È ufficiale: l’Italia è un paese da cui scappar via. Il Codacons ci mette la bocca e l’Antitrust gli dà ascolto: rischia di saltare la sponsorizzazione di Della Valle per restaurare il decrepito Colosseo

Tradotta ai minimi termini, spesso utili per afferrare il senso profondo delle cose, la situazione si può proporre così: c’è qualcuno che vuole offrire 25 milioni di euro alle disastrate casse dei Beni Culturali italiani, ed il malato sistema che li governa – e che in tutte le sue varianti amministrative ha ridotto l’Italia all’attuale […]

Diego Della Valle, sponsor del restauro del Colosseo

Tradotta ai minimi termini, spesso utili per afferrare il senso profondo delle cose, la situazione si può proporre così: c’è qualcuno che vuole offrire 25 milioni di euro alle disastrate casse dei Beni Culturali italiani, ed il malato sistema che li governa – e che in tutte le sue varianti amministrative ha ridotto l’Italia all’attuale stato da quarto mondo – pare darsi molto da fare per non volerli.Poi però occorre circostanziare, ma non è che la surrealtà della cosa si attenui, anzi.
L’oggetto è il quanto mai improcrastinabile – la cronaca ce lo ricorda quasi ogni giorno – restauro del Colosseo, ed il finanziamento dell’impresa offerto dal gruppo Tod’s dell’imprenditore Diego Della Valle. Un evento che quando si profilò, ci fece gridare al miracolo: “finalmente l’Italia prova ad entrare nel terzo millennio, con qualche decennio di ritardo, ma forse si apre uno spiraglio per vedere i provati impegnati nel sostegno alla cultura, come accade in tutto il mondo civilizzato”.
Ma non avevamo fatto i conti con il famigerato bubbone della burocrazia all’italiana, un sistema chiuso che si autoalimenta della propria imbelle ignavia, e che per conservarsi nelle proprie distruttive prerogative, ha stabilito delle regole rigide quanto immutabili. La prima, la più ferrea delle quali è: nessuna ingerenza nei nostri (malati) meccanismi, lo straniero non passerà! Ed arriviamo al punto: pare infatti che sul progetto Della Valle/Colosseo sia calata la scure dell’Antitrust, che avrebbe pressoché integralmente accolto le osservazioni del Codacons. Che a quanto ci risulta dovrebbe essere – così recita il suo website – il “Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori”. Il che ci fa dire: ma che c’entra tutto ciò con il restauro del Colosseo? Il Codacons non ha nulla di meglio da fare se non andare a discettare di bandi, offerte, scadenze, in merito a un restauro? Ma d’altronde non è stato sempre il Codacons, un paio di anni fa, con un ricorso velenoso, a far saltare per un cavillo il sistema delle strisce blu sempre a Roma? Risultato: caos totale e auto dovunque.
Già, perché è lungo l’elenco delle obbiezioni presentate e ora – pare – accolte, fra cui il fatto che Della Valle si sarebbe offerto soltanto per sborsare i 25 milioni, e non – come prevedono le famigerate normative – anche per “assumere la responsabilità del completamento dell’attività di progettazione e direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza, l’appalto a terzi o l’esecuzione diretta dei lavori, anche mediante imprese esecutrici dei lavori”. Mr. Tod’s non intende indossare l’elmetto e andare a dirigere di persona il cantiere, per cui i suoi – sporchi, si presuppone – milioni se li può pure tenere.
Ma non finisce qui: sarebbe troppo lungo il periodo di sfruttamento dei diritti d’immagine, “pari a due anni oltre il termine di conclusione dei lavori in favore di Tod’s e a 15 anni in favore dell’Associazione che deve essere istituita da Tod’s”. E poi le autorità avrebbero analizzato poche offerte, avrebbero dato poca pubblicità al bando, e via spulciando. Troppo lungo il periodo di sfruttamento? Ma si pensi che a Della Valle non è stato neppure consentito di “decorare” le palizzate dei cantieri con i loghi delle sue aziende, che pagano. In una città dove 200mila cartelloni abusivi, gestiti dalla criminalità organizzata, sono addirittura stati fatti oggetto (storia di questi ultimi giorni) di servizi da parte del Guardian o della tv di stato francese. Uno scandalo mondiale sul quale il Codacons non ha mai avuto, benché più volte sollecitato, nulla da ridire. Curioso, no?
Una domanda: in queste condizioni, ci sarebbe da stupirsi se Tod’s mandasse a ramengo Roma, il Colosseo, l’Antitrust e tutti i mille Codacons d’Italia e direzionasse il proprio mecenatismo altrove, lontano da questo paese?

