Fumus haeresum. La Chiesa grida alla blasfemia contro Romeo Castellucci, e invoca la censura per un lancio di escrementi sul volto di Cristo che nello spettacolo non c’è. Oggi (forse) il debutto a Milano

Censura: ogni volta che circola questa parola, per chi ha a che fare con la creatività innalzare la soglia dell’attenzione è quasi un obbligo. Ed anche noi ci siamo trovati spesso a riferire di episodi – ci viene in mente il famoso Piss Christ di Andres Serrano -, cercando ogni volta le argomentazioni per sostenere […]

Censura: ogni volta che circola questa parola, per chi ha a che fare con la creatività innalzare la soglia dell’attenzione è quasi un obbligo. Ed anche noi ci siamo trovati spesso a riferire di episodi – ci viene in mente il famoso Piss Christ di Andres Serrano -, cercando ogni volta le argomentazioni per sostenere l’improponibilità e pure l’inutilità della censura.
Ma stavolta siamo davanti a un caso che non esige neanche una riflessione, se non sociologica, e anzi quella ci pare molto necessaria: tecnicisticamente si potrebbe parlare di “difetto oggettivo”, noi ci siamo lanciati in un “fumus haeresum”, in sostanza si grida alla blasfemia per qualcosa che banalmente non esiste. Di che parliamo? Dello spettacolo di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio, la cui ultima tappa debutta – salvo incidenti – questa sera, 24 gennaio, al teatro Franco Parenti di Milano. Ma probabilmente ne avrete già sentito parlare, visto che è da giorni al centro di un attacco da parte di settori della critica cattolica. Il motivo? È qui il nocciolo della questione: sul palco – si dice – si lanciano escrementi all’indirizzo del volto di Cristo, materializzato nella riproduzione del Salvator Mundi di Antonello da Messina.
Noi come nessuno abbiamo ovviamente visto l’allestimento milanese, ma non abbiamo motivi per dubitare delle parole di Castellucci e della compagnia Societas Raffaello Sanzio: quell’episodio nello spettacolo non c’è. E non c’è mai stato nei precedenti allestimenti: già, perché Sul concetto di volto nel Figlio di Dio non è davvero al debutto, ha girato il mondo e nel 2010 la prima andò in scena al Festival Romaeuropa. Però nessuno sollevò polemiche del resto destituite di ogni fondamento. E oggi sono in tanti a solidarizzare con l’autore, da un prevedibile Vittorio Sgarbi ad un meno scontato – dato il noto ipercattolicesimo – Antonio Socci.
Ora quindi il dibattito si sposta: inutile stare a questionare su una censura alla quale di fatto manca l’oggetto scatenante. Piuttosto vorremmo sentire qualche opinione sul perché di tutto questo: perché la Chiesa sente il bisogno di cercare unità attorno a episodi di integralismo come questo? E perché ad andarci di mezzo sono opere d’arte, che nella storia della Chiesa hanno giocato un ruolo tanto centrale e sempre costruttivo?

– Massimo Mattioli

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Mi pare che l’informazione che state dando non sia corretta.
    Intanto di “censura” si potrebbe parlare solo la’ ove lo spettacolo venisse tolto dalla programmazione o fosse consentito solo con “tagli”, cosa che non e’ avvenuta a Parigi e penso (e, per altro mi auguro) non avverrà neppure a Milano. Quanto all’atteggiamento ed alla posizione della “Chiesa” (ma sarebbe più corretto parlare di “Autorità Ecclesiastica Cattolica” dato che il termine “Chiesa”, per i cattolici, indica la comunità, non solo dei “credenti”, ma l’umanità intera) ecco alcuni punti precisi:
    “A Parigi, lo spettacolo è stato ripetutamente contestato soprattutto da Civitas, un gruppo nazionalista legato agli scismatici lefebvriani, spalleggiato da due altre sigle satelliti, Renouveau français e Action française”
    ” Nel suo discorso di chiusura alla plenaria episcopale di Lourdes il presidente della Conferenza episcopale [arcivescovo di Parigi Vingt-Trois, ha osservato:]. In ogni caso, la ferita percepita da molti cristiani non deve e non può trasformarsi in violenza verbale, e ancor meno fisica. Essa deve nutrire la nostra preghiera, preghiera personale e preghiera comunitaria..”
    Per quanto riguarda Milano il teologo domenicano Giovanni Cavalcoli invio’ al Santo Padre la seguente lettera :
    “Beatissimo Padre siamo un gruppo di fedeli che vuole esprimere a Vostra Santità solidarietà e rinnovata fedeltà come risposta all’indegno e blasfemo spettacolo teatrale di Castellucci, opera offensiva della figura di Cristo”
    A tale lettera monsignor Peter Wells, assessore agli Affari generali della Segreteria di Stato ha risposto con la seguente missiva
    «Reverendo Padre (…) Ella ha voluto esprimere sentimenti di devozione al Sommo Pontefice, segnalando un’opera teatrale attualmente rappresentata in Italia che risulta offensiva nei confronti del Signore Nostro Gesù Cristo e dei cristiani (…) Sua Santità ringrazia vivamente per questo segno di spirituale vicinanza e, mentre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio, i Santi e simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della Comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi Pastori, le augura…»
    L’Autorità Ecclesiastica ha quindi, sia in Francia che in Italia,raccomandato e ribadito che il dissenso verso (questa o altra) opera che venga percepita come offensiva della propria fede deve essere “fermo” ma “composto” e non deve mai tradursi in “violenza verbale ed ancor meno fisica”.
    Ho letto la lettera di Castellucci (indubbiamente molto bella) in cui “spiega” il suo lavoro e, alla luce di quanto scrive, non mi pare che esso possa venir definito “blasfemo” o “anti-cristiano”. Rimane il fatto che il lancio (non di escrementi) ma di “granate giocattolo” contro il volto di Gesù (scena che per altro a Milano non verrà rappresentata non per “censura” ma per motivi tecnici, come spiega il Castellucci stesso) e il “non” che “appare/non appare” nella scritta luminosa di chiusura “Tu sei il mio pastore”, cosi’ come il “tono generale” dello spettacolo (che non ho visto e che quindi mi astengo totalmente dal giudicare) possano essere percepiti, da qualcheduno, come offensivi della propria fede. Ciascuno ha diritto alle proprie opinioni ma, per quel qualcheduno, l’indicazione dei suoi “Pastori” e’ chiara ed inequivocabile : “se ritieni la cosa blasfema reagisci con fermezza ma con compostezza senza lasciarti andare a violenze neppure verbali”.
    Se, come e’ accaduto in Francia si verificassero “violenze verbali” o peggio, “fisiche” ricordiamoci che non si potranno imputare (come vine sempre fatto) alla “Chiesa” (salvo non intenderla nell’accezione già ricordata di “umanità”) ma a gruppi di facinorosi che contraddicono palesemente quanto loro suggerito e raccomandato dai loro “Pastori”, quelli che voi chiamate, collettivamente ed impropriamente “Chiesa”

