Dieci mesi per rimuovere il relitto della Concordia? Piuttosto trasformiamola in un centro d’arte. La proposta dell’artista Francesco Cangiullo, Futurista eterno…

Un gigantesco centro culturale con musei, sale da concerti, ma anche servizi alberghieri e di ristorazione. Questo si dovrebbe fare del relitto della nave Costa Concordia una volta concluse le indagini e lo svuotamento del carburante. La proposta scioccante, che unisce provocazione e riprovazione per gli aspetti mediatici e spettacolari cresciuti attorno alla tragedia del […]

Un gigantesco centro culturale con musei, sale da concerti, ma anche servizi alberghieri e di ristorazione. Questo si dovrebbe fare del relitto della nave Costa Concordia una volta concluse le indagini e lo svuotamento del carburante. La proposta scioccante, che unisce provocazione e riprovazione per gli aspetti mediatici e spettacolari cresciuti attorno alla tragedia del naufragio, forse arriva a nascondere addirittura intenzioni sincere e concrete: del resti arriva da un artista, il napoletano Francesco Cangiullo, che si firma Futurista eterno…
L’idea, scrive in una lettera inviata agli amministratori dell’isola Del Giglio, è nata quando la Protezione Civile ha sentenziato che per rimuovere il relitto della occorreranno 10 mesi. Un’ipotesi alternativa per non distruggere, anzi per incrementare il flusso turistico, assicura: “il relitto potrebbe essere acquisito dallo Stato italiano e dato in gestione al governo dell’isola. La parte emersa della nave, opportunamente consolidata ed ancorata a spese della compagnia (spese sicuramente inferiori ad uno smantellamento dell’imbarcazione), potrebbe essere trasformata in centro culturale”. Così i turisti dell’orrido e gli improvvisati reporter a caccia di cadaveri avrebbero una meta reale da perseguire…

Giacomo Costa, la Costa Concordia e il Museo Pecci. Bizzarre coincidenze artistiche a margine dell’incidente del Giglio

  • carlo

    Idea geniale. magari con le pinne fucile ed occhiali.

  • Cristiana Curti

    In attesa di ricomporre le coste della povera Isola, prego chi è rimasto colpito anche dagli aspetti meno drammatici della vicenda, ma sempre importanti, dell’inadeguatezza di simili colossi in rotte così delicate, di votare il sondaggio de LA NUOVA VENEZIA che tenta (senza presunzioni d’imposizione) di portare a chi di dovere i sensi di coloro che non sopportano più di veder passare nel fragile Canale della Giudecca questi orribili casermoni affollati di fotografari della domenica. Qualcuno, tuttavia, ha purtroppo il coraggio di essere felice del disastro in Laguna, come se Venezia – già abbastanza Disneyland – abbia necessità anche di questo turismo d’accatto (peraltro portatore di ben poca ricchezza in Città).

    http://temi.repubblica.it/nuovavenezia-sondaggio/?pollId=2996

  • Zamlap

    Faccio mia la proposta e la lancio sulla mia rivista. E’ il Titanic di superficie, un miracolo dello Stellone italico di venerdì 13 a gennaio nel Centenario 2012 che anche quando supercazzola riesce a stare a galla, non scende negli abissi con lo scoglio in pancia, monumento alla Fortuna Labilis del Terzo Millennio come il Colosseo e l’Arena di Verona alla scomparsa dell’Impero romano. Il capitano Schettino inconsapevolmente ha prodotto un evento artistico di portata memorabile, un puro evento da da, un “frammento” , quello della nostra civiltà, un frammento monumentale all’inutile, all’inutile turismo marino, frutto tipico della contemporanea società senza scopo, con una metà assolutamente “turistica” , del giro a vuoto, del cammino uguale per tutti, uguaglianza nella banalità dell’esperienza universale senza originalità ed identità .