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  • sergio

    No! codacons ha perfettamente ragione perchè la cosa è avvenuta al contrario, cioè, Della Valle ha fatto un offerta, opportunatamente pubblicizzata è stata accolta, in maniera arbitraria, dal momento che avviene una proposta interessante, beni culturali, comune di roma e via discorrendo dovevano indire un bando di asta, perchè il colosseo è un patrimonio comune e a quel punto decine di marchi vorrebbero partecipare all asta al rialzo partendo da 25milioni.
    meglio cosi, sta li da duemila anni e vale di più sicuramente di 25milioni lo sfruttamento dei diritti di immagine per 15 anni.

    • Francesco Corsi

      Gentile Sergio, una considerazione del genere è figlia di questa orrenda burocrazia kafkiana che rende spregevole e riprovevole accostarsi alla puzza di qualsiasi pubblico ufficio.
      Continuiamo così e l’Italia verrà odiata anche da quei pochi stranieri che continuano a venire per vedere la nostra arte sempre più bistrattata.
      Mi vergogno di essere italiano e spero che lo Stato , le Province e i Comuni vadano al collasso totale in modo che LE COLONIE DI PARASSITI che vi albergano si trovino con la vanga in mano e vadano a zappare per sopravvivere.
      Invoco il ritorno ad una economia agricola…. personalmente ho già iniziato a zappare, come dovrebbero fare tanti giovani italiani piuttosto che aspettare il POSTO DI LAVORO DOVUTO A SPESE DEI CONTRIBUENTI.

  • Neapolis

    Sciocchezze, il bando è stato fatto ed è andato deserto. Dopodiché Della Valle ha fatto l’offerta. Resta il fatto che vedere il Codacons occuparsi di queste questioni con l’unico scopo di farsi pubblicità è riprovevole. Idiota chi ancora ha la tessera di queste associazioni e chi ancora dà loro modo di essere rappresentative di qualcuno.

  • sergio

    il bando è stato presentato il 28 luglio, l’asta è stata fatta dal 4 al 15 agosto ci credo che è stata deserta

    • …ah beh! Allora si capisce! …Se fosse stato presentato il 1mo di gennaio ed avessero fatto l’asta a giugno ci sarebbero stati certamente migliaia di interventi in asta… come sempre avviene in questi casi… (…poi ci saremmo svegliati rimpiangendo di aver interrotto un bel sogno …)

  • sergio

    parliamo di grandi marchi con piani di bilancio annuali, di decine di milioni, su..

  • sergio

    la solita paraculata italiana!

  • ma

    Nella situazione in cui siamo, quando la classe imprenditoriale media italiana è quella che come primo obbiettivo ha quello di frodare il fisco, ovvero rubare soldi a NOI che poi paghiamo la benzina 1,8 euro, andare a cavillare kafkianamente contro il primo caso della storia di uno che invece di comprarsi l’ennesimo yacht battente bandiera liberiana vuole spendere per migliorare il patrimonio culturale, mi sembra che superi la soglia della perversione. è proprio criminalità avallata dal delinquenziale sistema italiano. Spero solo che Della Valle vada a cagare davanti al Colosseo e offra i suoi 25 milioni alla Grecia

    • rick

      La volontà non nasce mica dalla filantropia che quest’uomo ha per i beni culturali ma per il ritorno economico che avrà dall’operazione! Ci sono delle leggi e vanno rispettate e non chiamate in casa solo quando fanno comodo… se la gara è andata deserta non è che possiamo regalare i benefici di questa operazione al primo che si offre!

