La Pietà rivisitata da Francis Newton Souza, uno straordnario omaggio alla madre. Il best of dell’arte indiana moderna e contemporanea va all’asta per Artnet

Un tuffo in Oriente, guardando verso L’India e il Pakistan. Sono 75 i lotti, selezionatissimi, che tra il 23 e il 29 febbraio Arnet Auctions mette all’incanto, per un’asta tutta dedicata all’arte moderna e contemporanea proveniente da quelle aree geografiche, includendo artisti sia affermati che emrgenti. Se dunque Saffronart, nello spazio fluido del virtuale, si […]

Francis Newton Souza, Untitled ('The Pieta'), 1987, acrilico su tela

Un tuffo in Oriente, guardando verso L’India e il Pakistan. Sono 75 i lotti, selezionatissimi, che tra il 23 e il 29 febbraio Arnet Auctions mette all’incanto, per un’asta tutta dedicata all’arte moderna e contemporanea proveniente da quelle aree geografiche, includendo artisti sia affermati che emrgenti.
Se dunque Saffronart, nello spazio fluido del virtuale, si è spinta verso orizzonti occidentali, Artnet risponde con una manovra che va nella direzione opposta, potendo contare su alcuni dei migliori nomi della scena indiana.
Highlight è sicuramente l’opera del grande artista indiano Francis Newton Souza, un’opera mai apparsa in asta e celatamente autobiografica. The Pietà, pur rifacendosi alla più nota iconografia cristiana, si lega invece al complesso rapporto dell’artista con la madre e al lutto per la sua morte, risalente al 1987, anno di produzione dell’opera. Dipinto nei vivaci toni del blu, il dipinto ricorda i vestiti con cui veniva ritratta Maria durante il Rinascimento, mentre le grandi dimensioni vengono ricondotte al forte coinvolgimento emotivo con cui viene affrontato il tema. The Pietà, scoperto nell’appartamento newyorchese di Souza dopo la sua morte, nel 2002, è stato offerto dagli eredi e presentato con una stima di $350-500 mila.
Fra gli altri highlights del Postmodernismo asiatico: un raro dipinto a olio di Sadequain (Pakistan, 1937–1987), Untitled (Skeleton), stimato $35-50mila, e Untitled (Portrait of a Man) dell’indano Akbar Padamsee (1928), $65-75mila.
Nel contemporaneo tutti grandi nomi indiani, come T.V. Santhosh, con Peace Protest del 2004, stimato $85–95mila; Jitish Kallat con Covering Letter #5 (1974), $50-60mila; Baiju Parthan con un trittico del 1956, Soft Grafitti (Spotlight), $30-40mila.
Infine, una selezione di opere fotografiche e di video arte, tra cui Rashid Rana, Indian art collective, Raqs Media Collective, oltre a opere su carta e stampe di Souza, Maqbool Fida Husain, Sayed Haider Raza, Anish Kapoor, Chitra Ganesh.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.