Cosa succede al Macro? O meglio a Macroamici? Massimo Micangeli lascia anzitempo il suo posto e parte il ballottaggio per il nuovo presidente. Che affiancherà sempre di più il neodirettore Pietromarchi

Tempo di cambiamenti nell’associazione Macroamici, che tanto ha contato nelle scelte del museo d’arte contemporanea capitolino. Specie negli ultimi anni, tra cambi di direzione, apertura dei nuovi spazi progettati da Odile Decq (con conseguenze aumento dei costi e problematiche gestional-logistiche), sforzo progettuale per addivenire ad una governance – la sospirata fondazione – e lotta per […]

Massimo Micangeli

Tempo di cambiamenti nell’associazione Macroamici, che tanto ha contato nelle scelte del museo d’arte contemporanea capitolino. Specie negli ultimi anni, tra cambi di direzione, apertura dei nuovi spazi progettati da Odile Decq (con conseguenze aumento dei costi e problematiche gestional-logistiche), sforzo progettuale per addivenire ad una governance – la sospirata fondazione – e lotta per ottenere i minori tagli possibili.
E ora cosa succede? Perché il presidente degli Amici del Macro Massimo Micangeli lascia prima del tempo chiudendo il suo incarico prematuramente rispetto al mese di giugno? “Dietro alla mia decisione – ci racconta Micangeli – non c’è niente altro che la volontà di far partire il nuovo corso del Museo che sarà presentato in una conferenza stampa il 15 marzo, con una presidenza nuova che si affianchi ad una direzione nuova: ecco perché ho scelto di dimettermi con qualche mese d’anticipo. Anche perché il nuovo direttore Bartolomeo Pietromarchi ha in animo di coinvolgere sempre di più l’associazione, e questa è una grande responsabilità che è giusto consegnare ad un presidente con tre anni di mandato pieno davanti a se”.
Massima serenità nell’associazione Macroamici, dunque, che a quanto pare vedrà il suo ruolo ulteriormente fortificato in seno all’operatività del museo di Via Nizza. Con il primo punto della mission programmatica del neopresidente (qualsiasi esso sia) che avrà un solo nome: fondazione. “Senza una governance di quel tipo – continua l’ormai ex presidente – non si va da nessuna parte. Per fortuna l’assessore Gasperini sta mantenendo le sue promesse e l’iter verso la creazione di questo organismo, seppur pian pianino, sta andando avanti”.
Indiscrezioni sul nuovo presidente? Per ora a Macroamici stanno abbottonatissimi. Pare che il ballottaggio veda appaiati due uomini soli al comando. Alla corsa finale, tuttavia, non parteciperebbero i big dell’associazione Giovanni Giuliani e Stefano Sciarretta, entrambi fin troppo impegnati nelle loro, di fondazioni.

  • anna

    tutti questi “musei di arte più o meno contemporanea” servono solo agli addetti.. si deve guadagnare bene viste le lotte furibonde. Bisogna denunciare la nuova CASTA , prima di chiedere soldi allo stato, cioè a noi tutti…

    • SAVINO MARSEGLIA

      Gentile Anna, fra i vari effetti nefasti di questi musei – mausolei del nulla – si cita solitamente, oltre al mal costume della sottomissione dell’arte al potere politico, l’aver praticamente istituzionalizzato la mano libera a curatori, direttori ed operatori del proprio esclusivo orticello dell’ “art-system” – a opportunisti d’ogni tipo e d’ogni livello.

      L’aver insomma reso “normale”, quanto già abbonda In Italia, in termini di clientelismo, inefficienza e mal costume – in spregio alla partecipazione della comunità artistica, alla trasparenza nelle nomine ed infine alle opinioni prevalenti del pubblico.