    • Francesco Corsi

      io spero che a CAGARE davanti al Colosseo ci vadano i BUROCRATI di M… che si rendono responsabili della paralisi italiana…..NON è POSSIBILE PAGARE LA BENZINA € 1,8 e SOPPORTARE GENTE INUTILE CHE PRENDE DECISIONI DANNOSE.
      E’ POSSIBILE…AD ESEMPIO, CHE AD AVERE GIUSTIZIA CI VOGLIANO 10 ANNI , DOPODICHE’ PUOI ANCHE ESSERE MORTO E FALLITO?
      VADANO A CAGARE TUTTI COLORO CHE NE SONO RESPONSABILI, NESSUNO ESCLUSO.
      SE NON SI PARTE DA UNA RIFORMA RADICALE DELLA GIUSTIZIA CHE IMPEDISCA AD UN CASTA DI ESSERE STRUMENTO NOCIVO E PARTITICO IL RESTO SONO CRETINATE.

  • sergio
    • Patty

      Sono tempi normalissimi nel mondo degli appalti. O dovevano aspettare mesi e mesi per ricevere altre offerte?
      Senza contare che non era sicuramente un bando nascosto come a volte accade, ma sicuramente pubblicizzato e strombazzato in ogni dove.
      Altri imprenditori hanno fatto bene a non mettersi in mezzo, visto come finiscono le cose in Italia.

  • sergio

    Umberto Broccoli, sovraintendente ai Beni culturali di Roma
    Roberto Cecchi, Commissario per le aree archeologiche di Roma e Ostia
    Umberto Croppi, assessore alle Politiche culturali di Roma
    Giuseppe Proietti, soprintendente ai Beni archeologici di Roma
    Francesco Maria Giro, sottosegretario per i Beni e le Attività culturali
    Gianni Alemanno, sindaco di Roma
    Sandro Bondi, ministro per i Beni e le Attività culturali

    appunto! questa classe dirigente, d’accordo con il sig. Della Valle, hanno fatto di fretta e furia la cosa sapendo che già sarebbe andata cosi, senza dare il giusto respiro alla cosa e trarne il massimo profitto..
    un bando così deve essere pubblicato in una data x, aspettare x tempo perchè la cosa si diffonda, e dare la possibilità a decine di marchi partecipare al bando, credimi ma vale di più di 25 milioni di euro, se bandito realmente a livello internazionale, è veramente ridicolo come è stato presentato!

    • ma

      Sì sì infatti la storia d’Italia è piena di imprenditori che hanno dato centinaia, migliaia di miliardi per i beni culturali.
      la verità è che questi porci – berlusconiani of course – volevano tirare la sòla a tutti gli italiani, REGALANDO il Colosseo a Della Valle per questa miseria
      scommetto che adesso rifaranno il bando, e ci sarà la fila, ci saranno pure i bagarini da quanta gente sarà lì all’asta pronta a versare miliardi
      Anzi Monti può pure andare a casa, la prossima manovra è bell’e fatta

      ma per piacere, con tante schifezze che si vedono in giro, vogliamo davvero rompere la palle a uno che, per il dritto o per il rovescio, caccia comunque di saccoccia 25 milioni per un bene collettivo?

      apposta l’Italia va da schifo

    • umberto croppi

      Io mi sono beccato una diffida e una minaccia di querela di legali di Della Valle per aver denunciato pubblicamente l’irregolarità della faccenda e tutti le azioni successive (codacons compreso) derivano da quella mia presa di posizione!

      • Massimiliano Tonelli

        Umberto visto che il Codacons ti dà retta (in questo caso non doveva, a mio avviso), perché non denunci pubblicamente anche la situazione del commercio ambulante sul piazzale del Colosseo? Una situazione che chi non la vede non ci crede, con clan di zingari fuorilegge che apparecchiano camion-bar, bancarelle, gruppi elettrogeni che al confronto il suq di Marrakesch è Harrods.
        Chissà se, seguendoti anche questa volta, il Codacons non predisposta il dispositivo del primo ricorso serio e civico della sua esistenza.

