Los Angeles Updates: non c’è fair week artistica, senza la sua Affordable Art Fair. Sulla West Coast domina la fotografia, ecco le prime immagini e video…

Quarantuno gallerie di tutto il mondo espongono opere originali ed uniche, sculture, stampe fotografiche, ceramiche, lito e serigrafie, installazioni. Dalla galleria australiana che propone arte aborigena fino all’astrattismo più spinto passando per street art, origami e opere “sonore”, diciamo che alla fiera c’è decisamente un po’ di tutto. Compresi lavori che scatenano commenti come “quello […]

Affordable Art Fair LA

Quarantuno gallerie di tutto il mondo espongono opere originali ed uniche, sculture, stampe fotografiche, ceramiche, lito e serigrafie, installazioni. Dalla galleria australiana che propone arte aborigena fino all’astrattismo più spinto passando per street art, origami e opere “sonore”, diciamo che alla fiera c’è decisamente un po’ di tutto. Compresi lavori che scatenano commenti come “quello starebbe bene nella casa al mare”, ed a volte neanche quello. Tutto fa fiera.
C’è una fair week artistica, in questo caso a Los Angeles (già, con 10 mesi di “anzianità” Artribune vi mette già sul piatto reportage live dall’altra parte del globo, ne vogliamo parlare?), e non può mancare la relativa Affordable Art Fair. E cominciamo proprio da quella, dalla fiera per l’arte contemporanea per opere al di sotto dei 10mila dollari che si svolge durante l’anno in oltre 15 località di tutto il mondo con la mission di permettere a giovani o nuovi collezionisti di comprare buona (in genere) arte a piccoli prezzi.

Massiccia la presenza delle gallerie Usa, con parità tra East e West Coast. Interpellata sull’argomento una gallerista di New York ci dice di essere assolutamente contenta di poter esporre anche sulla costa Pacifica, visto che ultimamente proprio Los Angeles si è fatta notare per la presenza ed in continua crescita di appassionati e facoltosi compratori.
Come c’era da immaginarsi, moltissima fotografia: serie limitate o aperte anche a partire da cento dollari, un fast food della pellicola stampata. Stesso discorso per le stampe: c’è chi le propone tutte al prezzo fisso di 225 dollari per portarsi a casa una non ben identificata “serie limitata” (a quanto non si sa). Alcuni degli exhibitors però stupiscono e portano opere davvero fresh: da segnalare la Cube di Londra ad esempio, oppure la C.A.V.E. di Venice Beach. A dire il vero per il momento la fiera resta semidesertica, se non per la stampa che si aggira tra gli stand: la gallerista inglese non è molto contenta, in Europa ad altre fiere a cui partecipa già dalla prima giornata si lavora diversamente…

– Giorgia Mannucci