  • Massimo Mattioli

    Ma se c’è scritto “da parte di settori della critica cattolica”! Poi magari per brevità abbiamo usato Chiesa in altre parti, ma il senso era chiaro direi

    • Caro Mattioli, la mia “”critica” (se vogliamo chiamarla cosi!) non era tanto diretta al tuo articolo, che trovo interessante, ma al titolo ” La Chiesa grida alla blasfemia contro Romeo Castellucci, e invoca la censura ” ed al brutto vezzo (piuttosto comune) di confondere delle frange estremiste con l’Autorita’ Ecclesiastica, che ha, invece, i suoi “portavoce ufficiali” ed organi di stampa, cui si dovrebbe far riferimento quando gli si attribuiscono pensieri ed azioni. Ma anche tu, scusami, con la frase ” perché la Chiesa sente il bisogno di cercare unità attorno a episodi di integralismo come questo?” al fondo del pezzo, dimostri di cadere in questa confusione. La Chiesa, intesa come Istituzione, non cerca affatto “unita’ attorno ad episodi di integralismo” e, al contrario, come puoi rilevare da quanto riportato nel mio precedente, li condanna.

      • Certo, come contribuire alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili vietando l’uso del preservativo. Ed è una posizione della Chiesa, non di qualche integralista. Meno male che c’è chi, fra i cattolici, usa la testa e quei preservativi li distribuisce (mi riferisco a tante missioni in cui ci si fa un mazzo tanto). Mentre la “posizione ufficiale” non è solo integralista, ma da condanna per crimini contro l’umanità.

        • Caro M.E., a parte il fatto che qui si stava parlando di arte, teatro e “censura”, se vuoi approfondire il discorso da te appena fatto, sono pronto a dimostrarti che dici una stupidaggine (molto diffusa, anche questa, ma sempre stupidaggine) per farlo, pero’ dovrei partire da molto lontano e scrivere molte ma molte righe di commento.

          • Lei ha scritto che la Chiesa è scevra da integralismo e le ho dimostrato che è esattamente il contrario. Se è una stupidaggine, la dice anche Benedetto XVI, e prima di lui una mezza dozzina di papi. Se desidera i riferimenti contenuti nei discorsi ufficiali, nel Catechismo e nelle Encicliche, non ha che da chiedere.

        • andiam proprio bene

          E questi sono i giornalisti? Complimenti per la conoscenza dell’argomento.
          Se c’è una cosa una cosa a cui bisgna davvero sottrarsi è questo generalismo da parte di chi dovrebbe far informazione, evitandolo come la peste. Una condanna per qualunquismo non l’hanno ancora inventata, ma lei c’incapperebbe di sicuro.

          • hm

            non sai gerini che è peccato usare nomi fake? peggio che evadere le tasse .