  • sergio

    mica di tasca sua.. a nome di un brand internazionale… uguale a tanti altri brand, un capitale destinato a promozione, sicuramente la prossima asta andrà meglio! mica casca nel frattempo il colosseo

  • ma

    vebbè mi arrendo… “mica casca nel frattempo il Colosseo” è una presa per i fondelli, se si diverte così peggio per lei

  • …a parte il fatto che da notizie recenti (anche se prontamente smentite… ma le balaustre ed i sassi che cadono sono un po’ difficili da smentire), sembra proprio che, invece, abbia già incominciato a cascare !

  • sergio

    in realtà è l’articolo che è stato scritto in maniera populista, ruffiano nei confronti di della valle. scritto apposta per santificare il mecenate, scarsa onestà intellettuale! mi dispiace per artribune.. che sa cos’è l’antitrust, codacons, cosa significa la gestione di un bando fatto in maniera ragionevole, ed i costi reali di un operazione pubblicitaria di questo tipo.

  • sergio

    il Colosseo richiama ogni anno 5 milioni di visitatori, con punte giornaliere di 25mila presenze, per un incasso annuo di oltre 27 milioni di euro..
    Quanto incassa Pompei ogni anno da visitatori ed attività connesse al sito? 25 milioni di euro.
    quattromilioni necessari per un restauro ottimale del colosseo
    novecentomila per un restauro ottimale di pompei

    acquisto di 131 caccia F-35, prodotti dalla statunitense Lockheed Martin. Costo previsto: 15 miliardi di euro, circa 120 milioni per aereo.

    il punto se artribune avesse avuto la volontà di fare un articolo onesto intellettualmente avrebbe dovuto porre l’attenzione sul fatto che i soldi ci sono eccome! ma è la gestione di queste entrate, di come vengono redistribuite che va analizzata e li creata la polemica. no attaccare l’antitrust! una vera idiozia! altra idiozia le strisce blu, tutte illegali!
    le multinazionali tipo tod’s o cocacola etc.. fanno per prassi due bilanci, uno di fine anno ed uno al semestre successivo, quindi giugno, dove vengono ricapitalizzate le entrate dalle vendite dirette dei prodotti e le entrate dei titoli di borsa, periodi dove vengono finanziati i piani aziendali, quindi anche pubblicitari.
    la bega della tempistica del bando è assurda, perchè per chi sa un po di piani relativi agli investimenti pubblicitari di una grande azienda sa bene che dopo giugno i giochi sono fatti per tutto il semestre a venire. quindi fare l’ufficio stampa a luglio e pubblicare il bando ad agosto o è pura follia o c’è del marcio!
    L’onestà della classe dirigente che ha prodotto il bando si sarebbe potuta apprezzare meglio se avesse proposto per tempo un asta a ribasso che so a partire da un milione di euro destinata alle agenzie di comunicazione internazionali, dove nel pacchetto si mostrava il potenziale di questa operazione.
    Poi quando tutti i grandi brand che per tempo erano stati informati si lanciava l’asta a maggio.
    un piano pubblicitario come l’adesione ad una campagna di quindici anni in un un sito che ha 5 milioni di visitatori l’anno, è un ritorno d’immagine immenso per qualsiasi azienda che vanta un mercato internazionale. in più il diritto di immagine da sfruttare in tutte le campagne pubblicitarie a livello internazionale di un simbolo mondiale è uno straordinario ritorno di immagine.
    questo è un minimo di profondità di pensiero e guardare un po più al di là della banalità del populismo.
    non è un paese da cui scappar via ma da rieducare, dopo vent’anni di dittatura di nani e ballerine! pessima figura per artribune! non tanto per gli ottusi idioti che fanno da eco alla vostra demagogia! ma per voi che spetta il dovere di informare e fare cultura e no i lacchè che avvallano un operazione marcia e di facciata di una classe dirigente loffia collusa con imprenditori paraculi.

    • rick

      Concordo su tutto! Sopratutto sulla definizione dell’articolo!

  • gianni

    nella seconda metà degli anni ottanta (se non ricordo male la data), l’allora banca di roma stanziò 40 miliardi di lire (molto più dei 25 milioni di euro attuali, forse il doppio) per il restauro totale del colosseo. la faccenda fu menata per anni (!) tra conferenze, articoli e servizi televisivi. non se ne fece nulla, ma non abbiamo mai capito perchè.
    sarebbe interessante far luce anche su quella vicenda.
    gianni

  • giuseppe

    Ma perchè tutti questi polveroni inconcludenti capitano tutti e solo in Italia?

