Cantine di design? No, cantine d’arte. Un Pomodoro abbinato al Sagrantino di Montefalco? Pronto in Umbria il progetto dell’artista per la famiglia Lunelli

Una tartaruga, simbolo di stabilità  e di longevità, che unisce richiami di arcaicità con l’efficacia di un’estesa copertura. Motivazioni sufficienti per dare quella forma ad una nuova avveniristica cantina: un enorme carapace ricoperto di rame, dentro il quale verrà vinificato e imbottigliato il Sagrantino di Montefalco. Anche i meno avvezzi a frequentare barrique e tannini […]

Una tartaruga, simbolo di stabilità  e di longevità, che unisce richiami di arcaicità con l’efficacia di un’estesa copertura. Motivazioni sufficienti per dare quella forma ad una nuova avveniristica cantina: un enorme carapace ricoperto di rame, dentro il quale verrà vinificato e imbottigliato il Sagrantino di Montefalco. Anche i meno avvezzi a frequentare barrique e tannini avranno capito che siamo in Umbria: ben più difficile sarà capire chi si è lasciato convincere da queste motivazioni.
Parliamo infatti del grande scultore Arnaldo Pomodoro, che – passando un colpo di spugna sull’amarezza per la chiusura della sua fondazione milanese – si fa progettista accogliendo l’invito dalla famiglia Lunelli (sono gli stessi che a Trento fanno il Ferrari): un’idea speciale per la nuovissima struttura di Bevagna, nel perugino. E così anche Pomodoro si iscrive all’ormai lungo elenco dei big della creatività andati a fare innovazione nel settore dell’enologia: da Sir Norman Foster, con la cantina Portia in Spagna, a Gumiel de Izán, nei pressi di Burgos, a Renzo Piano con la cantina La Rocca di Frassinello a Gavorrano (Grosseto), a Valle & Valle, con la Cantina Icario, a Montepulciano, giusto per citare qualche esempio. Ma sono praticamente tutti i grandi studi di architettura ad essersi confrontati con il tema. Studi d’architettura, però: artisti tramutati in architetti con l’obbiettivo di realizzare una cantina tuttavia ancora non ce n’erano. Fino ad oggi.
Nove anni fra elaborazione progettuale e lavori, ed ora ci siamo: venerdì 17 febbraio presentazione in grande stile alla Triennale di Milano, poi tutti in Umbria per un’esperienza live. Intanto, un’idea con la gallery fotografica di Artribune.

  • Maria Grazia

    amo tantissimo l’opera di Pomodoro….ma questo progetto nn mi piace, lo trovo pesante e soffocante, niente della leggerezza e poesia che trovo nei suoi lavori. più che una tartaruga, mi sembra un’altro insetto che di norma fa ruzzolare palline.

  • Maria Grazia

    un grande plauso, invece, alla famiglia Lunelli, per l’investimento e la diffusione dell’arte.