  • Io non ho scritto che la “Chiesa e’ scevra da integralismo”, anzi ho stigmatizzato l’uso del termine “Chiesa” che significa “comunità” per riferirsi alla Autorità Ecclesiastica Cattolica (o Cristiana in genere) e cioe’ all’Istituzione. La “Chiesa” in quanto comunità ha i suoi integralisti come ce l’hanno tutte le comunità di questo mondo.
    Ho poi detto che non era corretto scrivere nel titolo “La Chiesa grida alla blasfemia contro Romeo Castellucci, e invoca la censura”, come avete fatto, perché chi gridava alla blasfemia ed invocava la censura era un teologo domenicano (con forse un gruppetto di “seguaci”) e, al suo “grido”, la Segreteria di Stato ha risposto nei termini che ho sopra riportato e che quindi non ripeto.
    Se non capisce questo punto le faccio subito due esempi:
    – quando, anni fa, un sedicente rappresentante di una comunita’ Islamica del Sud Italia, chiese la rimozione del Crocefisso dall’aula scolastica frequentata dalla figlia (dando il via alla nota polemica che impazzo per molti mesi), nessun organo di stampa di nessun orientamento politico o religioso (almeno per quanto mi risulta) scrisse “L’Islam vuole la rimozione del Crocefisso dalle scuole” ma, correttamente, si scrisse che “il tal dei tali, rappresentate di una comunita’ Islamica, ha chiesto ecc. ecc.”
    – quando, in questi ultimi anni in Indonesia, Filippine, Sudan ed ancora in questi ultimi giorni Nigeria, centinaia di cristiani sono stati massacrati, nessuno ha scritto “L’Islam sta’ massacrando i Cristiani” ma, correttamente, si sono identificate le “sette integraliste Islamiche” ree di tali nefandezze, senza far, come suol dirsi, “d’ogni erba un fascio”.
    Quando alcuni lefebriani (setta semi-scismatica e quindi fuori o ai margini della Cattolicità) tirano pomodori a Parigi o un “teologo Domenicano” (e forse qualche suo seguace) chiedono la censura di una rappresentazione teatrale ecco che il titolo e’: “La Chiesa grida alla blasfemia contro Romeo Castellucci, e invoca la censura”.
    Torno e ripetere titolo errato e brutto (ma davvero brutto !!!) vezzo.
    Quanto al resto, lei (un tempo ci davamo del tu, ma a me va’ bene anche il lei) non ha dimostrato proprio un bel nulla, ha solo fatto un’affermazione che, le ripeto, e’ assolutamente errata (mi scusi se prima l’ho definita “una stupidaggine” ma non avevo intenti offensivi, usavo solo “stupidaggine” nel senso di “banalmente non vero”). Non sono un teologo e non ho la pretesa di erigermi a tale ma ho del Catechismo, delle Encicliche e dei “discorsi ufficiali” dell’Autorita’ Ecclesiastica Cattolica, una buona conoscenza, come credo dovrebbe avere ogni cattolico praticante, in altra sede (perché questa, dovrebbe essere lei il primo a riconoscerlo, non e’ certo quella più opportuna), se lo vorrà, sono pronto a darle conto del perché affermo che quanto da lei scritto non e’ vero.

    • Non cincischiamo: il divieto esplicito e/o implicito dell’uso del preservativo proviene da quella che lei chiama Autorità Ecclesiastica Cattolica.
      Un paio di esempi: Sollicitudo rei socialis, enciclica del 1987 (Giovanni Paolo II), capitolo 3; Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica del 2005 (Benedetto XVI), punto 499.
      Ultimamente la medesima autorità ha ordinato una ricerca sul tema dell’Aids per valutare l’esistenza di “eccezioni” nelle quali permettere l’uso del preservativo. Tempismo incredibile: l’Aids è una sindrome nota dall’inizio degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’10 del secolo successivo si fanno caute valutazioni.
      Se non è estremismo questo…
      Mi raccomando: poiché è un praticante e quindi rispetta l’Autorità Ecclesiastica, niente sesso prima e/o fuori del matrimonio, e finalizzato unicamente alla procreazione! Se ha dubbi che questa sia la regola, posso fornirle i riferimenti anche per queste questioni.

      • andiam proprio bene

        ah ma allora le cose le sa! e s’ostina a girar la frittata! Ma ri-complimenti.

      • Caro Giacomelli… forse non se ne e’ reso conto ma si e’ già (anche se imprecisamente) risposto da solo!!

        • Niente, evidentemente l’integralismo connaturato al cattolicesimo ha fatto breccia anche nel commentario di Artribune. Se a scuola si leggesse un po’ di Spinoza forse saremmo un paese migliore.

          • Le faccio notare caro Giacomelli che lei non ha la minima idea di quanto Spinoza (e quanti e quali altri testi di filosofia o di altre discipline) possa o possa non, aver letto o studiato a scuola o all’Università e con quale profitto. Questa ultima sua battuta rappresenta, appunto, uno splendido esempio di atteggiamento “integralista” (del tipo ” “non ti conosco, non conosco le tue ragioni e motivazioni ma io sono nel vero e tu sbagli, a prescindere” )

          • SAVINO MARSEGLIA (artista)

            La Chiesa è sempre stata disponibile a un confronto serio sull’integralismo cattolico. Difatto, con Giovanna d’Arco, con Galileo, Giordano Bruno etc. aveva funzionato.

