Wallpaper* consegna i suoi Design Awards 2012. In vetta sgomitano archistar, marchi della moda e tanta Italia. E, a sorpresa, anche un discusso imprenditore…

La crisi c’è, ma non ha fermato la creatività. Questo il messaggio che al mondo del design giunge da Wallpaper*, la rivista inglese che si occupa di creatività a a 360 gradi, arte, architettura, design, interni e lifestyle: e che proclama, per l’ottavo anno consecutivo, i vincitori del premio da lei istituito, Design Award 2012. […]

Premiato anche l'Armani Hotel di Milano

La crisi c’è, ma non ha fermato la creatività. Questo il messaggio che al mondo del design giunge da Wallpaper*, la rivista inglese che si occupa di creatività a a 360 gradi, arte, architettura, design, interni e lifestyle: e che proclama, per l’ottavo anno consecutivo, i vincitori del premio da lei istituito, Design Award 2012. I premi principali sono suddivisi in 11 categorie e votati da una ristretta giuria, ma poi ci sono tante altre sezioni con riconoscimenti attribuiti dalla folta rete di collaboratori di Wallpaper*.
Best city, nella main section, è la città di Londra, mentre l’edificio incoronato – best new public building – è l’Hepworth Wakefield di David Chipperfield; Nendo, instancabile designer giapponese, conquista il più ambito premio di designer of the year, mentre l’italiano Rodolfo Dordoni, con il best new domestic design, arricchisce la già nutrita pattuglia di Made in Italy. Passando alle sottocategorie, troviamo infatti archistar nostrane come Renzo Piano e Massimiliano Fuxas, il primo per la categoria bes cell con la Chapel di Notre Dame du Haut nunnery a Ronchamp, e il secondo per Best Building site con il New Convention Center di Roma. Non manca la moda e Gucci si aggiudica la cateoria Best rediscovery, segue Armani per la categoria Best branding vinto al suo famoso Hotel milanese. E spunta anche Lapo Elkann, con una segnalazione per Best car collection

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.