Febbraio all’incanto. I giganti di Sotheby’s: tra Richter, Koons e Bacon, due giorni di aste con pezzi (e prezzi) da urlo

Andy Warhol, Diamond Dust Shoes Anche per Sotheby’s il 2011 è stato un anno proficuo, con un totale di $1.17 miliardi di fatturato per il comparto del contemporaneo. Un risultato che consacra la casa d’aste leader del settore, permettendole di metter su un grandioso corpus di opere da presentare all’appuntamento del 15-16 febbraio a Londra. […]

Andy Warhol, Diamond Dust Shoes
Andy Warhol, Diamond Dust Shoes
Andy Warhol, Diamond Dust Shoes

Anche per Sotheby’s il 2011 è stato un anno proficuo, con un totale di $1.17 miliardi di fatturato per il comparto del contemporaneo. Un risultato che consacra la casa d’aste leader del settore, permettendole di metter su un grandioso corpus di opere da presentare all’appuntamento del 15-16 febbraio a Londra.
Molti nomi blue-chip, tra cui Gerhard Richter, Jean-Michel Basquiat, Francis Bacon, Takashi Murakami, Andy Warhol e Lucian Freud, , per un totale  di £35.8 milioni stimati per la Evening Sale. Anche qui troviamo dei capolavori di Gerhard Richter: Eis, del 1981, un paesaggio marino ghiacciato, basato su una fotografia scattata in Groenlandia, stimato £2-3 milioni, a cui si aggiunge un Abstraktes Bild (“Rot”) del 1991 sui toni del verde, giallo e grigio, stimato £2.5-3.5 milioni.
Tra gli highlits: Orange Sports Figure (1982) di Jean-Michel Basquiat, stimato £3-4 milioni, e Figure with Monkey di Francis Bacon, un’opera del 1951 ispirata al tema ricorrente del rapporto tra l’uomo e la bestia, realizzata in seguito a un viaggio in Zimbabwe e Sud Rhodesia (£1.8-2.5 milioni).
Polvere e diamanti per Andy Warhol e la sua grande composizione dal titolo Diamond Dust Shoes, stimata £700.000-1milione; Roy Lichtenstein, con Nude in Apartment del 1995, in asta per la prima volta, si aggira tra i £600-800mila; di Leon Kossoff viene battuto Christ Church No. 1, August 1991, serie di dipinti per cui l’artista ucraino ha percorso ogni angolo dell’East End di Londra.
Un po’ d’Italia con Nero Plastica (1965) di Alberto Burri, magnifico esempio di combustione artistica, mai apparso in asta, che prova a bissare il successo di Combustione Legno, venduto da Sotheby’s a Londra nell’ottobre del 2011 per la cifra record di £3.177.250, con una stima di partenza di £800.000-1.2 milioni. E ancora una splendida Mappa di Alighiero Boetti (£700-900.000), acquistata direttamente dall’artista, per la prima volta all’incanto.
Highlights della Day Sale sono invece: un altro Abstraktes Bild di Gerhard Richter, stimato £600-800mila e un altro £300-400mila; una testa di Jean-Michel Basquiat, stimata £400-600mila, al pari di uno dei primi spot painting di Damien Hirst, Amyloglucosidase del 1993; e ancora Antony Gormley, Jeff Wall, Neo Rauch e Anselm Reyle, e i più giovani Joe Bradley, Seth Price e Aaron Young. Tra gli highlights classici del dopoguerra si trovano Jean Dubuffet, Georg Baselitz, Lucio Fontana, un set di disegni di Roman Opalka e le sculture di Manolo Valdes e Eduardo Chillida.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.