        • …e , a proposito, io non “cincischio” molto semplicemente non ho nessuna voglia di mettermi a fare delle lunghe, serie ed anche difficili considerazioni in margine al suo commento del tutto “fuori tema”: io ho criticato un vostro titolo perché sbagliato, dando le motivazioni di quanto affermavo. Puo’ affermare il contrario di quanto da me scritto e dimostrarlo?
          Quale nesso logico c’e’ tra questo, che era l’argomento del vostro articolo e del mio commento, e l’uso del preservativo, le malattie virali sessualmente trasmissibili e la Dottrina e i precetti della Chiesa Cattolica la riguardo?
          Non e’ forse lei che ha “cincischiato” (o girato la frittata come dice “andiam proprio bene”) tirando fuori il preservativo (e mi scusi se pare una battuatta!!!)

          • L’ho già detto: c’entra eccome. Lei sostiene che nel “caso” Castellucci si tratti di estremisti. Io le ho fatto un esempio fra i tanti possibili di come l’estremismo sia connaturato al cattolicesimo (e non solo, ovviamente).

          • Torno a ripetere (ma del resto quello che ho detto e’ chiaramente leggibile nel mio primo commento… e certo lei sa leggere molto bene, le basterebbe non voler aver ragione a tutti i costi ;-0 ) Io ho scritto (per parafrasarmi) che non e’ corretto scrivere “La Chiesa grida alla blasfemia contro Romeo Castellucci, e invoca la censura” per due precisi motivi:
            il primo : “La Chiesa” e’ termine che identifica una comunità (anzi, come ripeto, per i cattolici, l’intera umanità) e quindi, se “Chiesa” e’ usato in tal senso, il titolo e’ assurdo.
            Il secondo : se con il termine “Chiesa” si intende l’Autorita’ Ecclesiastica Cattolica il titolo e’ falso perché tale Autorità non ha gridato alla blasfemia e non ha invocato nessuna censura, ha anzi invitato ad un dissenso “fermo ma composto che non trascenda alla violenza verbale e men che meno a quella fisica”.
            Torno a ripeterle, per altro spero per l’ultima volta, se vuole poi aprire un dibattito sulla sua personale convinzione che ” l’estremismo sia connaturato al cattolicesimo “, benissimo, ce lo dica chiaramente e lo apra pure, chissà magari mi verrà anche voglia di partecipare.

        • christian caliandro

          ma di che stai parlando? il fatto che QUESTA gerarchia ecclesiastica sia tra le più oscurantiste e bigotte della storia millenaria della Chiesa (che, come tutte le storie, ha conosciuto periodi luminosi e periodi critici) è, appunto, un fatto. altrimenti, se fossero illuminati come dici, avrebbero detto semplicemente, sia in occasione dello spettacolo in Francia che qui in Italia: “idioti, andate a casa che è meglio: non avete capito niente dello spettacolo (anche perché non l’avete manco visto)”. invece stanno incoraggiando in tutti i modi possibili questi fanatici, per il semplice fatto che condividono TUTTE le loro ridicole non-ragioni.
          poi se preferisci dire che non è così, che questi non sono fatti e tutto ciò non sta accadendo, qui ed ora, fai pure.

  • Angelov

    Ricordo che quando venne distribuito nelle sale cinematografiche il film di J.L.Godard: Je vous salue Marie, all’inizio degli anni ’80, mi trovavo a Sydney, ed un folto gruppo di Cattolici inscenò delle proteste picchettando il cinema dove il film veniva proiettato. Ho ancora la cassetta VHS di quel film, oggi in DVD, che a volte rivedo. L’Intolleranza e l’Indifferenza sono i due poli che attraggono ad intermittenza i Deboli di Spirito, e purtroppo sempre di moda.

  • Mi pare che integralista sia chi vuole a tutti i costi imporre ai cattolici la cosidetta libertà sessuale , negando loro l’emancipazione che deriva dal controllo dei propri istinti , e non certo dall’abbandonarsi a tutte le perversioni, giungendo ad accusare di integralismo chi propone un maggior rispetto verso l’uomo e le leggi naturali. La Chiesa da indicazioni morali, non dice di punire civilmente chi non le segue, ed è giusto che possa proporre la sua visione, certo controcorrente , non asservita ai poteri forti. Perciò da’ fastidio a chi pensa di ridurre l’uomo a soggetto di consumi, o a carne da cannone, e trova in questa lezione costante di libertà, di razionaltà, di cultura il principale freno.
    Così come certe dichiarazioni (precedenti la lettera di Castellucci, volta a gettar acqua sul fuoco) a favore del satanismo dello stesso regista, giustificano la posizione di molti cattolici, che sono stanchi di vedere colpita la loro sensibilità. Se ad essere colpita fosse stata la shoà o Maometto, Vi immaginate che cagnara?
    Vorrei precisare che in Italia la reazione si è limitata a lettere ai giornali, a rosari e Messe per la conversione del regista.
    Ora, oltre a pretendere di imporre loro il sesso sfrenato, si vuole pure vietare ai cattolici di pregare?

    • hm

      – ed è giusto che possa proporre la sua visione, certo controcorrente , non asservita ai poteri forti. –

      ma questa era una gag o è seria? no perchè la chiesa è sempre stata asservita a tutti i poteri forti e favorevole a qualsiasi guerra, o al limite neutrale . senza dimenticare che una volta aveva il potere temporale e quindi chiesa e poteri forti erano perfettamente amalgamati . sono stati i siontemplari a finanziare la costruzione di tutte le cattedrali europee, gli stessi che combattevano le crociate in ‘terrasanta’ (secondo me suona meglio demonterra detta anche israhell) .