  • pierpo

    perfettamente d’accordo con Sergio, un’analisi così poco profonda lascia dubbi seri sull’integrità delle intenzioni stesse dell’articolo…Mi cancello dalla news letter e cerco informazioni più precise altrove.

    • Hai ragione pierpo, ora calziamo tutti scarpe tod’s in redazione, perché della valle in persona ci ha ringraziato per l’articolo. andiamo avanti così, facciamoci del male…

      • francesco sala

        e dimentichi che tifiamo tutti fiorentina, bischeraccio!
        ;-)

    • Massimiliano Tonelli

      Addio care vecchie Church. Basta scarpe inglesi. Da oggi pomeriggio solo Hogan. Mi sto recando al negozio, ci sono i saldi ma Dieguccio dopo questo articolo me le regala, dice.

      PS. se continuate a dire scemenze, cari commentatori, fate cadere un altro pezzo di Colosseo come è capitato qualche giorno fa. Mi auguro, in tutta sincerità, in testa a qualcuno del Codacons…

      • sergio

        ma che dici? fai ironia? avvalli un articolo ruffiano e forcaiolo di questo tipo? getti benzina sul fuoco allo sputtanamento della testata, dieguccio, scarpe inglesi, scarpe italiane? fate cadere a pezzi il colosseo chi? ma un minimo di dignità!! ci stà che ogni tanto da una testata esca un pessimo articolo, il silenzio è piu dignitoso in questi, casi dimostra magari una volontà di aggiustare il tiro, cosi porti ancora piu in basso artribune!

        • Forcaiolo? Questa mi era veramente sfuggita. Tra qualche commento sarà un articolo neonazista con tendenze maoiste e pure un pizzico di omofobia.
          Proprio grazie alle paranoie complottiste e alle dietrologie più deliranti abbiamo avuto mezzo secolo e più di delirio politico, culminato con B.
          Ripeto: continuiamo così, facciamoci del male. O, come diceva Moretti: “Ve lo meritate Alberto Sordi”.
          Tanto son meglio i carrozzoni mafiosi di fronte al Colosseo in rovina piuttosto che i denari (certo, investiti) da un ricco imprenditore. Questa sì che è una filosofia della purezza che odora di destra estrema!

          • hm

            alberto sordi quella pulce di moretti non deve nemmeno permettersi di nominarlo . poi qui la destra i complotti e il resto dell’italia non c’entrano veramente una mazza, è il comune di roma che fa cagare e basta .

          • sergio

            caro marco enrico nulla di personale da parte mia nei tuoi confronti, è stata solo una disanima sull’articolo, che è un pò in odore di piaggeria, nei confronti del della valle,
            apprezzo da tempo la battaglia che tonelli fa per il decoro pubblico. tutto questo succede perchè si mischiano cose distinte(caso colosseo caso cartelli annunci), ho aperto una polemica che nemmeno intendo portare avanti, anzi aspetto con curiosità la decisione del tar, come ci sottolinea croppi di cui ho apprezzato molto l’intervento, non sono preso da ansie catastrofiste, sono cero che il colosseo rimarrà ancora lì almeno per altri duemila anni.
            sinceramente apprezzo molto artribune, la seguo da quando è nata, qualche volta a delle cadute di stile tipo questa o quella dello stalking, ma vabbè ci si puo stare. in questo caso ho acceso una polemica con toni forti perchè ritengo una delle cose più belle di artribune questo apparato dei commenti, quando ho parlato di articolo ruffiano e forcaiolo, mi riferivo nel primo caso al trattamento riservato al della valle, ovviamente, il quale passa per essere un illuminato mecenate smarritosi nell’impervia foresta della burocrazia autolesionista. che se va via lui offeso col malloppo il colosseo cade, forcaiolo perchè scrivendo così l’articolo si fa facile presa sul becero qualunquismo dell opinione pubblica che si accende quando si parla di burocrati e burocrazia. via do paese idiota buhhh italia!!!questa è idiozia, fare un titolo che suona piu o meno cosi..
            credo più che mai oggi come oggi ci sia bisogno di limpide operazioni ed a questo serve l’antitrust ed il tar. per quanto mi riguarda per me va bene tod’s, cocacola, as roma, aljazira e via discorrendo purchè si faccia in modi concorrenziali, onesti, leggi il bando dai è veramente ridicolo che si comunichi l’evento il 28 luglio a livello internazionale e lo si chiude il 15 settembre, come fai a dar modo a decine di multinazionali che avrebbero potuto o voluto partecipare al bando di gara, di partecipare, quando hanno piani di bilancio annuali o semestrali. lì è il nodo della questione, chiedo a croppi se leggerà questo commento, se a questo si riferisce quando scrive:” i rilievi dell’antitrust riguardano possibili violazioni di norme e procedure, altro che cavilli burocratici” grazie a tutti

