È vero che artista defunto uguale quotazioni in rialzo? Sul compianto Mike Kelley la cinica verifica sarà possibile a Londra, questa settimana

È stato riconosciuto come uno dei più influenti artisti americani dei nostri tempi, con la sua estetica non ortodossa che minava la cultura dominante attraverso performance provocatorie, i famosi peluche, gli ambigui disegni e installazioni. Ma le leggi del mercato dell’arte non lasciano spazio alle commemorazioni; anzi vengono avvantaggiate dalla scomparsa di un artista, perché […]

È stato riconosciuto come uno dei più influenti artisti americani dei nostri tempi, con la sua estetica non ortodossa che minava la cultura dominante attraverso performance provocatorie, i famosi peluche, gli ambigui disegni e installazioni. Ma le leggi del mercato dell’arte non lasciano spazio alle commemorazioni; anzi vengono avvantaggiate dalla scomparsa di un artista, perché brutalmente pone un limite alla sua produzione, spostando l’attenzione sui prezzi e sulla risposta all’evento.
Nelle aste di Arte Contemporanea di febbraio a Londra, di cui vi parleremo nel dettaglio nei prossimi giorni, saranno presenti sei opere di Mike Kelley, l’artista di cui si diceva sopra, prematuramente scomparso all’età di 57 anni, con una varietà di medium che ben rappresenta la poliedricità del personaggio. Si inizierà da Bonhams, con due stampe cibachrome dai colori psichelelici, intitolate Plaster statue of John Glenn, John Glenn H.S, Westlands, MI e Chainsaw sculpture of Bigfoot, redwood area of northern CA, vendute in un unico lotto per una stima di 40-60mila sterline.
Si passerà poi a Christie’s, con due installazioni – entrambe con la stima maggiore a £60mila -, Slap, realizzata con Franz West ed esposta nelle mostre itineranti Mike Kelley/Franz West, e Appartement (Apartment). Per finire tre opere da Phillips de Pury, di cui Lenticular 5 del 2007 rappresenta la copertina del catalogo della Day Sale, stimata £50-70mila. Presenti poi il disegno Untitled (Dear Doctor) (study) (from the Sublime) del 1983, stimato £15-20mila, e il set di 12 foto Three valleys realizzate tra il 1980-1998 per una stima di £15-20mila.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.