    • Cosa c’entra la Shoah non si capisce. Qui si parla di religione, non di stermini. Paesi civili come la Francia non hanno nelle scuole pubbliche crocifissi vari, così come hanno vietato il velo integrale nei luoghi statali. Punto. Se qualcuno vuol credere al topino dei denti o alla triplice declinazione di dio, fatti suoi. Basta che siano suoi.

      • Cristiana Curti

        Bene, Giacomelli, lei ha ragione, ma è in Francia (ad Avignone) che un gruppo di cosiddetti fondamentalisti cattolici ha avuto a che dire (e piuttosto violentemente) contro il Piss Christ di Serrano.
        Io credo che sarebbe utile andare a leggersi il ragionamento di un cattolico praticante, ma soprattutto un critico notevole http://robedachiodi.associazionetestori.it/tag/castellucci/
        e questo dovrebbe far chiudere la bocca (ma non ci conto) anche alle anime belle terrorizzate dall’ateo rapace che induce il casto cattolico al sesso sfrenato e gli impedisce – contestualmente – di pregare (…).

  • christian caliandro

    Il testo del regista Romeo Castellucci sul suo spettacolo teatrale “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” è riportato da Ilaria Mancia in calce al suo articolo (http://www.minimaetmoralia.it/?p=6252#comments):

    “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio nasce come un getto diretto delle e dalle Sacre Scritture. La Teodicea del Libro di Giobbe, il salmo 22, il salmo 23, i Vangeli. Il libro della Tragedia appoggiato su quello della Bibbia. L’azione teatrale vuole essere una riflessione sulla difficoltà del 4° comandamento se preso alla lettera. Onora il padre e la madre. Un figlio, nonostante tutto, si prende cura del proprio padre, del suo crollo fisico e morale. Crede in questo comandamento e fino in fondo sopporta quella che sembra essere l’unica eredità del proprio padre. Le sue feci. E così come il padre anche il figlio sembra svuotarsi del proprio essere e della propria dignità.
    Questo spettacolo è una riflessione sul decadimento della bellezza, sul mistero della fine. Gli escrementi di cui si sporca il vecchio padre incontinente non sono altro che la metafora del martirio umano come condizione ultima e reale. Non c’è niente di provocatorio, ma tutto quello che si vede, si sente e si prova arriva dall’osservazione diretta della realtà. Per questo ho scelto il dipinto di Antonello: a causa dello sguardo di Gesù che è in grado di fissare direttamente negli occhi ciascuno spettatore con una dolcezza indicibile. Lo spettatore guarda lo svolgersi della scena ma è a sua volta continuamente guardato dal volto. Il Figlio dell’uomo, messo a nudo dagli uomini, mette a nudo noi, ora.
    Quando le condizioni tecniche lo rendono possibile, è previsto l’ingresso di un gruppo di bambini che svuotano i loro zainetti del loro contenuto: si tratta di granate giocattolo. Uno ad uno lanciano queste bombe sul ritratto. È un gesto innocente portato da innocenti. L’intenzione è quella del bambino che vuole tutta per sé l’attenzione del genitore distratto. È possibile pensare alla frase del salmo 88: “Dio non nascondermi il tuo Volto”. Solo in questa azione nasce la musica, tutto il resto è in silenzio.
    A Milano non è stato possibile includere questa scena non certo per un’autocensura: non c’erano le possibilità logistiche per poterlo fare. Decisione presa un anno fa, prima delle polemiche. Questa scena è regolarmente presente in tutte le città, là dove la si potrà attuare. Le immagini dure e spiacevoli del lavoro appartengono alla vita, non sono una mia invenzione sadica. Certe volte il teatro utilizza, come nella tragedia greca, una tecnica antifrastica, omeopatica; una tecnica cioè che utilizza gli elementi estranei per significare l’opposto. E così, per esempio, un gesto violento vuole significare la fragilità umana e il bisogno di amore. Anche le cose spiacevoli possono misteriosamente veicolare un senso di bellezza profondo che, scavalcando l’ordine del grazioso, possono parlarci in modo ancora più profondo e vero.
    Questo spettacolo mostra, nel suo finale, dell’inchiostro nero di china che emana dal ritratto del Cristo come da una sorgente. E tutto l’inchiostro delle Sacre Scritture qui pare sciogliersi di colpo, rivelando un’icona ulteriore: un luogo vuoto fatto per noi, che ci interroga come una domanda. Devo denunciare qui le intollerabili menzogne circa il fatto che si getterebbero feci sul ritratto di Gesù. Che idea. Niente di più falso, di cattivo, di tendenzioso. Chi afferma queste cose gravissime risponderà alla propria coscienza di avere offeso – lui sì – con questa immagine rivoltante il volto di Gesù.
    Alla fine dello spettacolo la tela del dipinto si lacera come una membrana. Un campo vuoto e nero in cui campeggia luminosa una scritta di luce, scavata nelle tavole del supporto del ritratto: “Tu sei il mio pastore”. È la celebre frase del salmo 23. La scrittura della Bibbia perde il suo inchiostro per esprimersi qui in forma luminosa. Ma ecco che si può intravedere un’altra piccola parola che si insinua tra le altre, dipinta e quasi inintelligibile: un non, in modo tale che l’intera frase si possa leggere nel seguente modo: Tu non sei il mio pastore. La frase di Davide si trasforma così per un attimo nel dubbio. Tu sei o non sei il mio Pastore? Il dubbio di Gesù sulla croce – “Dio perché mi hai abbandonato?” – espresso dalle parole stesse del salmo 22 del Re Davide. Questa sospensione, questa intermittenza della frase, racchiude il nucleo della fede come dubbio, come luce, come l’incerta condizione umana.
    L’ultima considerazione vorrei riservarla a coloro che hanno giudicato lo spettacolo: dove lo hanno visto? Che cosa hanno visto? Perché hanno creduto alle caricature mostruose apparse nei blog semplicistici dei nuovi fustigatori della società? Come e cosa hanno potuto giudicare? Le cose allucinanti e oscene di cui leggo non sono il mio spettacolo, che ho invece concepito come un de profundis. E poi perché non leggere gli articoli di stampa – in primis quello del compianto Franco Quadri sulle pagine di Repubblica e di centinaia di articoli del mondo intero – che hanno recensito lo spettacolo più di un anno fa? Invito pacatamente tutte le autorità di questa città a prendere informazioni da fonti attendibili e serie prima di esprimere pareri che avranno certamente un peso abnorme nel clima culturale già devastato di questo Paese.” (17 gennaio 2012)

