Lo Strillone: la spallata di Sgarbi alla nomina di Massimiliano Gioni su Il Giornale. E poi Colosseo-Tod’s, Shepard Fairey, Gioconde a confronto…

“Andare avanti oltre le dispute”: così Lorenzo Ornaghi, in una breve su Libero, spinge il restauro del Colosseo firmato Tod’s. Virgolettato ripreso e approfondito da Avvenire: “entro 60 giorni il MiBAC darà le norme applicative; riservate ampie quote anche ai restauratori”. Poteva mancare un commento di Sgarbi alla nomina lagunare di Massimiliano Gioni? A scoppio […]

Quotidiani
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“Andare avanti oltre le dispute”: così Lorenzo Ornaghi, in una breve su Libero, spinge il restauro del Colosseo firmato Tod’s. Virgolettato ripreso e approfondito da Avvenire: “entro 60 giorni il MiBAC darà le norme applicative; riservate ampie quote anche ai restauratori”. Poteva mancare un commento di Sgarbi alla nomina lagunare di Massimiliano Gioni? A scoppio ritardato arriva una spalla(ta) su Il Giornale.

Capitolo libri: altro che iPad, altro che e-book! La cara vecchia stampa resta la vera grande invenzione capace di rivoluzionare il mondo. Primo piano su La Repubblica dedicato a L’alba dei libri. Quando Venezia ha fato leggere il mondo (Alessandro Marzio Magno per Garzanti). Non è destinato ad avere lo straordinario successo del documentario su Banksy firmato da Mr. Brainwash. Ma Shepard Fairey in arte Obey (firmato da Sabrina De Gregori per Castelvecchi), è per Il Riformista un buon mezzo per entrare nel lavoro di uno degli street artist più influenti degli Anni Zero.

Gioconde a confronto su Corriere della Sera: l’originale leonardesco a confronto con la copia di autore ignoto spuntata al Prado: scatenati i cacciatori di attribuzioni. Al genio toscano dedica una pagina intera Il Giornale: l’uomo vitruviano? Mica se l’è inventato lui! Il nostro l’avrebbe copiato da Giacomo Andrea da Ferrara, architetto amico del Pacioli.

Su Il Fatto Quotidiano Nicola De Maria al Pecci di Prato; su La Stampa Francesco Bonami si becca l’apertura di pagina per chiacchierare con Richard Armostrong, direttore del Guggenheim di New York. Intercettato a Torino, dove oggi tiene una conferenza alla Sandretto.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • ViVi

    Il solito sgarbi, ma che noia ormai

  • Suggerisco anche questo su Gionigate:

    http://www3.lastampa.it/arte/sezioni/news/articolo/lstp/440781/

    Io sono d’accordo con Bonami, anche se il suo ragionamento sottende la totale secondarietà e marginalità dell’artista….sembra che Cattelan abbia fatto tutto quello che si poteva fare, ed ora, largo al nuovo prototipo di artista italiano di successo: il curatore-regista. Nessun artista sta capendo questo in italia e si accontenta di fare la comparsa per un film altrui. Dentro la cornice lo spazio di manovra è finito, ma gli artisti accettano questa sudditanza per accarezzare il proprio narcisismo romantico ormai fuori dal tempo. Contenti loro.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)s

      Si tende a ripetere le pagliacciate precedenti. Si pensa ad un nuovo prototipo da circo da lanciare sul mercato. Cioè si pensa che il pubblico sia un gregge che voglia sempre lo stesso mangime.

  • Incredibile come Sgarbi, nello stesso articolo/contesto, possa essere di una lucidità fulminante, per poi scivolare repentinamente e senza recupero, nel qualunquismo goffo e volgare da circo. Incredibile.