di Londra (periodo in cui Freud si recava regolarmente allo zoo per disegnare). La stima è di £300-400.000.
Infine, lo studio di una testa di cavallo, Head of Success II, presentata con una stima di £100-150.000, e Drawing for Naked Figure, stimato £250-350.000, parte di una mostra itinerante che ha portato il lavoro di Freud dal Giappone all’Australia.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • sopravvalutato ! E’ poco più di un cartellonista…. BACON ..è un’altra cosa….Freud è un pittore retogrado!!

  • RETROGRADO…!! ovviamente…..

  • Giorgio

    Definire retrogrado Freud mi pare fuori luogo. Prova a fare tu quello che ha fatto lui, e sopratutto vai a vedere e osserva con attenzione qualche sua opera. Cambierai idea e ti renderai conto che non è sopravalutato. Senza offesa per Francis Bacon, che stimo tantissimo, tra i due quello che è più “cartellonista” è proprio quest’ultimo. Con l’idea della cd. trasfigurazione di una immagine Bacon ha inventato una formula che nulla è più che una semplicissima rilettura dell’arte pittorica. La qual cosa mi pare sia perfettamente coerente con il concetto più praticato della cartellonistica. Freud, invece, fa della pittura, nient’altro che questo. Ma grande ed eroica pittura, perchè piena di senso e di materia celebrativa.

    • Freud …arte come imitazione
      Bacon …arte come invenzione….