  • sergio

    “Già, perché è lungo l’elenco delle obbiezioni presentate e ora – pare – accolte, fra cui il fatto che Della Valle si sarebbe offerto soltanto per sborsare i 25 milioni, e non – come prevedono le famigerate normative – anche per “assumere la responsabilità del completamento dell’attività di progettazione e direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza, l’appalto a terzi o l’esecuzione diretta dei lavori, anche mediante imprese esecutrici dei lavori”. Mr. Tod’s non intende indossare l’elmetto e andare a dirigere di persona il cantiere, per cui i suoi – sporchi, si presuppone – milioni se li può pure tenere.”

    …poi questo punto, ridicolo! vi domandate perchè il lavori pubblici costano quasi sempre 10 volte di più dei costi di preventivo e slittano sempre di anni alla conclusione della data definitiva? alla faccia del debito pubblico? perchè è prassi quando si fà un bando dare l’appalto a ditte fantoccio che prendono l’acconto di decine di migliaia di euro fanno una recinzione, mettono nel cantiere due macchinari obsoleti, fanno una buca, dopo una settimana vanno al tribunale amministrativo e dichiarano fallimento, ripeto dopo aver preso ovviamente la trance dell appalto di inizio lavori. Giochino che fanno due, tre volte quattro, cinque, sei, otto…spesso in accordo con chi concede il bando, un grosso affare illecito, in bandi dove è la collettività a rimetterci, e lo stato il committente, immaginiamoci se pure un privato inizia a fare questo giochino, per cui è fondamentale l’assunzione totale di responsabilità, con penali e via discorrendo. di chi si assume i privilegi di un appalto di questo tipo.

  • Antonio

    Se deve essere un redazionale deve essere oggettivo, se invece c’è un’opinione il testo va FIRMATO….

    Questo è un testo dove si esprime un’opinione personale e va FIRMATO da colui che esprime tale opinione soggettiva.

  • sergio

    Marco enrico..marco enrico.. certo che pierpo a ragione.. non è cosi immediata e diretta la cosa! sapete tutti in redazione che della valle è un grosso collezionista ed un articolo bidè di questo tipo pulisce a fondo l’immagine del mecenate e le vostre coscenze immacolate.. provate a fare giornalismo piuttosto!

    • pierpo A ragione, certo… andiamo bene

      • francesco sala

        il punto più interessante del pezzo è passato – purtroppo – inosservato: la questione non è della_valle sì / della_valle no; ma è la differenza di trattamento tra il caso della_valle e quello dei cartelloni abusivi.

        lo scandalo sta lì: perché il codacons non si attiva con la stessa fermezza e velocità anche nei confronti dei cartelloni?

        invece di cercare le streghe dove non ci sono, converrebbe leggere dopo aver tolto i paraocchi.

