Chiaberge esce dall’orbita di Saturno. Decapitato il culturale del Fatto Quotidiano, le dimissioni arrivano in un battito di tweet

Ha compiuto un anno sabato, ma potrebbe (anche se il condizionale sembra una un’inutile prudenza) morire qui. Saturno, inserto culturale de Il Fatto Quotidiano, perde il proprio papà: Riccardo Chiaberge affida ad un laconico ed inequivocabile messaggio su Twitter l’addio all’inserto che ha contribuito a far nascere e vivere. Sono le 23.07 di domenica 26 […]

Riccardo Chiaberge

Ha compiuto un anno sabato, ma potrebbe (anche se il condizionale sembra una un’inutile prudenza) morire qui. Saturno, inserto culturale de Il Fatto Quotidiano, perde il proprio papà: Riccardo Chiaberge affida ad un laconico ed inequivocabile messaggio su Twitter l’addio all’inserto che ha contribuito a far nascere e vivere. Sono le 23.07 di domenica 26 febbraio quando dal proprio profilo lascia scappare quanto segue: “stasera mi sono dimesso da direttore di Saturno del Fatto Quotidiano”. Senza se e senza ma, insomma. Una notizia che, il giorno dopo, coglie di sorpresa anche gli stessi collaboratori della testata.
Un fulmine nel serenissimo cielo dell’unico quotidiano italiano che, insieme ad Avvenire, ha evitato nell’ultimo anno l’emorragia di copie vendute. Una bomba che scatena la ridda delle interpretazioni e dei retroscena: il solito informatissimo Dagospia motiva la scelta con l’insoddisfazione di Padellaro, che a fronte dell’onere per la produzione di un prodotto con firme esigenti non ha avuto il contraltare di un incremento di copie vendute.
Col senno di poi, però, perché non leggere con malizia alcuni messaggi nella bottiglia affidati negli ultimi giorni da Chiaberge alla rete? Alle 20.49 di domenica, un paio d’ore prima l’annuncio dell’addio, nel commento alla puntata in corso del magazine di La7 In Onda scriveva un sibillino: “preferisco essere governato da ricchi intelligenti che da giacobini sfigati”. Concetto  che riprende un tweet di mercoledì 22 febbraio: “qualcuno preferisce essere governato dal nullatenente grillo”.
Non siamo certo nel campo dove due indizi fanno una prova, ma nel tentativo di spiegarci l’enigma Chiaberge non possiamo nascondere come uscite del genere si pongano in netta contrapposizione con la linea editoriale del Fatto; e non possiamo dunque escludere che tra le variabili che hanno portato alla rottura ci sia anche il venire meno della condivisione delle linee guida del progetto.
In attesa di capire che ne sarà di Saturno il quotidiano di Padellaro incassa un duro colpo alla propria immagine. Con Chiaberge, classe 1947, se ne va un professionista serio e di grande esperienza: responsabile della Domenica de Il Sole 24Ore dal 2000 al 2009, aveva portato in dote anni di lavoro per le pagine della cultura del giornale di Confindustria e per quelle del Corriere della Sera.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Yavier

    Diciamolo: il giornale di chiaberge non era niente di che e lui ha fatto lui la figura dello sfigato con sti tweet

  • urrutigoechea

    Concordo. Era una roba vecchia nata vecchia senza idee e senza midollo

  • Giscard d’Estaing

    L’idea c’era invece: copiare il vecchio Domenicale!

  • Ora però largo ai giovani!

  • Angelov

    Il Fatto, che qualche settimana fa aveva anticipato, in Prima Planetaria, la morte del Papa entro lo scadere del 2012, è un Giornale che non può permettersi un giornalista come Riccardo Chiaberge. Per questo, giustamente lui se ne è andato.

  • Barry_Allen

    Dopo questa ennesima debacle Padellaro e Travaglio farebbero bene a richiamare il buon Roberto Corradi che, con Marco Presta e compagnia, realizzarono la prima serie dell’inserto satirico Il Misfatto con un budget risicatissimo ma che fece aumentare notevolmente le vendite del Fatto della domenica; con il tre volte più costoso Misfatto diretto dal vecchio Stefano Disegni il miracolo non si è ripetuto, ma purtroppo nemmeno lo stesso team di Corradi & c. è riuscito a restare in edicola per più di sei numeri con Il Ruvido, riedizione autonoma allargata del primo Misfatto, peccato, un’occasione persa per entrambi….meglio sarebbe quindi per tutti ritornare al Misfatto prima serie! ;)