La bella addormentata. Quella di Roy Lichtenstein. Messa all’asta da Sotheby’s, per l’appuntamento di maggio tutto dedicato al contemporaneo

Anticipazioni calde per Sotheby’s, che ha appena comunicato il nome della star protagonista della sua prossima Evening Sale of Contemporary Art. E trattandosi di star, doveroso era un anticipo così largo: più di due mesi dall’evento, programmato per il prossimo 9 maggio. Sarà Roy Lichtenstein, icona della Pop Art, l’artista clou dell’asta, con quello Sleeping Girl […]

Roy Lichtenstein, Sleeping Girl, 1964

Anticipazioni calde per Sotheby’s, che ha appena comunicato il nome della star protagonista della sua prossima Evening Sale of Contemporary Art. E trattandosi di star, doveroso era un anticipo così largo: più di due mesi dall’evento, programmato per il prossimo 9 maggio. Sarà Roy Lichtenstein, icona della Pop Art, l’artista clou dell’asta, con quello Sleeping Girl del 1964 che si colloca nel periodo clou della sua produzione. Le bionde signorine sexy ritratte da Lichtenstein sono ormai parte dell’immaginario collettivo made in USA, femme fatale mediatiche in perfetto stile “comic book”.
La stima? $30-40 milioni, ma si prevede una dura battaglia al rialzo fra i collezionisti. L’ultimo record per Lichtenstein risale allo scorso novembre, da Christie’s, con I Can See the Whole Room! … and There’s Nobody in It!, battuto a $43.2 milioni. Un dipinto rimasto in mani private per 48 anni, appartenente a una serie custodita dalle maggiori istituzioni pubbliche del mondo, tra cui il MoMA.
Sleeping Girl fu acquistato nel 1964 dai grandi collezionisti Beatrice e Phillip Gersh: a venderlo alla coppia,  per $1.000, fu la Ferus Gallery, galleria di punta di Los Angeles per la Pop Art. Da allora non era più apparso sul mercato. Tobias Meyer, Sotheby’s Worldwide Head of Contemporary Art commenta: “Sleeping Girl è uno dei grandi capolavori del XX secolo, che riassume ritratti iconici di donne, come quelli di Picasso, Brancusi, Modigliani”. E le cifre a sei zeri confermano. Quotazioni da urlo per un re della Pop: una pagina di storia dell’arte, come una striscia di comics.

– Martina Gambillara

 

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.