Dopo gli Oscar del cinema, quello dell’architettura. Il Pritzker Prize 2012 va al cinese Wang Shu. Qualcuno conosce i suoi progetti?

Sei artisti nei primi dieci nelle classifiche dei più venduti del 2011. Ai Weiwei ad un livello di popolarità insidiato solo dalle stelle di Hollywood. Il refrain che recita che la Cina si sta imponendo a tutti i livelli dell’eccellenza globale trova continui riscontri che gli danno concretezza, al di là del luogo comune. Ora […]

Wang Shu

Sei artisti nei primi dieci nelle classifiche dei più venduti del 2011. Ai Weiwei ad un livello di popolarità insidiato solo dalle stelle di Hollywood. Il refrain che recita che la Cina si sta imponendo a tutti i livelli dell’eccellenza globale trova continui riscontri che gli danno concretezza, al di là del luogo comune. Ora uno di questi arriva anche in campo architettonico: è infatti il cinese Wang Shu a trionfare nell’edizione 2012 del Pritzker Prize, considerato il Nobel dell’architettura.
Un premio conferito annualmente dalla Hyatt Foundation ad un architetto vivente il cui lavoro abbia “dimostrando una combinazione di talento, visione ed impegno, ed abbia apportato significativi contributi per l’umanità e l’ambiente attraverso la pratica dell’architettura”. Nato nel 1963 a Urumqi, nella regione dello Xinjiang Uygur, Wang Shu – il primo architetto cinese a ricevere il prestigioso riconoscimento, dotato di 100mila dollari – ha lavorato solo in Cina ed ha trascorso la maggior parte della sua vita ad Hangzhou, dove dal 1997 dirige il suo studio con la moglie Lu Wenyu. Poco noti in occidente i suoi tanti progetti, dai condomini modernisti alla biblioteca universitaria di Suzhou; più importante la sua attività formativa, che lo ha visto docente anche alla Harvard University.