Chi espone chi. Vip Art Fair entra nel vivo, a scommettere sul mercato online ci sono tutte le big galleries globali. E anche qualche museo…

Anche a Vip 2.0, così come nelle fiere reali, gli espositori sono suddivisi in sezioni in base alla grandezza del proprio stand. Ma come si fanno a calcolare i metri quadrati sul web? Impossibile, infatti le partecipazioni sono suddivise a seconda di quanti artisti si è deciso di presentare. Le categorie sono: Premier Large, Premier […]

Anche a Vip 2.0, così come nelle fiere reali, gli espositori sono suddivisi in sezioni in base alla grandezza del proprio stand. Ma come si fanno a calcolare i metri quadrati sul web? Impossibile, infatti le partecipazioni sono suddivise a seconda di quanti artisti si è deciso di presentare. Le categorie sono: Premier Large, Premier Medium, Premier Small, in base alle “dimensioni” dello stand, Emerging per le gallerie giovani, Focus per chi ha deciso di presentare un solo show e Multiples & Editions.
Fra gli artisti maggiormente clikkati dai collezionisti nel primo giorno di apertura al pubblico troviamo  Pae White della nostra Kaufmann Repetto, Tracey Emin, Zhang Huan e Jeff Wall di White Cube, Tara Donovan di Pace Gallery, Francesca Woodman e Gerhard Richter di Marian Goodman, Sterling Ruby di Xavier Hufkens, David Schnell e Neo Rauch di Eigen+Art.
Ma c’è un po’ tutto il meglio del panorama attuale, negli stand dei colossi dell’arte contemporanea: da David Zwirner troviamo artisti come Francis Alys, Donald Judd, Dan Flavin, Marlene Dumas, Chris Ofili; da Whitecube Antony Gormley, Mona Hatoum, Doris Salcedo, i fratelli Chapman; da Hauser&Wirth Thomas Houseago, Rodney Graham, Roni Horn; da Xavier Hufkens Daniel Buren e George Condo; da Pace Gallery Claes Oldenburg con una scultura monumentale da 1 milione di dollari, un video di Carsten Nicolai, e poi Kiki Smith e Richard Tuttle. Vario il programma di Thaddaeus Ropac, con un solo show di Robert Mapplethorpe per la vernice, una performance di 24 ore di Terence Koh che termina il 4 febbraio, e a seguire una mostra diversa ogni giorno con nomi internazionali quali Raqib Shaw, George Baselitz, Alex Katz, Robert Longo e Gerwald Rockenschaub. Da James Cohan, infine, troviamo un maestoso Sol LeWitt, e alcune opere di Vito Acconci, Beatriz Milhazes, Bill Viola. Opere importantissime anche da Marian Goodman, con John Baldessari, Tony Cragg, Dan Graham, Gabriel Orozco, Giuseppe Penone, Thomas Struth.
Gagosian continua a puntare su Damien Hirst e i suoi spot paintings, dedicando lo stand intero alle sue stampe per prezzi che vanno dai 3 ai 7mila dollari per edizioni dai 100 ai 150 esemplari. Nella sezione Editions troviamo la Serpentine Gallery, con multipli dai 150 ai 25mila dollari di Louise Bourgeois, così come per la Whitechapel, da 150 sterline fino a 3.245 per una stampa di John Baldessari. In questa sezione c’è posto anche ai musei: dall’Ullens Center for Contemporary Art di Pechino con i multipli di Sui Jianguo, alla parigina Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, con varie opere di Takeshi Kitano.

– Martina Gambillara

www.vipartfair.com


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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.