Lo Strillone: Siae ente inutile e moroso su Libero. E poi Colosseo-Della Valle, Opificio delle pietre dure, Museo Riso…

Vicenda Colosseo-Della Valle sempre più surreale: adesso indagano anche la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti, che notoriamente non hanno nulla di altro di cui occuparsi. Dovranno pur guadagnarsi il misero stipendio no? Se ne occupano un po’ tutti i giornali, fra il neutro e l’indignato, ma continua a sorprendere La Repubblica, che […]

Quotidiani
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Vicenda Colosseo-Della Valle sempre più surreale: adesso indagano anche la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti, che notoriamente non hanno nulla di altro di cui occuparsi. Dovranno pur guadagnarsi il misero stipendio no? Se ne occupano un po’ tutti i giornali, fra il neutro e l’indignato, ma continua a sorprendere La Repubblica, che anche oggi da voce fin dal titolo all’impresentabile sindaco Alemanno: “Bloccarlo è una follia”.

Il Corriere della Sera – fra i neutri di cui sopra, come da dna di via Solferino – tiene alta l’attenzione sulle sorti dell’Opificio delle pietre dure di Firenze: degli undici laboratori (tutti in grave sofferenza) almeno cinque rischiano il blocco se non la chiusura per mancanza di personale. SOS anche per La Stampa, che affida a una lettera in redazione l’allarme sulle sorti dei tesori di Tivoli, in primis Villa Adriana e la Tomba dei Plauzi.

Vige ancora il silenzio generalizzato sulle vicende del Museo Riso, rotto solo dall’edizione palermitana de La Repubblica, secondo la quale il direttore Sergio Alessandro rischia il siluramento per l’annuncio della chiusura del museo, definito incauto dall’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo: “Non può decidere da solo”.

Si abbattono sulla Siae gli strali di Libero: è il primo ente inutile, che aspettano i Secchioni (i professori montiani, ndr) a chiuderlo? Se l’esecutivo vuole liberalizzare davvero, cominci da qui: nonostante le rendite parassitarie su computer, libri e iPod, il monopolista ha un debito verso autori ed editori pari a 803 milioni.

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.