Ma insomma, Cattelan ci va in pensione? Il Guggenheim pensa di sì. E dedica un convegno-maratona al tema del “ritiro dalle scene”. Sette ore e trenta celebrities

Mancano una decina di giorni alla fine di All, la grande retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim di New York, mostra che, secondo le dichiarazioni più volte rilasciate dall’artista padovano, segnerebbe il suo definitivo “pensionamento”. E quale occasione migliore per mettere sul tavolo della discussione un tema tanto affascinante come quello del ritiro dalle scene? […]

Maurizio Cattelan - Photo Pierpaolo Ferrari

Mancano una decina di giorni alla fine di All, la grande retrospettiva di Maurizio Cattelan al Guggenheim di New York, mostra che, secondo le dichiarazioni più volte rilasciate dall’artista padovano, segnerebbe il suo definitivo “pensionamento”. E quale occasione migliore per mettere sul tavolo della discussione un tema tanto affascinante come quello del ritiro dalle scene?
Il Guggenheim ha organizzato per il prossimo 21 gennaio un convegno-maratona (durerà ben sette ore, dalle sei di sera all’una di notte) durante il quale trenta personaggi importanti del mondo dell’arte, della cultura, del  cinema, della musica, ma anche della politica, della religione e dello sport, diranno la loro sul tema del “voluntary ending”. Per capire cosa spinge davvero a fermarsi, a dire basta. Per prendere una nuova strada o magari soltanto per riflettere. The Last Word. Seven Hours Finale – questo il titolo della serata – vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Arthur Danto, Tracey Emin, Stewart Home e Courtney Love.

– Valentina Tanni

www.guggenheim.org
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.