Ancora Vip Art Fair. Qualche informazione pratica per visitare la fiera, e lente d’ingrandimento sullo stand Kaufmann Repetto

Vip 2.0 è al suo secondo giorno di apertura, e noi vogliamo darvi qualche numero: 135 espositori provenienti da 35 paesi che espongono più di 1.500 opere di oltre 1.100 artisti. L’ingresso alla fiera è completamente gratuito, è necessario però creare un proprio account. Per i collezionisti che volessero mettersi in contatto con le gallerie […]

Candice Breitz allo stand Kaufmann Repetto

Vip 2.0 è al suo secondo giorno di apertura, e noi vogliamo darvi qualche numero: 135 espositori provenienti da 35 paesi che espongono più di 1.500 opere di oltre 1.100 artisti. L’ingresso alla fiera è completamente gratuito, è necessario però creare un proprio account. Per i collezionisti che volessero mettersi in contatto con le gallerie attraverso la chat ed eventualmente acquistare delle opere, è necessario essere iscritti all’Elite Access per un costo di 50 dollari, anche se la maggior parte saranno ospiti delle gallerie che hanno un pass tramite email.
Proseguiamo però anche il nostro virtual tour, con un salto allo stand della galleria milanese Kaufmann Repetto, che partecipa per la seconda volta a Vip Art Fair. Tra le opere proposte, una fotografia di Shannon Ebner ($25-50mila), un dipinto di Adrian Paci ($20.000), un Pae White di 4 metri ($65.000, l’opera più costosa dello stand), un video di Candice Breitz, poi Thomas Zipp, Gianni Caravaggio, Thea Djordjadze, Latifa Echakhch, Billy Sullivan, Matt Sheridan Smith e numerosi video nelle private room.
Aspettative? Tra i cyber-corridoi la Kaufmann Repetto, oltre ai collezionisti più navigati, spera di incontrare sopratutto giovani collezionisti agli esordi con il mondo dell’arte contemporanea. Il black-out della fiera dell’anno scorso non ha scoraggiato la partecipazione della galleria a questa seconda edizione, che riconosce come importantissima opportunità di dare visibilità al programma galleristico e ai propri artisti, grazie al web che elimina i limiti geografici.

– Martina Gambillara