Esordio di fuoco per i gemelli De Serio in sala con Sette Opere di Misericordia. Artribune tenta la recensione condivisa: stasera tutti al cinema e poi qui a commentare

Uscito ieri nelle sale il film più atteso della stagione per quanto riguarda l’artworld italico. I videoartisti Gianluca e Massimiliano De Serio esordiscono con il lungometraggio Sette Opere di Misericordia. Del film si è detto molto anche grazie ai parecchi festival (in primis Locarno e poi il TorinoFilmFestival) a cui ha partecipato; ora l’attesa è nel […]

Uscito ieri nelle sale il film più atteso della stagione per quanto riguarda l’artworld italico. I videoartisti Gianluca e Massimiliano De Serio esordiscono con il lungometraggio Sette Opere di Misericordia. Del film si è detto molto anche grazie ai parecchi festival (in primis Locarno e poi il TorinoFilmFestival) a cui ha partecipato; ora l’attesa è nel vedere quali saranno i dati di affluenza al botteghino. Lì si potrà capire quale è l’impatto sul pubblico italiano (che non è certo quello francese) con un’opera come questa.
Cosa possiamo fare nel frattempo? Semplice: andare al cinema a vedere i cento minuti con protagonisti il grande Roberto Herlitzka e Olimpia Melinte e venire a “recensirli” su Artribune. Non andateci pesante con le battute, perché se ci saranno dei contributi interessanti abbiamo intenzione di farne un assemblaggio e di pubblicarli in una notizia apposita. Per ora il posto giusto dove pubblicare le vostre critiche all’atteso film è quello dei commenti.

  • simone

    sopravvalutati.
    e poi che scelgano un ruolo…”registi” e non artisti.

    • E da quando i registi non sono artisti? Kubrick non era un artista? Orson Wells nemmeno? Steve McQueen non è più un artista perché ha fatto un paio di lungometraggi?

      Bando agli snobismi che fanno male al mondo dell’arte, il film dei De Serio io l’avevo visto al Torino Film Festival e l’ho trovato intenso e rarefatto al tempo stesso (http://www.atlantidezine.it/quando-il-cinema-fa-sul-serio.html). Bellissimo. Ad avercene di registi/artisti così in Italia.

      • davide f

        Kubrick! Orson Welles! McQueen! ???????? andrea mi sembra un pò pretenzioso paragonare questi DeSerio a dei grandi così. saranno anche bravi nessuno glielo nega, ma sono sopravvalutati concordo con simone. stai pur certo che di registi bravi in Italia ce ne sono parecchi, solo che non sfruttano il sistema dell’arte per definirsi registi. Ma si fanno il mazzo. Fatevi un giro a Roma e poi ne riparliamo.

        • Davide, non stavo facendo paragoni. Ho tirato in ballo certi nomi perché mi sembra assurdo fare distinzioni tra gli “artisti” e i “registi”. Per quale motivo i registi non dovrebbero essere artisti?
          Ci saranno sicuramente dei registi italiani migliori dei De Serio, che hanno più difficoltà ad emergere di quanto non ne abbiano avuta loro, non lo metto in dubbio. Ciò non toglie, però, che Sette opere di misericordia sia un gran bel film che, se verrà apprezzato anche dal pubblico, oltre che dai festival, non potrà che fare bene al cinema italiano.

    • E poi si decidano: pittori, scultori… Simone, non ti pare di avere una visione un po’ ristretta del mondo (dell’arte)?

      • simone

        marco no non credo di avere una visione ristretta del mondo dell’arte. ma credimi, e sono certo tu lo sappia molto bene, ci sono artisti che lavorano sodo e difendono il proprio lavoro ma non sono supportati da nessuno, o meglio, non dai politici torinesi. questo mi infatidisce assai. io non discuto sul lavoro ma sulle modalità per accedere a certe canali. certo, l’italia funziona così per cui vale tutto.

  • Invece il cinema per “gli artisti” può essere un mezzo molto più incidente che non la mostrina per quattro gatti, soprattutto italica. Bisogna vedere come lo usano, il trailer traina bene. Stiamo a vedere.

    lr
    http://www.whlr.blogspot.com

  • Saletti

    Ho aperto per leggere qualche bella recensione ma avete per ora fatto solo polemiche o quasi…

  • francesco

    Quando sei nato non puoi più nasconderti, di Marco Tullio Giordana
    consiglierei di vedere questo film.

    il film dei de serio non ha da aggiungere nulla a cose già state fatte.
    film debole.
    non c’è dimestichezza con il lungometraggio.
    sembra un “allungamento” di un video d’artista (visto e stravisto)
    il discorso è farraginoso, poco approfondito (molti dei 100 minuti si perdono in inquadrature estetizzanti, in lunghi piani-sequenza di cui non si sente il bisogno), non originale.