Il ristorante più premiato del momento? Sta in Grecia. E non vince per la cucina, ma per il design, che mixa suggestioni australiane, asiatiche e inglesi…

Un ambiente completamente contemporaneo, di forte ispirazione asiatica. Un ristorante molto particolare, che continua a vincere premi, ma non di cucina, di design. Questo è il ristorante Chan, annesso all’Hotel The Met di Salonicco, che con il Resturant & Bar Design Awards è già al secondo premio del 2011. Merito del progettista Andy Martin Architects, […]

Un ambiente completamente contemporaneo, di forte ispirazione asiatica. Un ristorante molto particolare, che continua a vincere premi, ma non di cucina, di design. Questo è il ristorante Chan, annesso all’Hotel The Met di Salonicco, che con il Resturant & Bar Design Awards è già al secondo premio del 2011. Merito del progettista Andy Martin Architects, alias studio AMA, con la collaborazione del graphic designer Farrow e lo studio tecnico L+DG. Come è stato possibile ottenere questo risultato? “Viaggiando molto – spiega l’architetto australiano Andy Martin -, da Hong Kong alla Tailandia fino all’Indonesia […] volevo ricreare un’atmosfera sontuosa senza cadere nei riferimenti stereotipi visivi”.
E i 230 mq della sala interna più i 150 della sala da pranzo esterna mostrano il risultato: un’enorme scatola nera in alluminio con motivi asiatici applicati graficamente e con una retroilluminazione dei pannelli, con il motivo delle canne di bambù ripreso, sempre grazie all’illuminazione, su bancone e pareti. Gli arredi sono l’elemento più morbido e sinuoso dell’intervento, quasi scultorei, ma il vero punto di forza dell’intero progetto è l’illuminazione che con giochi di luce crea diverse atmosfere.  Il progetto illuminotecnico è stato realizzato grazie all’ausilio di pannelli luminosi NES del Regno Unito, che sfruttano la tecnologia LED. Un architetto australiano che firma un progetto di interni di aspirazione asiatica in Grecia, con il supporto tecnico inglese: il design potrebbe essere più cosmopolita?

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.
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