La cultura italiana? Da rifondare. E a Milano, al Summit del Sole 24 Ore, si presenta il Manifesto per una costituente della cultura. Da dove si comincia?

Settori che sono contemporaneamente tangenti e trasversali alla democrazia, alla civiltà, al benessere, all’economia e al futuro di un popolo, di tutti i popoli. Di questo si parla, ed in questi termini, al Summit Arte e Cultura promosso da Il Sole 24 ore, che ha appena aperto a Milano la sua seconda edizione (nella foto […]

Settori che sono contemporaneamente tangenti e trasversali alla democrazia, alla civiltà, al benessere, all’economia e al futuro di un popolo, di tutti i popoli. Di questo si parla, ed in questi termini, al Summit Arte e Cultura promosso da Il Sole 24 ore, che ha appena aperto a Milano la sua seconda edizione (nella foto in alto l’apertura dei lavori). E fra i tanti temi sul tavolo, che Artribune ha già tratteggiato in una precedente news, c’è anche la presentazione del Manifesto per una costituente della cultura. Dell’importanza che rivestono cultura e ricerca si parlerà in più accezioni, ma anche in senso stretto, e cioè come vero e proprio indice di sviluppo. Se si guarda agli ultimi decenni si comprendono le ragioni di questo bisogno di formare una costituente della cultura; basti considerare la sempre minore importanza attribuita agli investimenti da destinare all’arte, ai beni culturali, alla conoscenza e alla ricerca da parte della politica dei governi che si sono succeduti.
Un decrescere progressivo di importanza che ha determinato gravi tagli economici e che ha portato ad un esodo considerevole di giovani “cervelli” ed intelligenze verso Paesi e realtà in cui alla cultura e alla ricerca viene assegnato un posto d’onore, perché considerate capisaldi fondamentali della civiltà ma anche dello sviluppo e dell’occupazione lavorativa. Ancora parole, senza proposte concrete sulle basi sulle quali reimpostare le politiche culturali anche in chiave imprenditoriali? Aspettiamo di conoscere i dettagli, il manifesto si presenta solo oggi: e intanto ci sarà un documento che resterà, una volta spente le luci sul Summit milanese. E magari, iniziamo a discutere – il commentario di Artribune è aperto! – su quali potrebbero essere i primi passi concreti…

Antonio Capitano e Marianna Scibetta

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  • xyz

    il primo passo concreto sarebbe eliminare dal dizionario la parola manifesto, che è una cosa che appartiene ad un mondo ormai stantio. rifondare la cultura significa anche cedere il passo a chi conosce il presente, vale a dire chi ha da 45 anni in giù.

    • ..ma certo! Ben detto! Tutti questi intellettuali under 35 che non riescono ad esprimersi “compressi” come sono da una montagna di vecchi rimbecilliti che servono solo a mantenerli!!! Ma gasiamoli tutti dai 35, anzi dai 30, o meglio dai 25 in su !!! (accertiamoci prima che non re-introducano la tassa sulle sucessioni!!)

  • Angelov

    Ma forse un luogo più adatto sarebbe la sede di Confindustria, oppure Palazzo Mezzanotte, che ha già dimostrato una certa disponibilità ospitando il dito medio di Cattelan. All’interno della Borsa poi, sono presenti quegli strumenti indispensabili per la Quantificazione Matematica e Logaritmica della Cultura, senza i quali non sarebbe possibile per l’Italia quell’Allineamento tanto agognato con i livelli internazionali del Globalismo. Intanto aspettiamo a luci spente, un Documento che resterà.