    • Angelov

      ….Il dubbio di Gesù sulla Croce-“Dio perché mi hai abbandonato” è solo l’inizio di una preghiera Ebraica che veniva recitata all’epoca dei fatti. L’impossibilità di accettare Cristo come un Ebreo, ha falsificato la Storia già dall’inizio del Cristianesimo.

      • Non c’e’ alcun dubbio, fuor che nella mente di chi poco conosce le scritture! “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” e’ l’inizio del Salmo 21 noto come “Sofferenze e speranze del giusto” e viene riportato come ultime parole del Cristo da Matteo e Marco, (mentre Luca riporta “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito” dal v. 6 Salmo 31 “Preghiera nella prova”.
        Chi conosce i Salmi sa che entrambi rappresentano una accorata preghiera a Dio per essere liberati dalle prove e dalle sofferenze, con piena e dichiarata fiducia nell’esaudimento della preghiera stessa, altro che “dubbi”!
        Non c’e’, infine, nessuna “falsificazione” (???) il Salmo 21, come anche il Salmo 31, sono usati (nel senso di recitati integralmente come preghiera) nella liturgia della Santa Messa, in varie occasioni, sin dai tempi delle primissime comunità cristiane!!!

        • Chi muore nella croce é “”l’uomo vecchio””” e con esso il peccato.
          É ovvio che già nella notte , quella nel monte degli Ulivi mentre gli apostoli dormono, il “padre” e Lo “spirito” si ritirano dall’uomo Gesù. Lo lasciano solo , con insieme alle atrocità del dubbio e sopratutto solo di fronte all’angoscia più insopportabile : quella di morire.
          Se non ci fosse stato quel ritiro , tutto cio’ che ha avuto seguito con l’epilogo della resurrezione, NON avrebbe avuto nessun senso.
          Chiunque avrebbe potuto esclamare: grazie tante , che razza di sacrificio é mai questo se colui che accetta di sottoporsi conosce il suo destino.
          Con la crocifissione nasce una nuova umanità che può liberarsi dal peccato.
          Ecco il senso.

          • hm

            cioè quindi secondo te prima le vocine gli parlavano mentre quando era nell’orto da solo gli hanno detto ciaociao ora te la sbrighi tu?
            non credo che abbia pensato sul serio che il suo padre telepatico che lo ha mandato sulla terra gli facesse uno scherzo del genere, quindi come minimo doveva stare più tranquillo sulla croce non mettersi a urlare frasi scomposte . io ad esempio nell’orto mi sarei bevuto 3 o 4 bottiglie di vino e mezzo chilo di funghetti . meglio della morfina quando sei in tumore terminale no? che senso aveva tutto quello spettacolo di sangue zampillante se non per dei feticisti del sacrificio umano? doveva subire dolore per espiare? a me sembra solo delirio acuto da masochismo inespresso . ti rendi conto che erano più civili i maya a strappare il cuore ai loro nemici, almeno non offrivano figli a dio come prassi biblica (abramo vs isacco e tutte le altre nefandezze orrende sanguinolente descritte nella bibbia) .

          • Caro Lorenzo hai toccato quello che, per me, e’ il punto fondamentale di tutta la vicenda di Gesù: l’uomo che “sa” di essere Dio ma non ne ha altra “prova” se non dalla sua fede che, appunto perché e’ uomo, non oblitera stanchezza, delusione, paura o dolore; anch’io credo che sia questa “certezza senza prove” che rende il Sacrificio tale da redimere il mondo.
            Non mi sorprende che un “non credente” sia meno superficiale di tanti che si dicono Cristiani… conosco molto bene quest’esperienza.

