Nella rete della rete. Anche per l’arte l’ecommerce è sempre più la scelta vincente: a sancirlo ora c’è una ricerca Usa

L’e-commerce acquisisce sempre più importanza anche nel settore dell’arte, tanto che galleristi con siti di vendita in rete e case d’asta online scalano i vertici delle preferenze dei consumatori. Questi i risultati dell’ultima ricerca di IBISWorld, il più grande provider di informazione industriale negli Stati Uniti, secondo la quale le vendite online di arte ammonterebbero […]

L’e-commerce acquisisce sempre più importanza anche nel settore dell’arte, tanto che galleristi con siti di vendita in rete e case d’asta online scalano i vertici delle preferenze dei consumatori. Questi i risultati dell’ultima ricerca di IBISWorld, il più grande provider di informazione industriale negli Stati Uniti, secondo la quale le vendite online di arte ammonterebbero a 287.5 milioni di dollari nel 2011: una cifra in continuo aumento, anche grazie alla forte domanda delle economie emergenti.
In questi nuovi mercati, molte gallerie sono state in grado di modellarsi in base a queste nuove tecnologie, beneficiando per prime dell’enorme successo riscosso dall’e-commerce. Sicuramente la facilità dei meccanismi di acquisto gioca a favore dello sviluppo di questo settore, che secondo il report sarà esponenziale nei prossimi quattro anni, soprattutto grazie alla continua evoluzione dei sistemi informatici e di comunicazione.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.