Preside ragazzino, luminare della storia dell’arte medievale e bizantina. Morto a 53 anni Roberto Coroneo, da quattro alla guida dell’Università cagliaritana

Aveva bruciato le tappe di una brillante carriera accademica che lo aveva visto Presidente del corso di Laurea in Operatore culturale dell’Università di Cagliari nel 2003, quindi Direttore del Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche nel 2006, e dal 2008 Preside dell’ateneo cagliaritano acclamato all’unanimità. Stroncato da una lunga malattia si è spento ieri 11 […]

Roberto Coroneo

Aveva bruciato le tappe di una brillante carriera accademica che lo aveva visto Presidente del corso di Laurea in Operatore culturale dell’Università di Cagliari nel 2003, quindi Direttore del Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche nel 2006, e dal 2008 Preside dell’ateneo cagliaritano acclamato all’unanimità. Stroncato da una lunga malattia si è spento ieri 11 gennaio a soli 53 anni il Roberto Coroneo, ordinario di Storia dell’Arte medievale e bizantina.
Tra la sua ricchissima bibliografia, che contempla orizzonti di ricerca storico-artistica-archeologica che partono dalla Sardegna per ampliarsi lungo le direttrici europee e mediterranee occidentali e orientali, merita menzione il suo ultimo lavoro – Arte in Sardegna dal IV alla metà dell’XI secolo – edito da Valveri e pubblicato pochi mesi fa, una summa delle ricerche sul patrimonio storico-artistico sardo che, a posteriori, si potrebbe interpretare come una sorta di testamento intellettuale. Non trascurava anche digressioni negli stili di vita contemporanei, testimoniate dall’attività di coordinamento dei contenuti del portale Internet Sardegna Cultura della Regione Sardegna.

– Carla Deplano

  • roberta v.

    Ciao Roberto, ci mancherai

  • Carla Deplano

    Kalòs kagathòs, il “Preside ragazzino” che sembrava molto più giovane della sua età e non ha fatto in tempo ad invecchiare, lascia un vuoto affettivo incolmabile e un enorme rimpianto per quello che avrebbe potuto ancora dare alla ricerca e alla didattica.
    All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? Nasce, per chi rimane, l’illusione di una sopravvivenza che riaffermi sul piano del sentimento quanto è negato dall’intelletto: se la vita individuale si dissolve nella materia, si instaura nondimeno una celeste corrispondenza d’amorosi sensi: un colloquio intrecciabile solo tra persone elette, quando il defunto abbia lasciato eredità di affetti e i vivi siano disposti a recepirla. Secondo l’interpretazione foscoliana che sento e faccio mia, l’unica esistenza che conti dopo la morte è quella concessa dall’uomo all’uomo, quale riconoscimento del suo operare terreno.
    Roberto Coroneo ci lascia materialmente e ci mancherà profondamente, ma sopravvive alla morte attraverso il suo esempio di ricercatore indefesso e di mentore discreto e umile dalla grande onestà intellettuale. Trascendendo nei ricordi indimenticabili degli studenti che lo adoravano (chi scrive non fa eccezioni!) e nei numerosissimi contributi scientifici che costituiscono il suo più prezioso lascito affettivo e intellettuale.
    La Sardegna perde uno dei suoi figli più illustri ma eredita un grande insegnamento culturale e morale. Grazie Professore!

  • Ario Gesbis

    Posso permettermi di chiedere che Roberto Coroneo non venga ingessato dentro una camicia ‘professorale’?
    Era persona capace di immensa ironia, mai schiava della seriosità, non dimentichiamolo. Guardate come intervenne nel dibattito sulla pseudostoria sarda:
    http://exxworks.wordpress.com/2010/06/18/le-torri-di-atlantide/
    Questa garbata presa in giro provocò un vero putiferio negli ambienti pseudointellettuali isolani. Coroneo era soprattuto questo: una persona di grande intelliegenza.
    Ci mancherà.

  • Mauro Peppino Zedda

    Che Coroneo fosse un ottimo studioso non ci sono dubbi, così come non ci sono dubbi che i gestori del sito in questione siano degli squallidi quanto vigliacchi personaggi

  • cesare belotti

    abbiamo avuto il piacere di conoscere Roberto durante un tour in Siria nel dicembre2010-gennaio2011.Non ci siamo più sentiti da allora e nonostante questo lui era sempre presente quando si parlava di Siria e della sua storia.Competente,modesto,severo con la guida che spesso doveva correggere per le invenzioni storiche!E’ triste sapere che ci ha lasciati e vorrei che voi poteste trasmettere i nostri sentimenti alle persono che gli sono state vicine .Grazie cesare e patrizia belotti-Palazzolo S/O – brescia