Il lato B dei capolavori culinari. Ferran Adrià e la ricerca dell’ingrediente giusto, ora c’è un libro fotografico che svela qualche segreto

“Ogni volta che si analizza un piatto, si guarda la composizione, le tecniche, anche il mix dei prodotti, ma raramente ci si ferma a pensare che ogni prodotto che si sta mangiando ha una storia alle spalle”. C’è molta della sua filosofia, in queste parole di Ferran Adrià, il mitico chef fondatore de elBulli, rivolte […]

Ogni volta che si analizza un piatto, si guarda la composizione, le tecniche, anche il mix dei prodotti, ma raramente ci si ferma a pensare che ogni prodotto che si sta mangiando ha una storia alle spalle”. C’è molta della sua filosofia, in queste parole di Ferran Adrià, il mitico chef fondatore de elBulli, rivolte al libro fotografico The Fragile Feast, appena dedicatogli dalla fotografa inglese Hannah Collins.
E mentre nella capitale spagnola impazza Madrid Fusìon, rassegna che riunisce una sessantina dei migliori nomi della buona cucina internazionale, chiamati a dire la loro su “la sfida dei cambiamenti” del prossimo futuro, con un omaggio a Martín Berasategui, contemporaneamente si presenta il volume, focalizzato sull’importanza riservata da Adrià agli ingredienti, molti dei quali prodotti da piccole aziende familiari.
La Collins ha intrapreso un lungo viaggio fra Europa, America Latina e Giappone, andando a ricercare le origini e gli ambienti dei prodotti, dal miele italiano al kudzu giapponese, e documentando tutto con fotografie e schede descrittive. Alcune ne trovate nella gallery di Artribune