Ancora arte in edicola, con I Grandi Maestri del Sole 24 Ore. Bene, ma perché non rinnovare un po’ la “scuderia”?

Difficile che vi sia sfuggito, vista l’aggressiva campagna pubblicitaria che ha invaso grandi giornali e tivvù: ma se crisi c’è, non pare intaccare il mercato editoriale degli allegati alla stampa quotidiana, ambito nel quale l’arte ha sempre giocato un ruolo centrale. A tornare alla carica in questo ambito è dunque Il Sole 24 Ore, che […]

Difficile che vi sia sfuggito, vista l’aggressiva campagna pubblicitaria che ha invaso grandi giornali e tivvù: ma se crisi c’è, non pare intaccare il mercato editoriale degli allegati alla stampa quotidiana, ambito nel quale l’arte ha sempre giocato un ruolo centrale. A tornare alla carica in questo ambito è dunque Il Sole 24 Ore, che a partire da oggi – giovedì 9 febbraio – manda in edicola la nuova collana I Grandi Maestri, dedicata a trenta grandi artisti di tutti i tempi e ai loro capolavori.
Da Caravaggio a Warhol, passando per Degas, Monet, Van Gogh, fino a Dalì e Modigliani, inquadrati nel loro contesto storico da un esperto d’arte: come Francesca Cappelletti, docente di storia dell’arte all’Università di Ferrara, curatrice del primo volume dedicato proprio a Caravaggio, in vendita a 9,90 euro oltre al prezzo del quotidiano. Prossima uscita – 16 febbraio – con Monet, a cura di Claudio Zambianchi, mentre sono già in lizza Botticelli di Alessandro Cecchi, e Giotto di Luciano Bellosi.
Grandi maestri e grandi storici dell’arte ad affiancarli. Un modello che sembra non invecchiare. Ma è davvero così? Davvero mentre tutto cambia e tutto si rivoluziona nel mondo dell’editoria, gli inserti ai quotidiani sui grandi maestri della storia dell’arte si confermano immarcescibili tanto da vedere i maggiori quotidiani in concorrenza spietata? E se il settore tira, perché non provare a cavalcarlo proponendo ai lettori qualcosa di diverso da DegasMonetVanGogh? Non vogliamo dire i giovani, non vogliamo dire gli internazionali di successo, ma magari qualche vivente?

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  • Enrico

    siamo tutti un po’ saturi dei soliti “Grandi Nomi” della Storia dell’Arte…

  • mario raviele ARTISTA

    ..E’ SOLO SPECULAZIONE COMMERCIALE SUI SOLITI GRANDI DALLA STORIA DELL’ARTE…..FARE MONOGRAFIE O ALTRE TEMATICHE PIU’ ATTUALI E CONTEMPORANEE , PRESUPPONE UNO SFORZO EDITORIALE CHE ANCHE IL SOLE24ORE NON VUOLE PERMETTERSI PERCHE’ IL RICAVO E’ INFERIORE ALLA SPESA…….COME AL SOLITO L’ARTE LA SI GUARDA DAL BUCO DI UNA CARTAMONETA. ANCHE REPUBBLICA ALLEGA DVD MA SONO DI NUOVA IMPOSTAZIONE SIA TEMATICA DI AMPIO RESPIRO STORICO CHE OPERATIVO. IL SOLE UTILIZZA MATERIALI GIA’ COLLAUDATI COMUNQUE VANNO BENE ENTRAMBI DIFFONDONO IL GUSTO PER IL BELLO VISTO CHE NELLA SCUOLA ITALIANA LO STUDIO DELLA STORIA DELL’ARTE E’ UNA MOSCA BIANCA IN UN PAESE CON IL 50/60% DEL PATRIMONIO ARTISTICO MONDIALE.

  • Angelov

    Cultura a scopo di Lucro. Saturazione parossistica che riesce soltanto l’effetto opposto. Chi più ne ha più ne metta. “Arte e Anarchia” del prof E. Wind spiega bene come tutto questo strombazzamento di Cose artistiche e culturali, allontana in realtà il pubblico, e gli Individuo che lo compongono, dal centro della Cultura. Si va verso un totale appiattimento dei valori pittorici attraverso la riproduzione fotografica di Tele che andrebbero viste dal vivo. Per non parlare della Scultura. Un erudito e specialista come Vittorio Sgarbi, diventa più popolare di Topolino, ma per farsi capire deve poi urlare in scenate isteriche televisive. E via di questo passo. Si tratta di un Abbagliante Oscurantismo, espressione culturale parallela ad un fare politico-sociale che ha avuto come unico scopo la demagogia del consenso, dell’audience e dello share, sbandierando come unica finalità del fare, il bene per un collettivismo ormai altrove e indifferente.