Corda, in casa dell’impiccato. Ovvero parlare di paesaggio e ambiente all’Aquila, che assieme al patrimonio ha perso pure le speranze

A L’Aquila, per parlare di paesaggio. Ambientazione che arricchisce i discorsi di evidenti suggestioni ambientali, legate alla triste cronaca del (post)terremoto. E a farlo arrivano tre esperti, tutti – per motivi diversi – al centro dell’attenzione mediatica, da tempo. Il primo è Salvatore Settis, docente emerito presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, autore per […]

I restauri alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio

A L’Aquila, per parlare di paesaggio. Ambientazione che arricchisce i discorsi di evidenti suggestioni ambientali, legate alla triste cronaca del (post)terremoto. E a farlo arrivano tre esperti, tutti – per motivi diversi – al centro dell’attenzione mediatica, da tempo. Il primo è Salvatore Settis, docente emerito presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, autore per Einaudi nel 2010 del volume Paesaggio Costituzione Cemento. Con un sottotitolo – La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile – che diventa anche il tema scelto per l’incontro. Insieme a lui ci sono Tomaso Montanari,  docente di Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Napoli, saggista e pungente commentatore del Fatto quotidiano, e Gino Famiglietti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise, già Premio Nazionale Umberto Zanotti Bianco (novembre 2011) dell’associazione ecologista Italia Nostra, per la sua “meritoria azione di tutela del patrimonio artistico, storico, archeologico, naturalistico e ambientale del Molise”.
A quasi tre anni dal terremoto che ha sconvolto e devastato L’Aquila, l’apparente impossibilità di una ricostruzione effettiva e nel breve termine trova le sue ragioni, prima ancora che nell’incapacità di progettazione della politica, nell’assenza di visione e nella resa pressoché totale alla ormai famigerata “cultura dell’emergenza” che pare affliggere da anni e decenni il nostro Paese. Ad ogni livello. Come dimostrano altri esempi recenti di vessazione e abbandono del patrimonio culturale, primi tra tutti gli scavi di Pompei. Questi i temi alla base del confronto, a cura di Maddalena Bonicelli, Germana Galli e Santa Nastro, che sarà moderato da Walter Capezzali, presidente dell’Associazione Amici Musei d’Abruzzo, ente promotore dell’iniziativa. Quando? Il prossimo 13 marzo, presso l’Auditorium Elio Sericchi della Fondazione Carispaq, che sostiene l’iniziativa.