          • Hm il secondo me non ha proprio nessuna importanza trattandosi di opinione personale con Lo stesso destino d:elle scorregge: il perdersi.
            Non ho scritto infatti niente di personale ma qualcosa di risaputo per il semplice motivo che una religione per resistere al tempo , deve fondarsi Su um terreno solido e adeguatamente concimato da tormenti universali, piccoli e grandi.

          • hm

            sì ma il suo tempo è già vistosamente finito, il processo di decadenza è irreversibile . il destino delle chiese è essere trasformato in qualcos’altro, forse addirittura in moschee . http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/chiese-moschee/chiese-moschee/chiese-moschee.html

        • Angelov

          La falsificazione risiede nel fatto che il recitare quella Preghiera, è riportato come un Dubbio espresso da Cristo. Lui non aveva dubbi . Chi è venuto dopo di lui, anche troppi. Ed anche se ritengo che la possibilità del Dubbio sia un arma da legittima difesa filosofica, a cui tutti hanno diritto, nel caso di Cristo, ed in quella circostanza, il Dubbio non ha niente a che vedere. Qualcuno potrebbe dire che la Natura Umana di Cristo, essendo debole, come tutti sperimentiamo sulla nostra pelle, sia venuta alla luce in quel momento… In inglese rispondo Bullshit!

          • Pur condividendo il rimanente di questo tuo post, continuo a non capire la “falsificazione” (chi l’avrebbe compiuta e chi avrebbe “riportato come un Dubbio espresso da Cristo” la recitazione di questo Salmo).
            Quel che io penso sull’Umanità di Cristo (ma devo sottolineare che questo e’ un “mio” pensiero e che, pur non essendo io l’unico ad esprimerlo, e’ ben lungi dall’essere il “pensiero prevalente”) l’ho scritto nella risposta a Lorenzo cui ti rimando (vedi sopra). Rimane il fatto che, per chi conosce un poco le Sacre Scritture, e’ del tutto ovvio ed evidente che il Salmo 21, come il Salmo 31, non esprimono affatto “dubbi” ma, al contrario, accorate invocazioni a Dio di chi, pur nel dolore e nella prova, ribadisce la propria fede nel Suo Aiuto)

          • …scusa… rileggendo ho compreso! Ti riferivi alla lettera di Castellucci riportata da Caliandro…. perfettamente d’accordo

          • LorenzoMarras

            L’umanita’ di Gesu’ di Nazareth si dispiega lungo tutto il percorso, delineato dai testi del nuovo testimone.
            Non è in questione una faccenda di porre alla prova ma bensi’ di sostenere un peso, ovverossia quallo dell’intera Umanita’ avvolta dal peccato di Adamo, PRIMA dell’evento della morte in croce.
            Ed è un umanita’ , quella del nazareno, che si esplica in diverse occasioni.
            Prima della stessa predicazione , nel suo inoltro nel deserto per 40 giorni e 40 notti , senza cibo ne acqua . Non è in gioco una prova, benche’ ognuno di noi ne abbia percezione della medesima (ripeto, in termini formali) ma un fatto “simbolico” gravido di possibili conseguenze.
            Ogni Credente da’ per scontato che il Cristo non avrebbe avuto nessun dubbio perche’ vede la cosa a posteriori, a cose concluse. Ma cosi’ commette un errore , anche per certi aspetti assai grossolano, perche’ non tiene nella dovuta considerazione della esposizione del corpo, al “”rischio””” del dubbio. E, ripeto, non si tratta in se’ di una prova…. ma del fatto che in quel momento è in gioco l’UMANITA’ intera . Una sola infinitesima particella di “dubbio” ed è sarebbe stato sufficente perche’ tutto Rovinasse per sempre.
            Si sarebbe ri-petuto il peccato. Quello di Adamo.
            Seppure affamato e stremato nel corpo , rispose all’Avversario , da UOMO.
            “””” fa che queste pietre siano trasformate in pani”””” lo incalzo’ l’avversario.

            “””” sta scritto. Non di solo pane vive l’uomo ma da ogni parola che viene da Dio””””” senza esitazione e spontaneamente gli risponde.
            C è tutta L’UMANITA’ del Cristo che si trasforma in MACIGNO e si abbatte sull’avversario.

            Faccio notare che Mose’, non entro’ nella terra promessa. Eppure Dio parlo’ con lui, si rivelo’ a lui, ma egli dubito’.

