Come parla il mondo dell’arte? Tutti gli stereotipi del lessico artistico in una video parodia firmata Creative Time. La versione italiana, invece, ve la prepara Artribune

Su Internet, si sa, i contenuti diventano spesso contagiosi. Quando la catena virale si innesca,  non solo si diffondono come un’epidemia, ma durante il processo vengono rivisitati, remixati e riprodotti in infinite versioni. In questo caso, il capostipite del “meme” è il video “Shit Girls Says” (“roba che dicono le ragazze”), una serie comica diffusa […]

Su Internet, si sa, i contenuti diventano spesso contagiosi. Quando la catena virale si innesca,  non solo si diffondono come un’epidemia, ma durante il processo vengono rivisitati, remixati e riprodotti in infinite versioni. In questo caso, il capostipite del “meme” è il video “Shit Girls Says” (“roba che dicono le ragazze”), una serie comica diffusa su Youtube – spin-off dell’omonimo account di Twitter – che ironizza su un certo tipo di linguaggio stereotipato associato al genere femminile. Non solo la serie è diventata incredibilmente popolare nel giro di un paio di settimane, ma ha generato decine di versioni alternative (quello che dicono che ragazze nere, le ragazze occidentali, i ragazzi, gay, i grafici, i newyokesi…).
Poteva mancare la versione dedicata alle frasi standard del mondo dell’arte? Ovviamente no. A pensarci è stata Creative Time, nota associazione non profit americana dedicata all’arte pubblica, che ha affidato ad alcuni dei suoi stagisti il compito di mettere in scena i luoghi comuni dell’art world. Sh*t Art World People Say, dobbiamo dire, è piuttosto divertente, anche se i bersagli polemici potevano essere molto, ma molto più numerosi. Eccovi il video, e per chi si incagliasse sulla comprensione, alleghiamo anche un’utile trascrizione.
Ma sui tic del lessico artistico ogni Paese fa storia a sè, dunque una versione italiana, a questo punto, diventa d’obbligo. E naturalmente è già in preparazione qui negli studi di Artribune Television. Potrebbe cominciare, ad esempio, con “sto per aprire un nuovo spazio”, e continuare con…
Non siate timidi, lo sappiamo che avete suggerimenti a bizzeffe, dunque sotto con i commenti!

– Valentina Tanni

Sh*t Art World People Say
It’s pronounced Walter Benjamin!
Shepard Fairey, he makes t-shirts, right?
I can’t believe you still paint!
Postmodern?
Compelling
It’s so postmodern
It’s so contrived
Is it art?
It’s so postmodern
It’s so post postmodern
Evocative!
It’s so kitsch. It’s kitsch, it’s kitsch!
I hate the artworld
My medium… installation
I don’t think she has an MFA
… new media
Oh my god! He’s huge in Berlin!
… video, photography…
Can life be art?
… social media… just making too things!
Social practice! SoPra!
Oh, have you read the new Claire Bishop article in Artforum?
Artforum!
Damien Hirst? Hellair!
Jerry Saltz loved this!
He’s hands down the most important artist of our generation

CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • harlequin

    anni ’90: metti la parola ‘contaminazione’ ogni tre parole, e vai!
    anni zero: metti l’espressione ‘dialoga con lo spazio’ ogni due righe, e vai!
    anni ’10: scrivi una riga sì e l’altra pure che l’artista ‘lavora sulla memoria’, e vai!

  • giorgio

    non è solo il mondo dell’arte che parla in maniera insulsa, per nascondere l’inesistenza di un pensiero, ma è la nostra civiltà, in tutte le sue manifestazioni, per la quale il vero pensiero sono solo i soldi

  • luigi

    ahahahahaah

  • mariposa

    uahuahuahuahuahuahuah!!!!!