Moderno e contemporaneo? Categorie vecchie, ora si passa ad Established ed Emergent. Frank Boehm mette mano a Miart, e racconta tutto ad Artribune Magazine

“Abbiamo scelto di far convergere gli espositori dei settori moderno e contemporaneo in un’unica sezione, che si chiamerà Established, per rendere più continua la lettura delle proposte; a questa si aggiunge in modo logico la sezione Emergent”. E chi aveva qualche dubbio sulla capacità di presa di Frank Boehm – art-manager con grande esperienza ma […]

Frank Boehm

Abbiamo scelto di far convergere gli espositori dei settori moderno e contemporaneo in un’unica sezione, che si chiamerà Established, per rendere più continua la lettura delle proposte; a questa si aggiunge in modo logico la sezione Emergent”. E chi aveva qualche dubbio sulla capacità di presa di Frank Boehm – art-manager con grande esperienza ma concentrata su una collezione come quella di Deutsche Bank – sulle problematiche fieristiche, è servito. Pochi mesi al lavoro come nuovo direttore di Miart, ed ecco già pronte una serie di riforme capaci di rivoluzionare il flebile format della rassegna milanese. Ampiamente dettagliate nell’intervista in arrivo con il prossimo Artribune Magazine, in distribuzione a fine gennaio.
Già, perché non ci si ferma alle sezioni principali: “Due nuove sezioni creeranno poi ambienti focalizzati su singoli aspetti tematici: Special Projects per stand importanti curati dalle gallerie, e Single/Double per stand con un focus su singoli artisti”. E sul sempre spinoso problema dell’internazionalizzazione di Miart? “Mentre l’ultima edizione di MiArt è stata volutamente concentrata su gallerie italiane, le gallerie straniere presenti in altre fiere in Italia hanno ammesso la loro delusione per lo scarso contatto con il pubblico e il risultato delle vendite. Sarà questa una delle sfide più importanti: non solo vogliamo invitare gli stranieri (galleristi e collezionisti), ma dobbiamo rendere la loro partecipazione in fiera un successo”. Come pensa di farlo, lo leggerete sul Magazine, mica vi possiamo anticipare tutto…

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  • erica

    E’ un grande direttore. Bene.

  • Giggi

    Non so se MiArt è davvero rilanciabile. Lo è?

  • LUCA

    INTANTO GRAFICA PESSIMA E NUMERO DI GALLERIE SEMPRE MINORE E NEANCHE A VANTAGGIO DELLA QUALITà. PROVACI ANCORA FRANK…
    credo che tutto il sistema fieristico milanese stia dando da anni segni di mancato rinnovamento e poche idee.. nel mondo dell’arte poi le lobby fanno da padrone.