  • Massimo Mattioli

    Cari codaconsini mascherati, costretti a gridare ogni giorno un po’ più forte perchè qualcuno si accorga di voi, visto che nessuno si accorgerebbe di quel che (non) fate in merito alla vostra “ragione sociale”: se vi prendete la briga di dare uno sguardo a una rassegna stampa, vi accorgerete che – forse per la prima volta da non so quanti anni – pressochè TUTTA la stampa italiana è concorde nel condannare i bastoni fra le ruote messi a quelle poche aziende che in Italia suppliscono alle gravissime carenze pubbliche in tema di patrimonio e restauri. Se avete pazienza, fra pochissimo la pubblichiamo noi, una selezione di titoli e commenti, unanimi nel dire: ebbasta!
    Tutta la stampa lo dice, solo che Artribune lo dice un po’ prima degli altri… ciao ciao

  • Massimo Mattioli

    (PS: se Della Valle dovesse passare le Tod’s a tutti quelli che oggi l’hanno sostenuto, non lui in persona, ma il principio in base al quale l’inutile e parassita classe amministrativo/soprintendenziale italiana è ora che si dia una ridimensionata, non gli basterebbero tutti gli stabilimenti al lavoro per un mesetto…)

  • Cristiana Curti

    A Sergio non viene in mente che una gara d’appalto pubblica è pur sempre una gara d’appalto pubblica (anche se si verificano vizi di forma a meno che non si possa provare che dipendono direttamente da maneggi del vincitore) e che questi voltafaccia potrebbero costare allo Stato assai più che procedere nei lavori per il restauro del Colosseo, così come insegnano le sfortunatissime vicende a seguito dello stallo dell’erigendo ponte sullo stretto fra Reggio e Messina?

    Se c’è qualcuno che è stato danneggiato dall’aggiudicazione a Della Valle, perché non si è fatto avanti? Perché il Codacons? Quali sono gli interessi che difende in questo caso, dato che io, da cittadina, senz’altro antepongo la priorità del Colosseo restaurato alla somma vergogna e tristezza di restare a osservarne impotente i crolli ormai consueti? Non c’è un po’ di livida malafede, piuttosto? Il Pubblico è Pubblico e guai a chi lo tocca (dimenticando che il Pubblico è anche dei singoli cittadini, che sono chiamati a difenderlo nelle loro possibilità, e non è appannaggio solo dei dieci preposti a gestirlo)!

    E se Della Valle volesse far causa per danni per la marcia indietro del Pubblico, dopo aver investito in campagne promozionali già avviate? Non sarebbe la prima volta che lo Stato si trova a risarcire privati danneggiati da presunte o vere malefatte in sede di appalti, come ho già detto. E anche questi sono soldi nostri.

    E’ giusto chiedere sempre trasparenza e rettitudine in concorsi pubblici – peraltro non conosco i dettagli di questa vicenda dal punto di vista legale – ma, a meno che non si dimostri che le sponsorizzazioni di Della Valle provengano da traffici illeciti e corruttele (unico motivo per cui annullerei qualsiasi gara d’appalto, ancorché vinta ritualmente), siamo davvero sicuri che non è questo piuttosto un clamoroso passo falso nei confronti delle (più uniche che rare quando così onerose per il Pubblico) buone intenzioni del Privato che comunque produce un bene innegabile per la collettività?

    Poi anch’io convengo con Sergio che i fondi ci sarebbero senz’altro sia per intervenire a Pompei sia per consolidare e conservare il Colosseo sia per mantenere tutti i nostri siti culturali più che degnamente e che la causa della loro cronica mancanza siano i tagli scellerati e gli sperperi (vedi la recente ennesima vicenda, solo quella più famosa e inquietante per come è stata condotta, del crocefisso di tiglio attribuito in gran velocità a Michelangelo giovane e venduto allo Stato con le fanfare di mezza accademia e di tutto il Ministero) tanto che non ci sarebbe alcuna necessità di cercare sponsors né per restauri urgenti né per restauri ordinari che spesso sviliscono per inopportunità assoluta e cattivo gusto i nostri maggiori monumenti (come accade ora a Milano, il cui Duomo ospita lungo i fianchi esterni del fabbricato colossali immagini di bionde voluttuose sdraiate su sardanapalici divani mentre si aspergono di costoso profumo…). Ed è vero che è questo il punto dolente su cui si dovrebbe ragionare.

    Ma poiché così non si riesce a essere (razionali e di buon senso), io, quei soldi di Della Valle, li avrei presi per il Colosseo e avrei anche ringraziato.

