Los Angeles Updates: Damien Hirst si alterna a Renoir e Monet, corridoi pieni a LA Art Show. Ma è nel Contemporary che Los Angeles può creare un’alternativa alla East Coast

Le vendite sono più lente: a differenza di New York, qui i collezionisti ci pensano, prima di acquistare, ci dice uno dei galleristi di LA Art Show, impeccabile nel suo gessato e con un Jasper Johns appeso dietro le spalle. Il pubblico non manca, i corridoi spesso sono ingolfati: c’è la galleria che vende solo […]

Le vendite sono più lente: a differenza di New York, qui i collezionisti ci pensano, prima di acquistare, ci dice uno dei galleristi di LA Art Show, impeccabile nel suo gessato e con un Jasper Johns appeso dietro le spalle. Il pubblico non manca, i corridoi spesso sono ingolfati: c’è la galleria che vende solo multipli di Damien Hirst, stampe o i teschi dorati, c’è chi scommette in Lachapelle, chi propone Man Ray, e persino qui compare qualcosa di Street Art. Ogni tanto si incontrano veri e propri capolavori, nomi come Mirò, Dalì, Renoir, Monet, Chagall.

Ma ci sono soprattutto le gallerie e gli artisti cinesi, che in questa occasione si sono presentati in massa. C’è anche una mostra dedicata alla nascita dell’arte buddhista, ma scopriamo che è un caso, e che l’invasione non era stata programmata. E incontriamo anche qui qualche bizzarria, come la “led art” dello stand Tallybeck, che vedete nel breve video. Ma la convinzione che si rafforza è che comunque in un futuro anche a breve termine sarà la fiera Contemporary a crescere per dimensione e qualità, creando un’alternativa sulla West Coast al monopolio di NY…

– Giorgia Mannucci