Dal Freud secondo Auerbach all’umanoide secondo Urs Fischer. A Londra sgomita anche Bonhams, che anticipa la settimana delle aste del contemporaneo

L’highlights della serata, ma anche il pezzo più interessante per gli aspetti culturali e biografici, è il ritratto di Lucian Freud realizzato da Frank Auerbach nel 1960, chiuso in mani private sin dal suo acquisto nel 1975, mai esposto al pubblico e ora stimato 300-500mila sterline. Lo si potrà vedere il 13 febbraio, quando Bonhams […]

Il ritratto di Lucian Freud, di Frank Auerbach

L’highlights della serata, ma anche il pezzo più interessante per gli aspetti culturali e biografici, è il ritratto di Lucian Freud realizzato da Frank Auerbach nel 1960, chiuso in mani private sin dal suo acquisto nel 1975, mai esposto al pubblico e ora stimato 300-500mila sterline. Lo si potrà vedere il 13 febbraio, quando Bonhams inaugurerà la settimana londinese di vendite di Arte Contemporanea con la seconda asta del suo nuovo dipartimento inaugurato lo scorso ottobre, presentando 20 selezionatissimi lotti.
Tra gli altri nomi più altisonanti della vendita ci sono Urs Fischer, Gabriel Orozco, Jack Pierson, Richard Prince, Victor Vasarely. In catalogo una scultura surrealista di Urs Fischer, Untitled del 2006, stimata £400-600mila, un ibrido tra un oggetto e un essere umano. Una delle famose frasi  scultoree di Jack Pierson, You Rotten Prick, 2004, è stimata £100-150mila, mentre l’opera di Gabriel Orozco, Atomists: Evasive Action del 1996, è stimata £150-200mila: rappresenta il giocatore di cricket inglese Mike Atherton, accerchiato da forme geometriche tipiche nell’opera dell’artista. Infine un’opera molto rappresentativa dell’Op Art di Victor Vasarely, Canopus 1/1, 1959-1965, stimata £140-180mila.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.