Riesci a rubare un quadro senza farti beccare? Un albergo australiano chiede ai clienti di provare a sgraffignare due Banksy. Ma solo uno ci riesce

Come strategia di marketing è piuttosto singolare, non c’è che dire. Art Series Hotels, una catena di alberghi di Melbourne, ha deciso di giocare a guardie e ladri con i propri clienti, in un gioco bizzarro quanto divertente. Proprietari di due opere di Banksy, i gestori degli hotel si sono dichiarati disposti a “regalarli” a […]

Uno dei “mancati” ladri di Banksy

Come strategia di marketing è piuttosto singolare, non c’è che dire. Art Series Hotels, una catena di alberghi di Melbourne, ha deciso di giocare a guardie e ladri con i propri clienti, in un gioco bizzarro quanto divertente. Proprietari di due opere di Banksy, i gestori degli hotel si sono dichiarati disposti a “regalarli” a chiunque si fosse dimostrato in grado di rubarli senza essere beccato. Una delle due opere, No ball games, è stata saccheggiata con successo dopo un mese dalla diffusione dell’annuncio, mentre la seconda (Pulp Fiction, del valore di 4mila dollari) è rimasta al suo posto.
Pare che gli aspiranti Lupin abbiano tentato un po’ di tutto: hanno manomesso le telecamere di sorveglianza, si sono finti personale dell’albergo e alcuni hanno semplicemente afferrato il quadro e tentato la fuga a gambe levate. Pare che anche la tennista Serena Williams abbia tentato il colpo, senza successo. Il secondo round, quindi, se lo sono aggiudicato le “guardie”, rappresentate dalla società di sorveglianza Crime Stoppers, a cui Art Series Hotels ha infine deciso di donare l’opera, che verrà messa all’asta per raccogliere fondi da destinare alla lotta contro il crimine. Lo staff degli alberghi coinvolti nell’iniziativa, dopo sei mesi di allerta continua, può finalmente tirare un sospiro di sollievo…

– Valentina Tanni

www.artserieshotels.com.au

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.