“La Cosulich Canarutto? Ottima, è quel che l’ambiente torinese cercava”. La promozione di Silvia Evangelisti, ancora nel limbo di Arte Fiera

“Sara Cosulich Canarutto ad Artissima? È la persona giusta al posto giusto, in questo momento”. Arriva da un pulpito quanto mai autorevole, la promozione per la nuova direttrice della fiera torinese: da una donna, dall’altra donna che in Italia guida (o guidava?) la più importante fiera d’arte del paese. Da Silvia Evangelisti, che per l’appunto […]

Silvia Evangelisti

Sara Cosulich Canarutto ad Artissima? È la persona giusta al posto giusto, in questo momento”. Arriva da un pulpito quanto mai autorevole, la promozione per la nuova direttrice della fiera torinese: da una donna, dall’altra donna che in Italia guida (o guidava?) la più importante fiera d’arte del paese. Da Silvia Evangelisti, che per l’appunto Artribune interpella per sapere se quel verbo vada ancora coniugato al presente, o piuttosto ci si debba abituare a usarlo al passato. Del resto il suo contratto scadeva il 31 gennaio, e lei stessa aveva confermato che il rinnovo stavolta non andava dato per scontato, e che tutto si sarebbe saputo dopo il 1 febbraio.
Non ho ancora nessuna novità, l’unica novità è che finalmente mi sto un po’ riposando – ci dice serafica in proposito -. Il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli attualmente è all’estero, quando rientrerà ci parleremo e vedremo cosa ne uscirà”. Ma la nostra domanda sulla conclusione della “vertenza” Artissima le fornisce lo spunto per un’altra riflessione: “Non capisco Giancarlo Politi (il direttore di Flash Art, ndr) quando sostiene che la soluzione dei problemi delle fiere sarebbe nel mettere alla direzione un manager. Io sono stata la prima direttrice in Italia – fra le prime al mondo, forse dopo il solo Samuel Keller – a vantare una formazione artistica, le altre fiere prima ma anche dopo hanno avuto sempre manager alla guida. Quindi può essere questo il problema?”.
Ma poi la discussione torna sulle cose torinesi: “Anche Sara è una critica ‘pura’, un’ottima scelta che proporrà idee non banali. Del resto la fiera di Torino, come ha più volte sottolineato anche Francesco Manacorda, è largamente supportata – beati loro! – da tutto l’ambiente: se hanno scelto lei, evidentemente la ritengono la persona più adatta a gestire tanti contributi diversi…”.

  • mah

    Praticamente una direttrice uscente (perché è uscente, e non per volontà sua!) fa gli AUGURI alla neodirettrice di una fiera concorrente. Da toccarsi i maroni (metaforicamente nel caso della Cosulich)

  • Rebus46

    Ma perchè attribuire al Signor Samuel Keller delle caratteristiche che non gli sono proprie? Perchè confondere la conoscenza del mondo e del sistema dell’arte ed i suoi principali protagonisti con una formazione artistica e/o curatoriale e/o di critica?
    Di seguito un breve curriculum di Samuel Keller, facilmente reperibile su internet:
    “Sam Keller, a native of Basel, joined the Basel Messe in 1992. He moved on to Art Basel, where he was a project manager for special events before being named communications manager in 1995. In 1998, he took on the additional responsibilities of associate director and, when Lorenzo Rudolf left in 1998, Sam, then 34, moved into the top slot.”
    Si evince chiaramente che la carriera effettuata dal bravissimo Keller all’interno dell’ente fieristico, è di tipo gestionale e manageriale, occupando diverse cariche e funzioni fino alla direzione di Art Basel; il tutto senza alcuna velleità o esperienza critica o curatoriale.
    D’altro canto per essere un buon direttore di albergo non devi necessariamente essere un bravo cuoco o sommelier o barman, ma al più sapere quali sono i migliori cuochi o sommelier o barman e cercare di avvalerti della loro professionalità.

    • nemesi

      .. he he he hai proprio ragione.

      gli hanno cucito il pedigree addosso, pensa che caos causerebbe uno che dalla “strada” diventa direttore della fondazione beyeler….

  • ….se hanno scelto lei, evidentemente la ritengono la persona più adatta…..

    Riflessioni profonde.