Pablo Picasso fuori dal podio. Zhang Daqian e Qi Baishi certificano il dominio cinese nel mercato dell’arte 2011

Che la geografia artistica si sia spostata verso Est è ormai chiaro da un pezzo: degli 11 miliardi di dollari di fatturato globale dell’arte, la percentuale della Cina è pari al 39% (nel 2010 era il 33%), mentre gli Stati Uniti sono al secondo posto con il 25%. Inoltre, sono state proprio le case d’asta […]

Qi Baishi - A Long Life, a Peaceful World

Che la geografia artistica si sia spostata verso Est è ormai chiaro da un pezzo: degli 11 miliardi di dollari di fatturato globale dell’arte, la percentuale della Cina è pari al 39% (nel 2010 era il 33%), mentre gli Stati Uniti sono al secondo posto con il 25%. Inoltre, sono state proprio le case d’asta cinesi a battere i migliori risultati per i singoli artisti, il 30% del globale secondo Artprice.
Già da qualche anno nomi come Zhang Daqian e Qi Baishi si alternavano al primo posto tra gli artisti con il fatturato maggiore in asta, relegando puntualmente Picasso al secondo posto. Quest’anno l’onta: per la prima volta il grande catalano è sceso addirittura al quarto posto. Nel 2011 Zhang Daqian ha infatti totalizzato 506.7 milioni di dollari, al secondo posto è salito  Qi Baishi con 445.1 milioni, mentre Picasso è scivolato al quarto posto con 311.6m. Ma il podio non è completamente perduto dagli artisti occidentali: Andy Warhol è infatti la “medaglia di bronzo” con 324.8 milioni. Al quinto posto un altro artista cinese, Xu Beihong con $212.9m.
Questi nomi rappresentano l’arte moderna cinese, venduta principalmente in patria. I nomi contemporanei non raggiungono invece queste cifre in asta, perché rappresentati da gallerie che preferiscono non condividere con le case d’asta i loro successi.
Zhang Daqian ha visto moltiplicare di 13 volte il proprio fatturato annuale all’incanto rispetto a due anni fa, mentre l’opera più costosa venduta all’asta nel 2011 è stata quella di Qi Baishi, Eagle Standing on Pine Tree; Four-Character Couplet in Seal Script, battuta a $65.5 milioni a Pechino in maggio.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.