La crisi come fattore di stimolo. Anche per il design. A Torino ci fanno un ciclo di workshop, a parlarne anche il direttore dell’ISCP di New York

Sapete perché i workshop di design non vanno in crisi? Perché la crisi la utilizzano come tema progettuale. Arriva per i design-dipendenti un’altra serie di workshop, questa volta organizzata a Torino dallo IAAD (Istituto di Arte Applicata e Design), che dal 13 al 17 febbraio lancia la terza edizione degli IAAD Turin Design Workshop. E […]

Dennis Elliot, direttore e fondatore dell’International Studio Curatorial Program

Sapete perché i workshop di design non vanno in crisi? Perché la crisi la utilizzano come tema progettuale. Arriva per i design-dipendenti un’altra serie di workshop, questa volta organizzata a Torino dallo IAAD (Istituto di Arte Applicata e Design), che dal 13 al 17 febbraio lancia la terza edizione degli IAAD Turin Design Workshop. E durante la settimana ben sei workshop ruoteranno intorno al macro tema Nuovi linguaggi: come la crisi economico-finanziaria sta influenzando linguaggi di progettazione e modelli di business, coinvolgendo 150 studenti e una ventina di docenti. Previsti anche interventi di personaggi internazionali, come quello – da non perdere – di Dennis Elliot, direttore e fondatore dell’International Studio & Curatorial Program di New York, che suggerirà ai giovani i nuovi trend in campo artistico e creativo.
Grandi numeri per affrontare un problema attuale e cercare di dare risposte creative a difficoltà economiche. Non si spaventino però i progettisti, perché i temi dei singoli laboratori non si rivolgeranno solo all’economia ma soprattutto al prodotto. Il food design, la comunicazione, il mercato, l’azione, il business, le abitazioni: questi i campi in cui i designer cercheranno di dare una risposta che non sia solo creativa ma che vada anche incontro alle esigenze di mercato. Il design d’altra parte è anche questo. Riusciranno quindi i progettisti a salvarci dalla crisi al posto dei politici? Attendiamo fiduciosi i risultati…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.