          • LorenzoMarras

            scusate, non testimone ma TESTAMENTO

  • christian caliandro
  • “…..
    Cinna : Veritieramente il mio nome e’ Cinna.
    Primo plebeo : Fatelo a pezzi e’ un cospiratore!
    Cinna : Io sono Cinna il poeta, io sono CInna il poeta.
    Quarto plebeo : Fatelo a pezzi per i suoi brutti versi, fatelo a pezzi per i suoi brutti versi.
    … ”
    W. Shakespeare – Giulio Cesare – Atto terzo -Scena terza

  • francesco miozzi

    Lasciamo da parte gli integralisti cattolici (ma sapete che vuol dire integralista?è una faccenda protestante dell’800 Usa),e sentiamo la parola di Alberto Arbasino su “Repubblica”di qualche anno fa: molto meglio delle laiche litanie della banalità. Ecco: «Il sindaco di New York, Rudolph Giuliani, dopo aver visto al Museo di Brooklyn la foto artistica di una “Ultima Cena” con dodici apostoli neri intorno a una Gesù nera e nuda, si propone di formare una commissione per sorvegliare le sovvenzioni di fondi pubblici a queste forme di speculazioni commerciali. In California la storia si ripete da anni, col famoso Crocefisso a bagno nella pipì d’arte, con le Madonne d’arte che mostrano il sedere, con i Cristi d’arte alla moda sadomaso da pornoshop di cultura. E nel mondo della canzone, non passa giorno senza provocazioni e trasgressioni sempre su Gesù Cristo, la Madonna e il Papa. Il Papa spesso anche nelle installazioni e negli allestimenti, in posizioni per lo più imbarazzanti. Quanti decenni sono passati, da quando Paolo Poli faceva Rita da Cascia al cabaret, mentre le borchie piramidali sui nastri di pelle nera non si usavano in tutte le sfilate di prêtàporter per la casalinga… Ora si parla solo di sovvenzioni e di finanziamenti. Sennò, niente trasgressioni. Né galleristi, né “curators”, né iniziative, né cooperative, né eventi da non perdere. Soldi, soldi. […] Se qualche artista di speculazione si provasse a provocare scandali da reddito con sberleffi alla religione islamica o ebraica, lo Stato e le Regioni e le Province e i Comuni sarebbero tenuti a sovvenzionare le operazioni? O il Ministero e gli Assessorati riceverebbero qualche protesta dalle comunità non cattoliche? Basta vedere la commercializzazione dilagante per tutto quanto riguarda gli Olocausti. Ormai le folle di zombi mettono sia Auschwitz sia Hannibal in testa ai fatturati, perché attualmente piace qualunque serial killer molto cattivo. […] Ma se gli artisti e i cantanti trasgressivi facessero le prossime trasgressioni su Buchenwald o su Maometto, per fare cassetta, e mettessero un gran rabbino o un imam al posto del Papa, nelle provocazioni, come regolarsi col Politically Correct e coi soldi?».

  • LorenzoMarras

    Penso che le parole scritte da Luciano Gerini non siano state interpretate nella loro esatta portata. Lo dico da persona NON credente, non vorrei essere frainteso.
    Luciano fa due affermazioni su cui non ci possono essere dubbi :
    nella prima scrive , e giustamente, l’ecclesia è la comunita’ dei credenti e non coloro posti a loro guida ( i prelati o Clero ) ; Questo è un particolare non trascurabile perche’ il rapporto tra Credente e Dio va inteso sempre come “relazione personale” con il medesimo. Rapporto fatto di mille sfumature , non dato una volta per sempre, ma dinamico , misterioso…avvicente…insomma una relazione di sublime Liberta’. Perche’ il dio Rivelato attraverso il figlio è esattamente questo, ovvero una relazione (non fideistica) di Liberta’ tra il Creatore e la sua creatura. Un incontro ecco.
    La conseguenza di cio’ che ho scritto è che il Credente , quando è autentico , conosce esattamente i termini di questa relazione e della fede in essa profusa, Non meramente esteriore o “formale” o in posizione di mera subalternita’ ma semmai attiva , in pienezza di spirito e , essenzialmente, opere.
    Nell’altra affermazione sostiene , ed altrettanto giustamente, che non Vi è stata alcuna censura , amenoche’ l’articolista non scambi l’atto della censura con una presa di posizione Ufficiale da parte della Prelatura sul caso e che prima di condannare , prudenza vorrebbe che venisse letta e commentata ma non liquidata tout court con lo stesso animo che si rimprovera al suo indirizzo.
    Non esiste solo l’integralismo religioso esiste, e per certi versi è anche peggiore, quello Laico .

    L’evento curato da Castelucci è comunque molto significativo perche’ Non offende ma al contrario Sublima ed esalta la persona di Gesu’ di Nazareth proprio nella sua vocazione fililale di Verita’ e amore per l’intera umanita’.

    • Noto con sollievo che esiste ancora chi riesce a leggere un testo senza “filtrarlo” attraverso le “lenti” della propria ideologia e riesce a commentare sul testo letto…. dovrebbe essere l’assoluta normalità, ma pare che cosi’ non sia Grazie Lorenzo,

  • Angelov

    Caro L.G.Gerini Lei ha capito a cosa mi riferivo. Anche Mosè non ebbe la possibilità di mettere piede nella Terra Promessa, per via di un Dubbio che ebbe…Per quanto riguarda questa piéce teatrale, considerata nel suo complesso, non si tratta forse di un grande opera Iconoclasta, filtrata dalla sensibilità del XXI secolo? Non ho visto la rappresentazione, ma da quello che ha prodotto, mi sembra che esprima più delle Negazioni che delle Affermazioni. Forse una specie di tentativo di convertire Becket al Cristianesimo?