  • umberto croppi

    La questione è completamente diversa, non c’entra nulla la burocrazia e non c’è nessun tipo di ostacolo alle sponsorizzazioni; l’impegno assunto da della Valle è di reperire la cifra prevista per il restauro (che durerà due anni) in cambio di uno sfruttamento dell’immagine (del restauro) per 15 anni. La stessa cifra era a suo tempo stata messa a disposizione dalla Camera di Commercio (oggi i resstauri sarebbero già finiti da un pezzo) ed erano in corso trattative per realizzare la stessa operazione con altri partners e per importi stimati in centinaia di milioni. I rilievi dell’antitrust riguardano possibili violazioni di norme e procedure, altro che cavilli burocratici, e si attende l’esito di un ricorso al Tar. Se la richiesta di legalità vale, deve valere sempre, non si vede come si possano invocare eccezioni.
    Per quanto riguarda i lavori, questi sono responsabilità del ministero per i beni culturali, e dovrebbero rappresentare una priorità a prescindere dalla presenza o meno di uno sponsor.
    Qui potete trovare un mio commento di qualche mese fa sulla vicenda:http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=84144

    • Cristiana Curti

      Ma perché, allora, se le cose sono come Lei dice (e non c’è motivo di non crederLe dato che era uno dei protagonisti della vicenda), si deve arrivare sempre e solo al limite estremo, allo strappo con “scandalo mediatico”? Perché le Sue segnalazioni hanno trovato solo il Codacons ad ascoltare e non (come avrebbe dovuto essere) l’Ufficio preposto? L’ “Ufficio”, poi, è fatto di uomini e donne con identità precise. Perché l’effetto di questo rinculo (che non sarà certo senza conseguenza per l’Amministrazione pubblica) deve arrivare sempre dannoso per la comunità, da una parte o dall’altra delle barricate? Siamo tutti cittadini e ci perdiamo tutti (di destra, sinistro, centro, alto e basso).
      Chi ha impedito che il progetto di restauro potesse ottenere sovvenzioni come Lei stesso qui ci presenta nell’idea originaria? E, soprattutto, che ne sarà del restauro urgentissimo del Colosseo?

  • kim

    vai via della valle eri con berlusconi dal principio. anche tu hai rovinato questo paese. ma dove scappi? Forse in Colombia o in qualche repubblichina delle banane dove c’e’ gentre come te e che indossa le tue orribili scarpe. Ed ha il tuo stesso stupido taglio di capelli. Gentaglia. Fascisti avete consumato tutto.

    • Ajo kim , và accuccia e pensa ai Prada che si comprano a Venezia Ca’ Correr.
      Ma i Prada amici di Celant, non si mettono in discussione vero?
      Non é così Radical chic delle mie balle?

      • SAVINO MARSEGLIA (artista)

        In Toscana si dice che i cani grulli abbiano sempre al solito padrone…e gli altri” ?

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  • Stella

    Diego, con 25 milioni di euro ci sfami la Cambogia per un anno… e non ti chiederebbero nemmeno le Tod’s perchè con 40° d’estate e le inondazioni d’inverno non ci farebbero niente. Pensaci…

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  • Angelov

    Una specie di Suicidio Culturale.

  • gianfiorello

    Croppi, Sergio, cavoli! Avete rispolverato la teoria degli opposti estremismi, un ex fascista (trombato dal camerata Alemanno) ed un vetero-comunista insieme contro l’odiato padrone. Poi se la proletaria o italiana di terra, di aria o di mare donna Laura B continua a vendere un suo profumo con il marchio, nemmeno tanto celato, del Colosseo, me ne frego!. Basta che non arrivino gli odiati scarpari marchigiani.
    Diego! Lascia perde sti cafoni! Segui l’esempio di Brunello, lui vuol restaurare la Porta Etrusca di Perugia, tu qualche rudere nelle Marche dove investire 25 milioni lo trovi sicuramente.

  • luino

    mr TODDS paghi le tasse!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • mino

    il codacons sono dei parassiti all’attacco di ogni cosa che possa portargli soldi.
    non gliene ferga niente del bene comune