Nostalgia e ironia per il nuovo disco dei Diaframma. La new wave band di Federico Fiumani mette in copertina il dipinto ottocentesco di un semisconosciuto ritrattista veneziano

Chi l’ha detto che bisogna scomodare l’artstar di turno per la copertina di un disco come hanno fatto recentemente i Red Hot Chili Peppers con Damien Hirst per il loro ultimo cd I’m with you? Nessuno, perché qui in Italia c’è un gruppo che, per lo stesso motivo, è andato invece a cercare un pittore […]

Chi l’ha detto che bisogna scomodare l’artstar di turno per la copertina di un disco come hanno fatto recentemente i Red Hot Chili Peppers con Damien Hirst per il loro ultimo cd I’m with you? Nessuno, perché qui in Italia c’è un gruppo che, per lo stesso motivo, è andato invece a cercare un pittore veneziano ottocentesco, a lungo trascurato dalla critica, come Giacomo Favretto, morto a soli trentotto anni, nel 1887, proprio durante un’esposizione a Venezia che doveva consacrarne la fama.
Stiamo parlando dei Diaframma di Federico Fiumani, l’unico membro rimasto della band fiorentina originaria, caratterizzata da frequenti cambi di formazione, nonché suo fondatore, chitarrista, cantante e autore di tutti i testi e delle musiche che, sulla copertina del nuovo album Niente di serio (in uscita il 17 gennaio), ha scelto di far mettere, appunto, un’opera di Favretto, intitolata Il sorcio. I Diaframma sono gli alfieri della new wave italiana del tempo che fu, la più diretta emanazione di quella inglese degli Anni 80 ed ex cover band dei Joy Division, con una certa familiarità con le copertine d’autore vintage. Scorrendo la loro discografia si scopre, infatti, una loro predilezione per la scapigliatura del pavese Tranquillo Cremona (un altro artista morto giovane, all’età di quarantun’anni), pittore feticcio di molte loro cover. Per esempio Altrove del 1983 è oggi uno dei dischi più ambiti da tutti i collezionisti del gruppo, per via dell’eleganza della grafica, su cui domina l’opera Melodia. In ascolto è invece il dipinto di Cremona che campeggia sull’edizione in cd del vinile Live And Unreleased (1992), una raccolta di pezzi  dal  vivo  e  inediti. E poi ancora il dipinto High life per l’album Albori (2006), una raccolta di materiale d’archivio dei Diaframma.
Nel corso della loro trentennale carriera discografica ci sono state incursioni anche nel Futurismo, con la più importante opera di Umberto Boccioni La città che sale – sulla copertina plastificata del singolo Amsterdam, nella versione riarrangiata dai Litfiba nel 1985. Ma la passione per l’arte di Tranquillo Cremona non è mai venuta meno per Fiumani, forse perché in questo tipo di pittura figurativa dalla forte carica sensuale e dalla pennellata sfatta e irregolare il musicista ha riconosciuto un’affinità coi suoi testi scarni e immediati, concentrati sulla figura umana, meglio se femminile, dove il paesaggio e la storia sono spesso mero contorno di uno stato d’animo…

– Claudia Giraud

www.myspace.com/federicofiumani