Indice Standard & Poor’s -1.3% nel 2011, mentre l’arte fa un +35%. Con Damien Hirst e Andy Warhol casi di studio per gli analisti…

In attesa di tirar le somme sulla fine di un 2011 molto turbolento anche a livello di mercati, vogliamo darvi un piccolo assaggio commentando un articolo di Bloomberg uscito a fine dicembre, dedicato alle performance di Damien Hirst e Andy Warhol rispetto all’indice S&P500. Bloomberg ha commentato i dati delle analisi di Artnet sul mercato […]

Flowers, l’ennesimo Warhol da record

In attesa di tirar le somme sulla fine di un 2011 molto turbolento anche a livello di mercati, vogliamo darvi un piccolo assaggio commentando un articolo di Bloomberg uscito a fine dicembre, dedicato alle performance di Damien Hirst e Andy Warhol rispetto all’indice S&P500.
Bloomberg ha commentato i dati delle analisi di Artnet sul mercato dei due artisti, che ha visto i prezzi di Damien Hirst triplicare dal 2002, talvolta quintuplicare, per poi crollare dopo il 2007 da un livello medio di $901.214, e riprendere quota quest’anno. Per Warhol sorti migliori, con prezzi quadruplicati e quasi ritornati al livello del picco del 2007 quest’anno. L’S&P 500 invece, è cresciuto del 7% nell’ultima decade.
Le vendite di Hirst e Warhol hanno dunque sorpassato l’indice di Standard & Poor’s negli ultimi 10 anni, confermando che gli artisti di questo livello rappresentano sempre di più un investimento alternativo, soprattutto per i collezionisti che provengono dal mondo della finanza e dai mercati emergenti. Mentre l’S&P500 ha perso l’1.3% quest’anno, le vendite di arte contemporanea sono cresciute del 35% da Christie’s e Sotheby’s, soprattutto grazie ai nuovi acquirenti provenienti da Russia, Asia, Medioriente e anche Stati Uniti.
Artnet ha perciò lanciato un nuovo indicatore dell’arte come investimento nelle sue analisi delle performance dei singoli artisti, permettendo ai collezionisti di monitorare lo sviluppo del mercato di un artista negli anni, confrontandolo con i prodotti finanziari. “Tutto ciò rende l’investimento in arte molto più affidabile – ha affermato Hans Neuendorf, direttore esecutivo di Artnet AG -, l’arte ha rappresentato un buonissimo investimento nell’ultima decade, ma esistono grandi differenze di performance tra gli artisti. È più importante osservare un singolo artista, proprio come si osserva un segmento azionario o una singola compagnia”.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Flora

    Voglio aggiungere un ulteriore commento a quanto detto prima; perche’ non facciamo studiare ai ragazzi storia dell’arte e filosofia? Ricordiamoci che nell’antica Grecia ,che e’ la culla della Civilta’ , la filosofia era tenuta in grande considerazione , il grande problema ns. e ‘ legato alla mancanza di cultura umanistica vera!