Londra conservatrice in architettura? Un paradosso. Però il progetto di John Pawson per la nuova sede del Design Museum a Kensington lascia l’amaro in bocca

Il 2012 è sicuramente l’anno della capitale inglese. Almeno per quanto riguarda l’architettura, vista oggi più che mai come l’occasione di rilancio per un’economia in crisi (non è un caso se il Magazine di Artribune dedica 4 pagine alla faccenda). Prima l’Olympic Park, realizzato ad hoc per le imminenti Olimpiadi di Giugno, poi i nuovi […]

New Design Museum, Entrance Foyer. John Pawson Ltd Image by Alex Morris Visualisation

Il 2012 è sicuramente l’anno della capitale inglese. Almeno per quanto riguarda l’architettura, vista oggi più che mai come l’occasione di rilancio per un’economia in crisi (non è un caso se il Magazine di Artribune dedica 4 pagine alla faccenda). Prima l’Olympic Park, realizzato ad hoc per le imminenti Olimpiadi di Giugno, poi i nuovi grattacieli – come “the Pinnacle” di Kohn Pederson Fox (da qualche giorno impantanato in problemi finanziari) e “the Shard” di Renzo Piano (in fase di completamento) -; ora tocca al Design Museum, un’istituzione del settore. È di questi giorni la notizia ufficiale che il museo, oggi posizionato a sud del Tamigi, non lontano dal famoso City Hall di sir Norman Foster, traslocherà nel quartiere londinese a più alto tasso museale, Kensington. Insomma a pochi passi da dove sono già attivi Victoria&Albert, Science Museum, Natural History Museum, Royal College of Art e Serpentine Gallery.
Dal 2014, il Design Museum abbandonerà la sobria ed equilibrata struttura modernista, che per venticinque anni lo ha ospitato a ridosso di Tower Bridge, per triplicare i suoi spazi espositivi nel tentativo di ottenere il primato internazionale. La scelta è ricaduta su un altro edificio storico londinese, il Commonwealth Institute realizzato agli inizi degli anni ’60 sulla Kensington High Street. Un’area su cui è a lavoro una importante firma internazionale, l’Office of Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolhaas, che nel 2010 ha ottenuto l’approvazione di un nuovo piano di sviluppo residenziale all’interno del quale sarà collocato il museo. In un approccio al development immobiliare che anche da noi abbiamo imparato a valutare con ad esempio CityLife a Milano.
Ad occuparsi della riconversione della nuova sede del Design Museum sarà il maestro del Minimalismo, John Pawson (peraltro recente protagonista di una importante personale al museo), preferito a David Chipperfield, Stanton WilliamsCaruso St John. Il programma, con un budget di 80 milioni di sterline, prevede la creazione di un nuovo basamento con ampi accessi vetrati sul foyer, la realizzazione di un mezzanino a ricalcare la pedana originale e l’apertura di un varco nel solaio del secondo piano ad amplificare il senso di esplosione verticale: dall’atrio al tetto, quest’ultimo mantenuto nella sua singolare conformazione originaria. Un intervento, però, troppo prudente e senza carattere che risente di un eccessivo conservatorismo e che, alla fine dei conti, ci pone pesanti interrogativi su senso di una tale spesa.

– Zaira Magliozzi

CONDIVIDI
Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.