Conveniente, e anche giovane. Ecco chi sono gli Young Talents premiati con l’esposizione alla Affordable Art Fair milanese

Vi abbiamo già raccontato dell’inusuale conferenza stampa tenutasi a Milano nell’Appartamento Lago, per presentare la seconda edizione di Affordable Art Fair. Il format che si replica annualmente in dieci città del mondo e che a Milano, con i suoi 4mila metri quadri del Superstudio Più, ospiterà 75 gallerie e all’incirca 12mila visitatori attesi. Unica regola […]

Vi abbiamo già raccontato dell’inusuale conferenza stampa tenutasi a Milano nell’Appartamento Lago, per presentare la seconda edizione di Affordable Art Fair. Il format che si replica annualmente in dieci città del mondo e che a Milano, con i suoi 4mila metri quadri del Superstudio Più, ospiterà 75 gallerie e all’incirca 12mila visitatori attesi. Unica regola vendere e esporre opere sotto i 5mila euro di prezzo.
Non vi avevamo detto però che quest’anno grazie al premio AAF cerca Young Talents, hanno avuto luogo lunghe letture dei portfolio per la categoria Young Talents. In fiera, infatti, grazie ad una selezione di oltre 200 curricula, sarà fornita la possibilità di acquistare le opere di quattro artisti emergenti e promettenti.
Decine di ragazzi hanno aspettato il loro turno nelle stanze Lago: giovani artisti mai rappresentati da una galleria e rigorosamente sotto i trentacinque anni. Ciascuno di loro è stato vagliato da quattro critici/curatori: Flaminio Gualdoni, Alberto Zanchetta, Denis Curti e Stefano Sbarbaro; disposti, durante i colloqui, in ambienti diversi della casa di Brera.
Alla fine della serata solo quattro portfolio hanno attirato l’attenzione. Ecco dunque chi sono i quattro AAF Young Talents e le motivazioni delle scelte. Diana Dorizzi per la capacità narrativa che si incrocia con una visione spontanea e sincera. Per aver saputo mettere in evidenza un sentimento interiore e privato senza mai rinunciare alla dimensione estetica. Per la capacità di aver dato voce alla sfera più intima come forza e coerenza. Isabella Mara (1977) per la qualità poetica e il controllo retorico di un lavoro che contempera evocazioni volte e un uso sottilmente ironico dell’immagine. Vincenza De Nigris (1985) per aver sviluppato un progetto fotografico forte e coerente. Per aver costruito una solida struttura narrativa e l’omogeneità estetica. Per aver utilizzato il mezzo fotografico con un sentimento contemporaneo e mai nostalgico. Andrea Pugiotto (1986) per aver presentato un portfolio omogeneo e coerente. Per il rigore stilistico e per la capacità di narrare luoghi diversi con un linguaggio riconoscibile e attuale.

– Ginevra Bria

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • ciao ciao

    roba vista e rivista